Laguna di Grado, mappati 72 chilometri di argini: il progetto BRAVE individua i tratti da approfondire
Dal Memorial Luciano Piazza arrivano segnali importanti per l’atletica regionale: spiccano Domenis, Cengarle, Pagot, Bortolus e Infanti.Primo bilancio del monitoraggio estivo nelle valli da pesca gradesi: oltre 43 chilometri senza criticità evidenti, ma r
La fotografia iniziale degli argini delle valli da pesca di Grado consegna un quadro diviso in due: da una parte 43,6 chilometri senza problemi visibili, dall'altra alcuni tratti dove erosioni e fragilità richiederanno verifiche più puntuali. È questo il primo risultato operativo emerso dal monitoraggio svolto tra giugno e agosto 2026 nell'ambito del progetto europeo BRAVE.
Il lavoro riguarda uno dei paesaggi più caratteristici del Friuli Venezia Giulia, quello della laguna gradese, dove ambiente, attività tradizionali e gestione del territorio si intrecciano in modo stretto. L'obiettivo del progetto è costruire strumenti utili per leggere lo stato delle valli e programmare azioni future su arginature, habitat e organizzazione degli spazi lagunari.
L'aggiornamento è stato presentato nei giorni scorsi a Grado durante un incontro dedicato all'avanzamento di BRAVE, sigla di Building Resilience and Adaptive Vision for the Adriatic Sea Environment, iniziativa sostenuta dal programma Interreg Italia-Croazia 2021-2027.
Un patrimonio centrale per la laguna gradese
Nel sistema di Marano e Grado le valli da pesca non sono soltanto un'eredità storica. Rappresentano anche un presidio ambientale che incide sull'equilibrio complessivo della laguna, contribuendo alla conservazione di canali, barene, velme, bacini e vegetazione.
La parte più consistente di questo patrimonio ricade proprio nell'area gradese. Su circa 1.700 ettari complessivi di valli presenti nel sistema lagunare, circa 1.400 si trovano infatti nella laguna di Grado. Un dato che spiega perché il territorio gradese sia al centro di questa fase di studio e pianificazione.
Cosa è emerso dai rilievi estivi
La prima campagna di osservazione si è concentrata su circa 72 chilometri di arginature. I ricercatori dell'Università di Trieste hanno illustrato un esito che, pur segnalando una lunga porzione in condizioni apparentemente stabili, mette in evidenza anche settori che meritano attenzione tecnica.
Nei punti dove sono state riscontrate criticità si passerà ora a controlli più approfonditi, con rilievi topografici e aerofotogrammetrici. Il passaggio successivo servirà a misurare con maggiore precisione l'entità dei dissesti e a orientare le eventuali soluzioni di manutenzione o ripristino.
Regione, Comune e Università al tavolo del progetto
All'incontro hanno preso parte i funzionari del Servizio caccia e risorse ittiche della Direzione risorse agroalimentari, forestali e ittiche della Regione Friuli Venezia Giulia Alberto Fonzo, Mauro Cosolo, Stefano Kutin ed Elena Vianello, insieme ai ricercatori della Coastal Group dell'Università degli Studi di Trieste Annelore Bezzi, Saverio Fracaros e Stefano Sponza. Presente anche l'amministrazione comunale di Grado con il sindaco Giuseppe Corbatto.
Il percorso proseguirà attraverso uno scambio di dati e conoscenze tra gli enti coinvolti. Il Comune metterà a disposizione il materiale già raccolto, mentre Regione e Università continueranno il lavoro tecnico e le attività di confronto con operatori e soggetti interessati al futuro delle valli lagunari.
Le prossime mosse sulle arginature e sul valore ambientale delle valli
Dal confronto sono uscite due direttrici considerate prioritarie. La prima riguarda la definizione di un metodo condiviso per affrontare manutenzione e recupero degli argini, anche collegando questo tema alle attività di dragaggio dei canali e al possibile impiego mirato dei sedimenti.
La seconda punta a rafforzare il riconoscimento istituzionale del ruolo delle valli da pesca come bene ambientale e collettivo della Laguna di Marano e Grado, all'interno del sito Natura 2000. L'orizzonte indicato è quello di arrivare a risorse dedicate per conservare e valorizzare un'area che ha peso naturalistico, sociale ed economico per l'intero territorio.