Martignacco, il confronto sui servizi sociali: Riccardi chiede più spazio alla cooperazione

All’assemblea di Idealservice l’assessore regionale indica la non autosufficienza come banco di prova per un sistema nuovo, fondato su competenze e collaborazione.

23 maggio 2026 22:33
Martignacco, il confronto sui servizi sociali: Riccardi chiede più spazio alla cooperazione -
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La tenuta dei servizi dedicati agli anziani fragili e alle persone con bisogni assistenziali complessi passa da una revisione profonda dell’organizzazione. Da Martignacco, intervenendo all’assemblea dei soci di Idealservice, l’assessore regionale alla Salute e alle Politiche sociali Riccardo Riccardi ha rilanciato la necessità di ripensare il modo in cui il sistema pubblico e quello cooperativo lavorano insieme.

Nel suo intervento, l’esponente della Giunta ha indicato come non più sufficiente un impianto costruito su schemi ritenuti superati, soprattutto davanti alla crescita della cronicità e della non autosufficienza. Il punto, secondo Riccardi, è costruire un rapporto più maturo tra pubblico e privato, nel quale la cooperazione non resti ai margini ma partecipi in modo pieno alla guida dei servizi.

La sfida dei bisogni assistenziali in Friuli

Il tema tocca da vicino anche il territorio friulano, dove l’invecchiamento della popolazione e l’aumento delle esigenze di cura rendono sempre più delicato l’equilibrio del sistema socio-sanitario. In questo quadro Riccardi ha sostenuto che non basta affidarsi a logiche centrate solo sul costo della prestazione, perché la risposta ai nuovi bisogni richiede una visione diversa e una rete più solida.

Nel ragionamento dell’assessore trova spazio anche il terzo settore, indicato come interlocutore da riconoscere dentro un’alleanza stabile. L’obiettivo è rafforzare quel modello di economia sociale di mercato che, secondo quanto evidenziato durante l’incontro, negli anni è stato spesso sottovalutato o comunque messo in secondo piano.

I numeri della cooperativa e il significato che portano con sé

Riccardi ha poi richiamato i risultati economici illustrati da Idealservice, soffermandosi sulla crescita del valore della produzione e sulla consistenza del patrimonio netto. Dati che, nella lettura proposta all’assemblea, raccontano una struttura capace di mantenere equilibrio e continuità.

Ma il passaggio su cui l’assessore ha insistito maggiormente riguarda ciò che sta dietro ai numeri. Il vero elemento decisivo, ha osservato, resta il capitale umano: sono le persone a determinare la qualità del lavoro e la capacità di tenuta di una realtà cooperativa. Un aspetto che, a suo giudizio, distingue il sistema mutualistico quando riesce a restare fedele alla propria impostazione originaria.

In questa chiave, Idealservice è stata indicata come un esempio di organizzazione che ha saputo sostenere scelte complesse senza allontanarsi dalla propria identità. Una considerazione che Riccardi ha collegato alla cultura cooperativa e alla responsabilità richiesta nei processi decisionali.

Competenze, lavoro e carenza di personale

Un altro nodo affrontato a Martignacco riguarda il lavoro. Per l’assessore, la questione oggi non è soltanto quantitativa, ma anche qualitativa: diminuiscono le risorse umane disponibili e, insieme, si assottiglia il patrimonio di competenze necessarie a tenere in piedi i servizi essenziali.

Si tratta di un problema che investe direttamente i settori primari, dalla sanità alla pubblica amministrazione, e che chiama in causa scelte di lungo periodo. Riccardi ha parlato di un investimento insufficiente sulle persone, ricordando come per anni questo tema sia stato trattato come secondario, dalla scuola fino agli apparati pubblici.

Nel suo intervento ha anche rilevato che il mondo cooperativo, in Friuli, ha spesso coperto vuoti lasciati dal settore pubblico, soprattutto nei momenti di maggiore pressione sociale. Un ruolo che, nel ragionamento proposto all’assemblea, non può più essere considerato accessorio.

Il richiamo alla storia del Friuli

Nella parte finale, Riccardi ha allargato lo sguardo alla storia regionale, richiamando l’esperienza seguita al terremoto di cinquant’anni fa. Da quella stagione, ha detto, arriva una lezione ancora attuale: la solidarietà non è solo un valore civile, ma anche una leva di forza per un territorio.

Il Friuli Venezia Giulia è stato quindi descritto come una comunità capace di reagire grazie alla coesione, alla dignità e a un equilibrio tra diritti e doveri. Un riferimento che, nel contesto dell’assemblea di Idealservice, ha dato un significato più ampio al confronto sui servizi: per affrontare la non autosufficienza, secondo l’assessore, servono organizzazione, competenze e un patto condiviso tra istituzioni e corpi sociali.

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