Sicurezza in Friuli Venezia Giulia, il SAP frena sull’idea della Guardia Nazionale
Il sindacato di polizia guidato in regione da Lorenzo Tamaro chiede meno strutture nuove e più integrazione tra quelle già operative.
Per il SAP del Friuli Venezia Giulia, aprire un nuovo capitolo con una Guardia Nazionale non sarebbe la risposta più utile ai problemi del sistema sicurezza. La linea indicata dal sindacato è un’altra: mettere mano a ciò che già esiste, riducendo doppioni e migliorando il funzionamento complessivo delle forze in campo.
A esporre questa posizione è il segretario regionale Lorenzo Tamaro, che giudica fuori strada l’ipotesi di un organismo ispirato al modello statunitense. Dal punto di vista del sindacato, la priorità sta nel rendere più efficiente l’assetto attuale, invece di aggiungere un ulteriore livello organizzativo.
La proposta: riorganizzare prima di creare nuovi corpi
Il nodo centrale, secondo il SAP Fvg, è la revisione delle strutture già presenti. Tamaro richiama una richiesta che il sindacato porta avanti da anni, fin dal 2009: arrivare a una convergenza delle cinque forze di polizia oggi esistenti, almeno per quanto riguarda gli apparati logistici.
L’obiettivo, nella lettura del sindacato, è rendere il sistema più lineare ed evitare sovrapposizioni di ruoli e competenze, sia sul piano territoriale sia rispetto alle materie di intervento. Una razionalizzazione che, sempre secondo il SAP, permetterebbe di usare meglio risorse e professionalità già disponibili.
Più agenti nei servizi operativi
Uno degli aspetti su cui Tamaro insiste riguarda il personale. Se una parte delle funzioni di supporto venisse unificata, sostiene, si potrebbero liberare molti operatori oggi impiegati nella logistica e destinarli ad attività più direttamente legate al controllo del territorio, al contrasto dei reati e alla gestione dell’ordine pubblico.
Accanto al tema degli organici, il SAP regionale indica anche la necessità di un coordinamento più forte tra tutte le forze di polizia. In questo quadro, viene ribadita l’importanza dell’Autorità nazionale di pubblica sicurezza come riferimento per una governance più chiara ed efficace.
La distinzione tra sicurezza interna e ambito militare
Nel ragionamento del sindacato c’è poi un punto considerato essenziale: non sovrapporre il settore della sicurezza con quello militare. Per Tamaro, le due sfere devono restare separate, proprio per tutelare caratteristiche, competenze e funzioni proprie dei diversi apparati.
Il principio richiamato è quello di affidare la sicurezza interna e la gestione dell’ordine pubblico alle forze di polizia a ordinamento civile, ritenute dal SAP una garanzia in un contesto democratico. Da qui deriva anche la contrarietà alla nascita di una struttura nuova che, secondo il sindacato, rischierebbe di complicare ulteriormente il quadro invece di semplificarlo.
La sintesi della posizione espressa in Friuli Venezia Giulia è dunque netta: no a una Guardia Nazionale, sì a una revisione concreta dell’esistente, con più integrazione organizzativa, meno frammentazione e un maggior numero di operatori impiegati nei servizi sul campo.