Imprese del Friuli, la Regione prepara nuovi correttivi contro il peso del carburante

Dopo il confronto di Udine prende forma l’ipotesi di un secondo intervento: criteri da rivedere, platea più ampia e nodo cumulabilità da sciogliere.

A cura di Web Team Web Team
02 settembre 2026 22:29
Imprese del Friuli, la Regione prepara nuovi correttivi contro il peso del carburante -
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Per molte aziende friulane il costo del carburante continua a incidere in modo pesante su trasporti, consegne e produzione. Da qui l’orientamento della Regione Friuli Venezia Giulia a mettere a punto un nuovo strumento di sostegno, costruito partendo dalle criticità emerse nelle misure già attive.

Il tema è stato affrontato a Udine nel corso di un tavolo promosso dall’assessore regionale alle Attività produttive Sergio Emidio Bini con rappresentanti del mondo economico e sindacale. L’ipotesi al vaglio è quella di un secondo bando, pensato per coprire un periodo successivo rispetto a quello già finanziato.

L’obiettivo, questa volta, sarebbe allargare l’intervento oltre i comparti che oggi riescono ad accedere più facilmente ai contributi, includendo anche altre realtà produttive che registrano una forte incidenza della spesa per il carburante nei bilanci aziendali.

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Le correzioni allo studio per il prossimo intervento

Tra i punti discussi c’è la revisione delle soglie richieste per ottenere il contributo. L’idea è renderle meno rigide, così da permettere la partecipazione a un numero maggiore di imprese del territorio che oggi restano escluse pur avendo costi energetici elevati.

Un altro nodo riguarda la compatibilità con il credito d’imposta nazionale. Le categorie economiche hanno chiesto di superare le difficoltà applicative emerse finora, in modo che il sostegno regionale possa risultare davvero utilizzabile senza creare incertezze alle aziende interessate.

Quante domande sono arrivate finora

Il bando sui ristori carburanti già aperto ha raccolto al momento 255 richieste, per un totale di 3,94 milioni di euro di contributi domandati. La dotazione complessiva della misura è pari a 14,4 milioni e la scadenza è fissata al 15 settembre 2026.

Proprio le somme che non dovessero essere assorbite dal primo intervento potrebbero alimentare il nuovo bando in preparazione. La linea emersa dal confronto è quella di usare le risorse residue per raggiungere imprese che, con i criteri attuali, non trovano spazio pur sostenendo spese significative legate ai carburanti.

Non solo ristori: gli altri aiuti messi in campo

Nel vertice di Udine si è parlato anche delle altre leve regionali attivate per attenuare l’impatto dei rincari energetici sul sistema produttivo friulano. Una riguarda il fotovoltaico destinato alle imprese, con 10,5 milioni di euro stanziati per nuovi impianti, ampliamenti e sistemi di accumulo.

Alla data del 21 agosto le istanze presentate erano 144 e l’ammontare richiesto aveva già superato la disponibilità iniziale. La misura resterà aperta fino al 30 settembre 2026 e dalla Regione è arrivata la disponibilità a valutarne un rifinanziamento per coprire la domanda.

Un secondo canale di supporto passa invece attraverso i Confidi, ai quali l’ultima manovra di assestamento ha destinato 3 milioni di euro. La finalità è alleggerire il costo delle garanzie e rendere più semplice l’accesso al credito per le attività penalizzate dagli aumenti dell’energia.

Il confronto con il mondo economico friulano

Al tavolo hanno preso parte gestori degli impianti di distribuzione, grossisti, imprese della raffinazione, Camere di commercio di Udine-Pordenone e della Venezia Giulia, Confindustria Udine e Alto Adriatico, rappresentanze di piccole e medie imprese, artigiani, cooperative, ambulanti e grande distribuzione, insieme a Cgil, Cisl e Uil.

La Regione ha confermato l’intenzione di proseguire il dialogo con le categorie anche nei prossimi mesi. Sullo sfondo resta un quadro ancora instabile per i costi di trasporto e produzione, con la possibilità di calibrare nuovi interventi se l’andamento dei prezzi dei carburanti dovesse continuare a pesare sulle imprese del Friuli Venezia Giulia.

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Per il tessuto produttivo locale, dunque, le prossime settimane serviranno a capire se il secondo bando riuscirà a tradurre in misure concrete le richieste arrivate dal territorio, ampliando l’accesso agli aiuti e rendendo più efficace la risposta regionale a una voce di spesa che resta centrale per molte aziende.

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