Trieste, la storia dell’Unione diventa solidarietà: al Caffè degli Specchi fondi al Burlo

Serata dedicata ai colori alabardati nel cuore di Trieste: ex giocatori, amministratori e tifosi insieme per sostenere l’Irccs Burlo Garofolo.

14 giugno 2026 01:55
Trieste, la storia dell’Unione diventa solidarietà: al Caffè degli Specchi fondi al Burlo -
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Nel centro di Trieste, il richiamo della Triestina ha fatto da cornice a un’iniziativa che ha unito identità sportiva e attenzione al territorio. La serata ospitata il 13 giugno 2026 al Caffè degli Specchi ha infatti affiancato il racconto della storia rossoalabardata a una raccolta benefica destinata all’Irccs Burlo Garofolo.

Il momento più concreto dell’appuntamento è stato proprio questo: il ricavato ottenuto dalla vendita dei gadget è stato devoluto all’ospedale infantile triestino, realtà sanitaria di riferimento ben oltre i confini cittadini. Una scelta che ha dato all’evento un significato più ampio della semplice celebrazione calcistica.

La formula della serata ha richiamato tifosi di età diverse, riportando al tavolo ricordi, stagioni e volti rimasti legati alla memoria dell’Unione. In una fase in cui l’attualità sportiva resta osservata con attenzione dalla piazza, l’incontro ha rimesso al centro il patrimonio emotivo costruito attorno alla squadra.

Una vetrina nel cuore di Trieste

L’iniziativa è stata promossa da Matteo Medani e si è svolta in uno dei luoghi più riconoscibili della città. Al Caffè degli Specchi hanno preso parte anche rappresentanti delle istituzioni, tra cui l’assessore regionale alle Autonomie locali Pierpaolo Roberti e gli assessori comunali Massimo Tognolli e Caterina de Gavardo.

Presente anche Vittorio Fioretti, ex direttore generale che i tifosi ricordano per una delle stagioni più vicine al ritorno in Serie A. La serata ha così mescolato testimonianze, ricordi sportivi e partecipazione pubblica, con un taglio fortemente legato alla storia cittadina.

Ex protagonisti e memoria rossoalabardata

Tra gli ospiti chiamati a rappresentare pagine diverse della Triestina c’erano Maurizio Costantini, Tiziano Ascagni, Andrea Polmonari e Massimo Pavanel. Con loro anche gli “eroi di Lucca 2002”: Gianluca Birtig, Francesco Ciullo, Andrea Boscolo, Simone Del Mestre, Alessandro De Poli e Daniel Tomizza.

La presenza di ex giocatori e dirigenti ha dato sostanza al carattere rievocativo dell’appuntamento. Non solo una festa per nostalgici, ma un’occasione per rileggere episodi e stagioni che continuano a occupare un posto speciale nel racconto sportivo di Trieste.

Il legame tra sport, territorio e beneficenza

Nel suo intervento, Roberti ha richiamato il ruolo dello sport come leva di promozione del Friuli Venezia Giulia e come occasione per sostenere eccellenze locali. Nel suo discorso ha citato anche il marchio “Io Sono Friuli Venezia Giulia” e alcune produzioni simbolo del territorio, come i vini del Collio e la Ribolla gialla di Oslavia.

Il senso della serata, però, è rimasto soprattutto nella capacità di mettere insieme appartenenza e utilità concreta. Il richiamo della maglia alabardata ha fatto da collante, mentre la destinazione del ricavato al Burlo ha dato all’evento un valore che va oltre il calcio e parla direttamente alla comunità triestina e regionale.

Per Trieste è stato un modo semplice ma efficace di trasformare la memoria sportiva in un gesto condiviso, con il Burlo Garofolo al centro di una raccolta che ha legato tifosi, istituzioni ed ex protagonisti della squadra in una stessa serata.

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