Porto di Trieste, la leva del Friuli corre sui binari verso Est: Gorizia snodo decisivo

Dal confronto internazionale di Abbazia emerge il peso della rete ferroviaria regionale: per Trieste contano accessi alternativi e la futura piena operatività della Lunetta di Gorizia.

24 settembre 2026 17:53
Porto di Trieste, la leva del Friuli corre sui binari verso Est: Gorizia snodo decisivo -
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Per la competitività del porto di Trieste, il Friuli Venezia Giulia guarda soprattutto ai collegamenti ferroviari verso Slovenia e Croazia. Nel confronto internazionale ospitato ad Abbazia, la Regione ha ribadito che una parte importante della risposta è già dentro la rete locale, mentre uno dei passaggi più attesi resta la piena funzionalità della Lunetta di Gorizia.

Il tema interessa da vicino anche il territorio friulano, perché la partita logistica non riguarda solo lo scalo giuliano ma l’intero sistema regionale dei trasporti, chiamato a reggere traffici, intermodalità e connessioni con i mercati dell’Europa centro-orientale.

A fare il punto è stata l’assessore regionale alle Infrastrutture e Territorio Cristina Amirante, intervenuta a margine della seconda giornata di “Moving Adria. Navigating the Future of Adriatic Logistics”, appuntamento dedicato al futuro dei collegamenti nell’Alto Adriatico e al rapporto tra i porti di Trieste, Fiume e Capodistria.

Il ruolo della rete Fvg nei collegamenti internazionali

Secondo quanto emerso dai contributi tecnici presentati durante il convegno, il sistema ferroviario del Friuli Venezia Giulia che sostiene il porto di Trieste si presenta già su un livello avanzato. Un elemento che, nelle valutazioni regionali, può offrire un vantaggio concreto in una fase in cui altre opere ritenute strategiche richiedono tempi più lunghi.

Tra queste c’è il raddoppio di Divaccia, considerato cruciale per migliorare i flussi lungo l’asse di collegamento dell’area. Proprio l’attesa per quell’intervento, ha osservato Amirante, rende ancora più importante valorizzare le infrastrutture già disponibili o in via di pieno utilizzo sul versante transfrontaliero.

Perché Gorizia entra nella partita del porto

Nel ragionamento della Regione, la Lunetta di Gorizia assume quindi un peso particolare. L’obiettivo è consentire un impiego più efficace della rete slovena, inserendo il nodo goriziano in una strategia che non guarda soltanto alla città di confine ma alla tenuta complessiva dei corridoi merci regionali.

Il riferimento non è limitato alla Transalpina, utilizzabile in modo più contenuto, ma soprattutto alla direttrice verso est. Per Trieste e per il sistema logistico del Friuli Venezia Giulia significa poter contare su una soluzione alternativa rispetto al passaggio via Tarvisio, utile quando la linea principale deve fare i conti con lavori, interruzioni o limiti di capacità.

Il confronto adriatico verso il 2030

Le sessioni della giornata hanno messo sotto osservazione le prospettive degli scali dell’Alto Adriatico al 2030. Tra i passaggi centrali del vertice, anche l’intervento di Vittorio Torbianelli per l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale.

Nel dialogo con i rappresentanti dei porti di Capodistria e Fiume è emersa la necessità di impostare gli investimenti infrastrutturali con una logica più coordinata. Accanto a questo, è stata richiamata l’esigenza di definire con maggiore chiarezza le specializzazioni dei singoli scali, così da rafforzare la posizione dell’intero bacino adriatico nelle rotte commerciali internazionali.

Interporti, logistica e innovazione

Una parte dei lavori si è concentrata anche sui collegamenti retroportuali e ferroviari verso la Mitteleuropa. Nei panel dedicati ai corridoi merci sono intervenuti, tra gli altri, rappresentanti del Gruppo ÖBB Rail Cargo, delle Ferrovie Slovene SŽ-Tovorni promet e del Ministero dei Trasporti croato, con aggiornamenti sui progetti pensati per aumentare capacità e rapidità dell’intermodalità.

Spazio inoltre agli interporti e ai parchi logistici, indicati come tasselli decisivi dello sviluppo retroportuale e industriale. In questo ambito sono intervenuti Paolo Privileggio, presidente e amministratore delegato dell’Interporto di Trieste, e Walter Gregori, segretario generale di Aspt-Astra Fvg, soffermandosi sull’integrazione tra infrastrutture regionali e mercati dell’Europa centro-orientale.

Il convegno ha infine aperto una riflessione sull’innovazione nella catena logistica, con attenzione ad automazione intralogistica, intelligenza artificiale e cybersecurity. Tecnologie considerate sempre più rilevanti per dare continuità, sicurezza e capacità di risposta ai flussi commerciali che passano anche dal Friuli Venezia Giulia.

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