San Vito apre un test inedito in Friuli: l’accessibilità diventa un dato da misurare tutto l’anno

Nel comune del Pordenonese parte un percorso partecipato con cittadini e attività economiche per valutare in modo continuo la fruibilità degli spazi.

04 agosto 2026 15:28
San Vito apre un test inedito in Friuli: l’accessibilità diventa un dato da misurare tutto l’anno -
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Non solo barriere da eliminare, ma informazioni da raccogliere e aggiornare nel tempo per capire come si vive davvero la città. A San Vito al Tagliamento prende forma un progetto che porta l’accessibilità dentro gli strumenti con cui il Comune valuta la qualità del territorio, con un approccio che punta sul coinvolgimento diretto di chi gli spazi li usa ogni giorno.

Il Comune pordenonese, già entrato nella Rete dei Comuni Sostenibili come primo caso del Friuli Venezia Giulia, vuole infatti sperimentare un modello che affianchi agli indicatori ambientali anche parametri di sostenibilità sociale. Il punto di partenza è semplice: non basta definire un luogo accessibile in astratto, serve capire per quali esigenze lo sia concretamente.

La base amministrativa c’è già, perché il PEBA comunale è stato approvato di recente. Da qui l’amministrazione intende passare a una lettura continua della fruibilità urbana, coinvolgendo residenti, lavoratori e visitatori in una mappatura partecipata dei luoghi.

Una mappa costruita con chi frequenta la città

A supportare il percorso c’è Willeasy, impresa innovativa che lavora sulla raccolta e sull’elaborazione di dati dedicati all’accessibilità. Attraverso la piattaforma Accessibilità Partecipata e l’app I Am a Willer, chi si muove in città può lasciare valutazioni sui posti frequentati, segnalando criticità ma anche aspetti che funzionano.

Il valore del sistema sta nella lettura dettagliata delle informazioni: le valutazioni possono essere distinte in base ai diversi bisogni, offrendo così al Comune un quadro molto più utile rispetto a una classificazione generica. In questo modo il monitoraggio non resta un adempimento tecnico, ma diventa uno strumento operativo per programmare interventi e rendere più chiaro il livello di accessibilità dei singoli spazi.

Il tema, del resto, riguarda una parte ampia della popolazione. Nel progetto vengono richiamati i dati ISTAT più recenti, secondo cui in Italia le persone con limitazioni gravi nelle attività quotidiane sono 2,9 milioni. Ma una città più leggibile e più semplice da usare è un vantaggio anche per anziani, famiglie con passeggini e persone che attraversano difficoltà temporanee.

Coinvolgimento possibile anche per negozi e locali

Il percorso pensato a San Vito potrebbe allargarsi pure alle attività commerciali e ricettive del centro. L’idea è consentire a chi deve scegliere un locale o una struttura di conoscere prima dell’arrivo caratteristiche dell’ingresso, spazi interni e condizioni di utilizzo.

Per bar e ristoranti la rilevazione potrebbe comprendere anche aspetti legati all’alimentazione, come celiachia, allergie e intolleranze. Informazioni che per molti utenti incidono in modo decisivo sulla scelta. Per gli esercenti, invece, si tratterebbe anche di un’opportunità di visibilità verso una clientela che spesso rinuncia a spostarsi quando mancano dati chiari e verificabili.

Tre edifici pubblici avranno anche una versione digitale

Accanto alla raccolta partecipata dei dati, il progetto prevede la realizzazione del gemello digitale di tre edifici pubblici, compreso il palazzo storico che ospita il municipio. Si tratta di una riproduzione navigabile degli ambienti, pensata per permettere ai cittadini di esplorare in anticipo gli spazi prima di recarsi sul posto.

Le informazioni saranno raccolte tramite Willeasy Rileva, servizio di mappatura professionale dell’azienda. L’obiettivo è offrire a chi deve accedere agli immobili pubblici un quadro preventivo delle caratteristiche degli ambienti e delle eventuali criticità da considerare.

Il quadro regionale e la proposta che parte dal Friuli

L’iniziativa sanvitese si inserisce in un contesto regionale dove una base di dati esiste già. Willeasy ha analizzato le mappature raccolte da PromoTurismoFVG e pubblicate sul portale FVG per tutti, prendendo in esame 714 strutture tra alberghi e ristoranti del Friuli Venezia Giulia.

Tra i dati emersi ce n’è uno particolarmente indicativo: solo il 6,4% delle strutture dispone di una doccia effettivamente utilizzabile da una persona in sedia a rotelle. È un numero che mostra bene quanto conti una descrizione precisa dell’accessibilità, perché un’etichetta generica spesso non basta a orientare davvero le scelte delle persone.

Per il Comune di San Vito al Tagliamento, la direzione è quindi quella di costruire uno strumento stabile, capace di misurare gli effetti concreti delle politiche pubbliche sulla vita quotidiana. L’obiettivo, in prospettiva, è proporre questo approccio anche agli altri enti della Rete dei Comuni Sostenibili, partendo da un’esperienza che in Friuli Venezia Giulia prova a mettere insieme pianificazione, dati e partecipazione reale.

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