Riforma delle Province, in Fvg il ddl arriva in aula con 157 modifiche chieste dalle minoranze

Seduta cruciale il 29 e 30 giugno: i gruppi di opposizione contestano funzioni limitate, metodo seguito e assenza di una consultazione popolare.

27 giugno 2026 17:47
Riforma delle Province, in Fvg il ddl arriva in aula con 157 modifiche chieste dalle minoranze -
Condividi

La partita sulle nuove Province in Friuli Venezia Giulia entra nella fase più delicata con l'approdo del disegno di legge 86 in Consiglio regionale. Prima del confronto in aula, però, il testo è già stato investito da una forte offensiva politica: le forze di opposizione hanno depositato 157 emendamenti per chiedere cambiamenti profondi o, in alcuni casi, per cancellarne l'impianto.

La presa di posizione è stata illustrata a Udine dai consiglieri regionali Manuela Celotti e Laura Fasiolo per il Pd, Massimo Moretuzzo e Simona Liguori per Patto per l'Autonomia-Civica Fvg, Rosaria Capozzi per il M5s e Furio Honsell per Open Fvg.

Il calendario è già fissato: la discussione sul provvedimento è prevista nelle sedute del 29 e 30 giugno 2026, in una settimana che per il Friuli Venezia Giulia viene considerata decisiva sul futuro degli enti intermedi, con all'ordine del giorno anche due petizioni.

Le critiche al disegno di legge

Secondo i gruppi di minoranza, la riforma rimette in piedi le Province senza però attribuire loro un profilo davvero incisivo. Il punto centrale della contestazione riguarda proprio le competenze previste, giudicate troppo ristrette per giustificare il ritorno di questi organismi.

Nel mirino finiscono soprattutto le materie indicate nel testo, che per le opposizioni si concentrano su viabilità, edilizia scolastica e un sostegno ai Comuni definito troppo generico. Da qui la valutazione politica: prima di ridisegnare confini e organi, sarebbe stato necessario spiegare quale problema concreto il nuovo assetto intende risolvere.

Le minoranze richiamano anche temi più ampi che, a loro avviso, restano sullo sfondo: il governo delle aree vaste, le difficoltà organizzative dei Comuni e in particolare la carenza di personale, oltre alla necessità di rendere meno pesante la macchina regionale.

Il tema del metodo e della partecipazione

Un altro fronte aperto riguarda il percorso politico seguito fin qui. I consiglieri che hanno presentato gli emendamenti sostengono che sia mancato un confronto reale, sia con le opposizioni sia con la società civile, e leggono anche il passaggio in Commissione come un iter poco condiviso.

Tra i rilievi più netti c'è quello sull'assenza di un referendum. Nella loro impostazione, una consultazione popolare avrebbe dato maggiore forza e legittimazione a una scelta istituzionale di questo peso. Senza quel passaggio, spiegano, il processo appare debole sul versante della partecipazione democratica.

Le divisioni richiamate dentro la maggioranza

Nel corso della conferenza stampa di Udine, le opposizioni hanno citato anche alcuni correttivi presentati da partiti della stessa maggioranza, indicandoli come un segnale delle fragilità del ddl 86. In particolare è stato richiamato un emendamento di Fratelli d'Italia, arrivato dopo le parole dell'europarlamentare Luca Ciriani, che aveva definito le nuove Province un poltronificio.

Per le minoranze, quel passaggio mostrerebbe che indire elezioni prima del trasferimento di funzioni, personale e organizzazione non avrebbe senso. Nello stesso ragionamento rientra anche il riferimento a un emendamento della Lega che richiama la necessità di una cabina di regia.

Secondo i gruppi firmatari, questi interventi confermerebbero che il testo base non regge senza una revisione sostanziale. Nel confronto rientra anche il capitolo dei costi del personale, tema sollevato dal Pd e destinato a pesare nel dibattito sul futuro equilibrio degli enti intermedi in Friuli Venezia Giulia.

La linea delle opposizioni, in sintesi, resta netta: anche con eventuali ritocchi, il provvedimento non affronta quelle che vengono indicate come le questioni istituzionali più urgenti per il territorio regionale. Il confronto in aula dirà se i 157 emendamenti apriranno davvero una correzione di rotta oppure se lo scontro resterà tutto politico.

Segui Prima Friuli