Sutrio apre una nuova casa per anziani: 44 posti letto nella residenza “Di Ronco”

Nel cuore della Carnia entra in funzione una struttura socioalberghiera nata dal recupero di un’area dismessa e pensata per l’assistenza agli anziani.

24 maggio 2026 18:44
Sutrio apre una nuova casa per anziani: 44 posti letto nella residenza “Di Ronco” -
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Per Sutrio l’apertura della residenza “Di Ronco” non è soltanto il taglio del nastro di un nuovo edificio, ma un passaggio che incide direttamente sui servizi disponibili in montagna. La nuova struttura dedicata agli anziani porta nel paese carnico 44 posti letto e amplia l’offerta assistenziale in un’area dove il tema della cura delle persone fragili ha un peso particolare.

L’intervento è stato realizzato recuperando un sito precedentemente occupato da uno stabile produttivo non più utilizzato. Da quella demolizione ha preso forma una residenza assistenziale alberghiera sviluppata su tre piani, con 22 miniappartamenti e una serie di spazi destinati alla vita quotidiana e all’assistenza.

Un progetto che unisce recupero urbano e servizi sociali

La nuova struttura nasce all’interno di un’operazione più ampia di riqualificazione, con un impatto che va oltre il singolo edificio. L’area interessata viene così restituita alla comunità con una funzione sociale precisa, legata all’invecchiamento della popolazione e alla necessità di mantenere presìdi nei territori montani.

Un ruolo importante lo ha avuto la famiglia Di Ronco, che ha messo a disposizione l’ex immobile poi destinato alla trasformazione. La proprietà della residenza è della cooperativa sociale La Cjalderie, soggetto che ha seguito il percorso di realizzazione dell’opera.

Quanto vale l’intervento

Il quadro economico complessivo supera i 12,5 milioni di euro. La copertura finanziaria è stata costruita attraverso più canali: contributi regionali, risorse legate all’ecobonus, fondi della cooperativa e una donazione privata della Beneficentia Stiftung.

Nel finanziamento rientra anche il sostegno della Regione, che con l’assestamento 2024 ha destinato 3,2 milioni di euro al Comune per la realizzazione dell’opera. L’intervento viene indicato come un esempio di collaborazione tra pubblico e privato applicata ai servizi di welfare nelle aree montane.

Struttura autosufficiente dal punto di vista energetico

Uno degli elementi centrali del progetto riguarda le prestazioni energetiche. La residenza è stata infatti costruita secondo standard avanzati e ha ottenuto la classificazione NZEB, con l’obiettivo di ridurre consumi ed emissioni e di garantire al tempo stesso ambienti confortevoli.

Accanto agli alloggi trovano posto servizi interni pensati per la permanenza degli ospiti: palestra, infermeria, cucina e spazi dedicati alla dimensione religiosa e comunitaria. L’idea è quella di offrire non solo accoglienza, ma anche una quotidianità organizzata in un contesto che richiami quello domestico.

Il valore per la Carnia e per il Friuli

Durante l’inaugurazione è stato sottolineato come l’apertura della residenza rappresenti un segnale per i territori montani, dove mantenere strutture e opportunità sociali è una delle sfide più delicate. Il progetto viene presentato come un modello di coprogettazione capace di tradurre risorse pubbliche e partecipazione privata in un servizio concreto.

Nel messaggio arrivato dalla Regione, la struttura di Sutrio viene definita un punto di riferimento per l’assistenza agli anziani e un esempio replicabile anche in altre zone del Friuli Venezia Giulia. Il recupero dell’area, unito all’impostazione energetica dell’edificio e alla funzione sociale assegnata, fa della residenza “Di Ronco” un intervento destinato ad avere un peso che va oltre i confini del paese.

Per la comunità locale, il risultato più immediato è la nascita di un nuovo presidio dedicato alle persone anziane in un contesto montano che chiede servizi stabili, vicini e adeguati ai bisogni del territorio. Ed è su questo punto che l’inaugurazione di Sutrio assume il significato più concreto.

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