Scuole al via, focus sui bus in Friuli: a Udine confronto urgente su orari e rientri
La Regione conferma il rafforzamento del trasporto pubblico già avviato il 7 settembre. Domani nuovo tavolo con istituti e Arriva Udine.
Il punto più delicato resta Udine, dove i nuovi schemi settimanali adottati dagli istituti stanno mettendo sotto pressione l’organizzazione dei rientri in autobus, soprattutto nella fascia tra l’una e le due del pomeriggio. Per questo la Regione tornerà a riunire già domani scuole e gestore del servizio, con l’obiettivo di affinare le soluzioni ancora aperte all’avvio dell’anno scolastico 2026/2027.
Intanto il potenziamento del trasporto pubblico locale è già partito dal 7 settembre. La scelta, spiegata in Commissione dall’assessore regionale alle Infrastrutture e Territorio Cristina Amirante, è stata quella di rafforzare alcuni collegamenti dell’orario estivo impiegando mezzi supplementari o autobus più capienti, così da reggere l’aumento di utenti legato al ritorno in classe.
Il tema è stato affrontato oggi in V Commissione regionale, dove l’assessore ha risposto a un’interrogazione dedicata ai disagi che si presentano ogni anno con la ripresa delle lezioni e con l’aumento del traffico nei centri urbani e lungo le principali direttrici del Friuli Venezia Giulia.
Perché il nodo si concentra soprattutto su Udine
Nell’area udinese pesa soprattutto la diversa scansione dell’orario scolastico introdotta dai vari istituti. Alcune scuole lavorano su cinque giorni, altre su sei, altre ancora con formule miste: una combinazione che rende più difficile far combaciare uscite, coincidenze e disponibilità dei mezzi.
I numeri aiutano a capire la portata del problema. Gli studenti interessati sono complessivamente 11.896: 6.395 frequentano istituti organizzati su cinque giorni, mentre 5.501 seguono una programmazione su sei giorni. In questo quadro, secondo quanto illustrato dalla Regione, le attese nella fascia di rientro del primo pomeriggio nelle stime iniziali potevano spingersi fino a un’ora e venti minuti.
Il trasporto non è costruito su una singola scuola
La programmazione regionale parte dal calendario scolastico del Friuli Venezia Giulia, che per il 2026/2027 fissa l’avvio ufficiale delle lezioni al 14 settembre. Amirante ha ricordato però che il trasporto pubblico locale non funziona come un servizio cucito su ogni singolo istituto, ma come una rete che deve rispondere all’insieme degli spostamenti del territorio.
Le difficoltà aumentano nei giorni precedenti all’inizio formale dell’anno scolastico, quando molte scuole adottano orari provvisori diversi tra loro. Proprio questa mancanza di uniformità, secondo la Regione, impedisce un adeguamento puntuale corsa per corsa rispetto a ogni richiesta che arriva dagli istituti.
Il lavoro estivo tra Regione, scuole e gestore
Per limitare le criticità, durante l’estate è stato aperto un tavolo permanente di coordinamento con scuole, Ufficio scolastico regionale e Tpl Fvg, attraverso la consorziata Arriva Udine. Da questi incontri è emersa una rimodulazione degli orari di rientro, costruita anche con la collaborazione degli istituti.
Tra le misure valutate e condivise c’è stato anche il supporto delle scuole nell’autorizzare eventuali uscite anticipate, così da consentire agli studenti di agganciare le coincidenze utili, oltre alla comunicazione diretta alle famiglie sui cambiamenti organizzativi.
Il confronto non si chiude qui. La riunione convocata per domani servirà a esaminare le ultime segnalazioni e a definire gli aggiustamenti operativi ancora necessari, con la partecipazione di Cristina Amirante per la Giunta regionale insieme all’assessore all’Istruzione Alessia Rosolen. Per molte famiglie friulane, soprattutto nell’area udinese, sarà un passaggio importante per capire se il sistema dei rientri riuscirà a reggere senza nuove attese prolungate.