Tagliamento, scontro politico sulle opere: Capozzi chiede una linea netta al fronte vicino a Vannacci
La consigliera regionale del M5S richiama i casi Spagnolo, Barberio e Rossi: dal Medio Friuli a Latisana, il tema resta quello della gestione del fiume.
Il Tagliamento torna a dividere la politica friulana, con una domanda che pesa soprattutto nei territori più esposti al tema della sicurezza idraulica: quale posizione hanno davvero i nuovi riferimenti dell’area vicina a Roberto Vannacci su diga, sbarramenti e tutela del corso d’acqua?
A porre il tema è la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Rosaria Capozzi, che interviene nel dibattito chiedendo un chiarimento politico su una questione che tocca da vicino il Friuli, da Latisana al Medio Friuli. Nel mirino ci sono orientamenti che, secondo l’esponente pentastellata, non appaiono omogenei all’interno dello stesso campo.
Il punto politico che riapre il confronto
Capozzi richiama in particolare alcune figure entrate o avvicinate all’area di Futuro nazionale, il partito collegato a Vannacci. La sua osservazione parte dal fatto che su Tagliamento, difesa del territorio e possibili interventi strutturali emergerebbero valutazioni differenti, difficili da ricondurre a una linea unica.
Per la consigliera del M5S, il nodo non è soltanto tecnico ma apertamente politico: serve capire se la priorità indicata sia la massima salvaguardia del fiume oppure la disponibilità a soluzioni più invasive. Da qui la richiesta di una presa di posizione esplicita.
Il caso Spagnolo e il tema della manutenzione
Tra i riferimenti citati da Capozzi c’è Maddalena Spagnolo, consigliera di maggioranza passata di recente dalla Lega al Gruppo Misto nel Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia. Secondo la ricostruzione della pentastellata, proprio attorno al Tagliamento si starebbe manifestando una certa incertezza anche sul piano delle competenze.
Capozzi contesta infatti il percorso seguito da Spagnolo per individuare chi debba occuparsi della manutenzione del fiume. Sostiene che la collega sia stata indirizzata dall’assessore regionale Fabio Scoccimarro verso la Commissione Paritetica e che da lì sia poi tornata allo stesso assessore, senza un punto fermo.
Pur riconoscendo una parziale convergenza sulle preoccupazioni legate al futuro del Tagliamento, Capozzi marca la distanza sulle risposte da adottare. Il Movimento 5 Stelle, ribadisce, resta contrario a interventi ritenuti troppo impattanti sull’asta fluviale.
Latisanese e Medio Friuli, i territori al centro
Nel suo intervento la consigliera collega il confronto anche alle ricadute concrete per le aree friulane più sensibili sotto il profilo idraulico. In particolare richiama Latisana, dove il tema del rischio di piena continua a pesare nel dibattito pubblico e istituzionale.
Capozzi ricorda che, secondo quanto sostenuto da Spagnolo, tra le ragioni dell’uscita dalla Lega ci sarebbero state anche le lentezze nella gestione della difesa del territorio del Latisanese. In questo quadro vengono richiamate le opere di laminazione, indicate come uno degli interventi ancora attesi.
Il ragionamento si allarga poi al Medio Friuli, altra area più volte chiamata in causa quando si discute del futuro del Tagliamento e delle opere possibili lungo il suo percorso.
I nomi richiamati da Capozzi
Nella stessa ricostruzione compare anche Leonardo Barberio, ex assessore provinciale leghista di Udine, che nei giorni scorsi ha aderito alla nuova formazione politica. Capozzi ricorda che Barberio aveva già lasciato la Lega nel 2019, indicando allora tra i motivi le lentezze sul fronte della sicurezza territoriale del Medio Friuli e i timori per l’ipotesi di una diga.
Un altro riferimento evocato è quello di Ugo Rossi, che in passato si era espresso a favore della tutela Unesco del Tagliamento. Per la consigliera del M5S, l’accostamento di posizioni così diverse rende ancora più urgente un chiarimento pubblico.
Il punto, nella sostanza, resta tutto friulano: capire se sul fiume simbolo della regione si voglia puntare su protezione ambientale, opere di sicurezza o su una combinazione di strumenti. Capozzi chiede che su questo non restino ambiguità, perché tra Latisana, il Medio Friuli e l’intero bacino del Tagliamento il tema riguarda scelte che hanno effetti diretti sul territorio.