Udine al centro del botta e risposta: Capozzi chiede alla Regione una linea unica sul Comune
La consigliera regionale del M5S contesta le posizioni opposte emerse nella Giunta Fedriga sui risultati culturali del capoluogo friulano.
Nel confronto politico che riguarda Udine, il Movimento 5 Stelle punta il dito contro quella che definisce una contraddizione dentro la Giunta regionale. A sollevarla è la consigliera Rosaria Capozzi, che mette a paragone due uscite pubbliche di assessori dell'esecutivo Fedriga sul ruolo dell'amministrazione comunale guidata da Alberto De Toni.
Al centro della contestazione ci sono i giudizi molto diversi espressi nelle stesse ore sul capoluogo friulano. Da una parte, viene richiamata la frase attribuita all'assessore Mario Anzil, che avrebbe liquidato l'esecutivo cittadino come una "Giunta di incapaci". Dall'altra, l'assessore Sergio Emidio Bini ha parlato di un risultato importante per Udine sul piano culturale, collegandolo alla collaborazione tra istituzioni e operatori del territorio.
Il nodo politico sollevato dal M5S
Secondo Capozzi, le due letture non possono convivere senza aprire un problema di coerenza politica. Se davvero il traguardo rivendicato dalla Regione nasce da un lavoro condiviso, osserva la consigliera, allora anche il Comune di Udine ha preso parte a quel percorso e non può essere, nello stesso momento, bersaglio di un attacco frontale.
La nota diffusa il 26 giugno insiste proprio su questo passaggio: il tema non è soltanto lo scontro tra maggioranza e opposizione, ma il modo in cui vengono raccontati i rapporti istituzionali quando si parla dei risultati raggiunti in città, in particolare nel settore culturale.
Le dichiarazioni finite nel mirino
Capozzi richiama due affermazioni che, nella sua lettura, portano in direzioni opposte. La prima è quella attribuita ad Anzil e riportata da un quotidiano locale. La seconda riguarda invece le parole di Bini, che ha celebrato i risultati ottenuti da Udine e dal Friuli Venezia Giulia, indicando nella sinergia tra enti e operatori uno degli elementi decisivi.
È soprattutto questo riferimento alla collaborazione tra soggetti istituzionali a rendere, per l'esponente pentastellata, difficile sostenere contemporaneamente la linea dell'attacco politico al Comune. Se il successo viene presentato come frutto di un'intesa tra più livelli amministrativi, il contributo dell'amministrazione udinese non può essere escluso.
La richiesta di chiarimento alla maggioranza regionale
La consigliera regionale sintetizza così il suo ragionamento: o le parole attribuite ad Anzil rispondono a una polemica strumentale, oppure quelle di Bini rappresentano un riconoscimento reale del lavoro svolto insieme da Regione e Comune. In entrambe le ipotesi, secondo Capozzi, resta aperta una evidente frizione politica interna.
Da qui la richiesta rivolta alla maggioranza che governa il Friuli Venezia Giulia: adottare una posizione chiara nei confronti del Municipio udinese. Per il M5S non è sostenibile, sul piano istituzionale, alternare l'offesa politica al riconoscimento di un risultato condiviso quando si parla di iniziative che riguardano la città.
La polemica si inserisce così nel rapporto tra Trieste e Udine, con il tema della cultura usato come cartina di tornasole dei rapporti tra Regione e Comune. Ed è proprio su questo terreno che Capozzi chiede alla Giunta Fedriga di scegliere una linea univoca, senza messaggi opposti sul ruolo dell'amministrazione De Toni.