Sicurezza, nel Goriziano parte il piano da un milione per Questura, Carabinieri e Commissariato

Regione e Prefettura mettono in campo una collaborazione operativa per seguire gare e procedure su tre sedi strategiche tra Gorizia e Monfalcone.

25 settembre 2026 13:36
Sicurezza, nel Goriziano parte il piano da un milione per Questura, Carabinieri e Commissariato -
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Tre presìdi chiave per la sicurezza del territorio goriziano entrano in un programma di interventi da 1 milione di euro. Il piano riguarda la Questura di Gorizia, il Comando provinciale dei Carabinieri e il Commissariato di Pubblica sicurezza di Monfalcone, con una collaborazione istituzionale che affida alla Regione un ruolo tecnico nelle procedure necessarie ad avviare i lavori.

L’intesa è stata definita tra Regione Friuli Venezia Giulia e Prefettura di Gorizia e ha ottenuto il via libera della Giunta regionale. Per l’area isontina significa poter contare su un supporto amministrativo e specialistico per accelerare passaggi spesso complessi, dalla gestione delle istruttorie fino all’affidamento degli interventi.

Quali edifici rientrano nel programma

Le strutture interessate sono tre e hanno un peso rilevante nell’organizzazione quotidiana dei servizi di polizia sul territorio. A Monfalcone il programma tocca il Commissariato di Pubblica sicurezza, mentre nel capoluogo sono coinvolte la sede della Questura e quella del Comando provinciale dell’Arma.

Si tratta di immobili considerati strategici per il presidio dell’area goriziana. Le risorse, già previste a livello regionale, saranno utilizzate con l’obiettivo di migliorare la funzionalità delle sedi coinvolte.

Il ruolo operativo affidato alla Regione

Il punto centrale dell’accordo è il compito assegnato alla Regione come stazione appaltante ausiliaria. In pratica, gli uffici regionali metteranno a disposizione competenze tecniche e amministrative per seguire le fasi che precedono l’esecuzione delle opere.

A occuparsene sarà la Direzione centrale Patrimonio, demanio, servizi generali e sistemi informativi. Tra le funzioni previste ci sono la nomina del responsabile unico del progetto, il coordinamento con la Prefettura e la preparazione degli atti istruttori collegati alle procedure di affidamento.

Alla Prefettura resteranno invece gli adempimenti di propria competenza: dalla documentazione progettuale alla decisione a contrarre, fino ai pagamenti legati agli interventi programmati.

Perché si è scelto questo modello

La richiesta di supporto è arrivata dalla Prefettura di Gorizia, che ha evidenziato la necessità di fare affidamento su professionalità specifiche per la parte tecnica e per la gestione delle gare. La Regione, da parte sua, dispone di una struttura qualificata già attiva come soggetto aggregatore e in grado di fornire attività di committenza ausiliaria anche ad altre amministrazioni pubbliche.

L’assessore regionale al Patrimonio Sebastiano Callari ha portato il provvedimento all’esame della Giunta, illustrando lo schema dell’accordo poi approvato dall’esecutivo. Il meccanismo scelto punta quindi a concentrare competenze e procedure in un quadro amministrativo già rodato.

Scadenze e cornice istituzionale

L’accordo resterà valido fino al 31 dicembre 2028. È prevista anche la possibilità di prorogarlo di anno in anno, qualora i lavori non risultassero conclusi entro quella data.

L’iniziativa si inserisce nel percorso di collaborazione avviato con il protocollo sulla sicurezza integrata firmato il 22 settembre 2025 da Regione, Anci Fvg e Prefetture di Trieste, Udine, Gorizia e Pordenone. Dentro questa cornice rientrano anche gli interventi sulle sedi delle Forze di Polizia, considerati un tassello concreto per rafforzare la presenza istituzionale sul territorio friulano.

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