Formazione tecnica in Friuli Venezia Giulia: 640 posti negli ITS Academy, via alle selezioni nell’autunno 2026

La nuova programmazione regionale prevede 32 percorsi post diploma tra Trieste, Udine e Pordenone. Investimento da 9,3 milioni e occupazione oltre l’89%.

02 settembre 2026 21:36
Formazione tecnica in Friuli Venezia Giulia: 640 posti negli ITS Academy, via alle selezioni nell’autunno 2026 -
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Per chi sta valutando cosa fare dopo il diploma in Friuli Venezia Giulia, il canale degli ITS Academy si prepara a un nuovo ampliamento. La programmazione 2026-2027 mette in campo 32 percorsi e 640 posti complessivi, con prove di ammissione previste a partire da settembre 2026 nelle principali sedi del territorio.

Si tratta di un’offerta costruita insieme dalla Regione e dalle quattro Fondazioni attive in Friuli Venezia Giulia, con l’obiettivo di consolidare la formazione terziaria professionalizzante e di mantenerla agganciata alle richieste delle imprese. Il dato che più pesa, in questo quadro, è quello degli sbocchi: a un anno dal titolo, risulta occupato l’89,7 per cento dei diplomati ITS regionali.

Nel monitoraggio nazionale Indire 2026 il sistema del Friuli Venezia Giulia si colloca inoltre nelle posizioni più alte, con il 61 per cento dei percorsi osservati e conclusi nel 2024 premiato per risultati superiori alla media italiana in termini di diplomati e inserimento lavorativo.

Come si distribuisce l’offerta sul territorio

I 32 corsi sono ripartiti tra le quattro realtà che operano nella regione. L’ITS Academy Alto Adriatico ne attiverà 8, l’Accademia nautica dell’Adriatico 7, l’ITS Academy Udine 12 e l’ITS Academy Lifetech 5.

Le aree coinvolte coprono una parte ampia del tessuto economico regionale: informatica e Ict, filiera agroalimentare, meccatronica, comparto nautico, energia, logistica, turismo, patrimonio culturale e tecnologie applicate alla vita. Una parte dell’offerta guarda anche alle competenze più avanzate richieste oggi dal mercato europeo.

Dieci percorsi, infatti, sono collegati alla piattaforma Step, centrata su digitale, deep tech, cleantech e biotecnologie. Sono inoltre previste attivazioni in sedi considerate strategiche come Amaro, Monfalcone e Gorizia.

Quando si svolgeranno i test di ammissione

Le selezioni seguiranno calendari distinti a seconda della Fondazione. Per l’Accademia Nautica dell’Adriatico gli appuntamenti sono fissati dal 7 al 22 settembre 2026 e poi ancora dal 5 al 16 ottobre 2026 a Trieste, nella sede di via K.L. von Bruck 32.

Per l’ITS Academy Alto Adriatico la data indicata è il 21 settembre 2026 a Pordenone, al Valle Center di via Giardini Cattaneo 4. L’ITS Academy Lifetech ha invece programmato le prove tra il 7 e l’11 settembre 2026 a Trieste, in via G. e S. Caboto 27.

La nuova programmazione richiama quindi studenti da tutta la regione, con un impianto che tocca i poli maggiori ma coinvolge anche altri punti ritenuti importanti per lo sviluppo locale.

A chi sono rivolti i percorsi ITS

I corsi sono aperti ai diplomati della scuola secondaria di secondo grado. Possono accedervi anche coloro che hanno ottenuto un diploma quadriennale di Iefp, a condizione di aver frequentato un corso integrativo Ifts di almeno 800 ore.

Gli ITS Academy rientrano inoltre nella filiera tecnologico-professionale di nuova impostazione. Questo consente a chi proviene da percorsi quadriennali degli istituti tecnici o professionali, oppure dagli enti di formazione professionale accreditati dalla Regione, di proseguire fino al titolo di tecnico superiore.

Le risorse e il collegamento con il lavoro

Per l’avvio dei corsi dal prossimo autunno la Regione ha stanziato 9,3 milioni di euro tra fondi propri e risorse del programma FSE+ 2021-2027. A questa quota si aggiungono 1,3 milioni del Ministero dell’Istruzione e del Merito e il contributo delle Fondazioni, che copre il 17 per cento del costo dei percorsi.

Il modello ITS continua a distinguersi per una struttura molto vicina al sistema produttivo. Circa un terzo delle attività formative si svolge in azienda attraverso gli stage, mentre almeno la metà dei docenti proviene direttamente dal mondo del lavoro.

Nella lettura della Regione, questo resta il punto decisivo: offrire ai giovani del Friuli Venezia Giulia competenze tecniche subito spendibili e un accesso più rapido all’occupazione qualificata, in settori che per il territorio hanno ormai un peso strategico evidente.

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