Tavagnacco, a Borgo Castenetto monta il malumore: residenti alle prese con sosta caotica e passaggi pericolosi
A Feletto Umberto i residenti di via Pietro Micca segnalano un peggioramento dopo l’avvio di un vicino hub logistico: parcheggi saturi e timori per la sicurezza.
Nel quartiere di Borgo Castenetto, a Feletto Umberto, il tema non è soltanto il traffico ma la vivibilità quotidiana. In via Pietro Micca, nel territorio comunale di Tavagnacco, alcuni abitanti raccontano che nelle ultime settimane trovare posto, muoversi in sicurezza e utilizzare gli spazi del borgo è diventato molto più complicato.
La protesta nasce da una segnalazione arrivata da un residente della zona, che vive lì da circa dieci anni e descrive un cambiamento netto coinciso con l’attivazione di un nuovo centro di smistamento nelle immediate vicinanze.
Secondo il racconto, nei momenti di entrata e uscita dai turni il quartiere si riempirebbe di auto private dirette verso gli stalli presenti nell’area residenziale e nelle strade attorno al borgo, con ricadute evidenti per chi abita stabilmente nella zona.
Un equilibrio di quartiere che, secondo i residenti, si è spezzato
Borgo Castenetto viene indicato come un contesto abitualmente frequentato da famiglie, persone anziane e utenti delle attività presenti nelle vicinanze. Nell’area ci sono infatti un parco molto utilizzato e servizi che richiamano ogni giorno cittadini, compresi studi medici e centri dedicati al benessere.
Proprio per questo, spiegano i residenti, l’aumento dei veicoli viene percepito come un elemento che ha alterato una routine fino a poco tempo fa considerata ordinata e compatibile con la natura residenziale del borgo.
Il cittadino che ha inviato la segnalazione riferisce inoltre che, da quanto appreso parlando con alcuni lavoratori, nella struttura vicina opererebbero più di 300 addetti.
Il nodo dei parcheggi e la pressione sulle strade del borgo
Il punto più contestato riguarda la disponibilità degli stalli. Sempre secondo la testimonianza raccolta, gli spazi interni del centro verrebbero destinati ai mezzi operativi, mentre molte auto dei dipendenti finirebbero nelle aree di sosta di Borgo Castenetto.
Per i residenti il risultato sarebbe una saturazione quasi quotidiana, con momenti particolarmente critici nelle fasce orarie legate ai cambi turno. In quelle occasioni, sostengono, la ricerca di un posto libero genera attriti e rende più difficile anche la normale circolazione interna al quartiere.
Chi vive nella zona parla di un afflusso continuo di vetture e di una convivenza diventata più tesa, soprattutto quando i parcheggi nati per il borgo non bastano più a coprire le esigenze di chi ci abita e di chi raggiunge l’area per lavoro.
Le criticità segnalate: stalli riservati occupati e moto sui percorsi pedonali
Nella segnalazione vengono riportati anche episodi ritenuti particolarmente delicati. Il residente sostiene di aver notato auto lasciate negli spazi destinati alle persone con disabilità o in aree dove la sosta non sarebbe consentita.
Tra i comportamenti indicati c’è anche lo spostamento di cassonetti della raccolta differenziata per recuperare ulteriore spazio per i veicoli. Un aspetto che, se confermato, aggiungerebbe disordine a una situazione già giudicata pesante dagli abitanti.
Preoccupa infine il passaggio di alcuni motocicli lungo i vialetti pedonali del borgo, descritti come scorciatoie utilizzate per entrare o uscire più rapidamente. Un elemento che i residenti considerano sensibile, vista la presenza abituale di bambini e anziani nell’area. Si tratta comunque di circostanze riferite nella testimonianza e da verificare nelle sedi competenti.
Il tema della proprietà e delle spese sostenute dagli abitanti
Accanto ai disagi pratici, la contestazione tocca anche la natura stessa degli spazi di Borgo Castenetto. Secondo quanto riferito dal residente, l’area sarebbe privata ma aperta all’uso pubblico in base a una convenzione stipulata in passato con il Comune di Tavagnacco.
Da qui nasce una delle obiezioni principali sollevate dagli abitanti: a loro dire, i costi di manutenzione continuerebbero a gravare sui residenti, mentre gli spazi pensati per il quartiere verrebbero oggi usati in modo massiccio da persone dirette altrove.
Il malcontento, quindi, non riguarda solo la sosta irregolare o la difficoltà di trovare parcheggio, ma un tema più ampio di equilibrio tra funzioni del quartiere e impatto di un’attività esterna che, secondo chi vive a Borgo Castenetto, sta cambiando in modo profondo la quotidianità della zona.