Gorizia, imprese e creator a confronto: il social funziona solo se racconta un’identità vera
Negli spazi di Projekt D un appuntamento dedicato a strategia digitale, collaborazioni su Instagram e dialogo professionale tra Friuli e Slovenia.
Per le aziende del territorio, essere presenti su Instagram non significa semplicemente pubblicare contenuti: il nodo è capire chi si è, a chi si vuole parlare e con quali obiettivi. Da questo punto è partito a Gorizia l’incontro “Business Identity 2026”, pensato per mettere allo stesso tavolo imprese, creator e professionisti della comunicazione.
L’iniziativa si è svolta venerdì 18 settembre 2026 nella sede di Projekt D ETS, in via del Seminario 12, e ha proposto un confronto concreto su marketing digitale, collaborazioni tra brand e content creator e opportunità di relazione tra il versante italiano e quello sloveno del territorio.
A promuovere l’appuntamento è stato il team fondato dalla fotografa Dominique Pozzo e dalla blogger Dragana Radošević. Alla co-organizzazione hanno partecipato anche SDGZ-URES – Slovensko deželno gospodarsko združenje / Unione Regionale Economica Slovena e SPIRIT Slovenija, con il supporto di BCC Venezia Giulia.
Quando i numeri non bastano per scegliere un creator
Uno dei messaggi più chiari emersi durante il pomeriggio riguarda il modo in cui le imprese valutano le collaborazioni online. Il totale dei follower, da solo, non è considerato un indicatore sufficiente: contano piuttosto il coinvolgimento reale del pubblico, la provenienza geografica degli utenti, l’andamento delle stories e la coerenza della community con il target aziendale.
Nel panel “Behind the Feed”, Anja Suska e Veronica Duriavig hanno raccontato il lavoro che precede la pubblicazione di foto, reel e stories. Dietro ai contenuti, hanno spiegato, ci sono analisi, pianificazione e scelte precise sul tono, sul messaggio e sulle persone da raggiungere.
Tra i temi affrontati c’è stato anche quello della credibilità. Le creator hanno sottolineato l’importanza di accettare collaborazioni in linea con il proprio stile e con i propri valori, perché la fiducia del pubblico si costruisce nel tempo e può essere compromessa da partnership poco convincenti.
Anja Suska ha richiamato la necessità di partire da indicazioni chiare e da un’identità aziendale già definita, mentre Veronica Duriavig ha posto l’attenzione sugli elementi con cui leggere davvero i risultati di una campagna: richieste ricevute, contatti avviati, visite e clienti acquisiti hanno un peso maggiore rispetto ai semplici like.
Il punto di vista delle aziende presenti
Nella seconda parte, intitolata “Behind the Collaboration”, il focus si è spostato sulle esperienze imprenditoriali. Sono intervenuti Gaja Kompara, fondatrice di NU-VOLA, Cristian Lendaro di Plan di Paluz e Natan Zucco, founder & strategist di Focus Marketing.
Gaja Kompara ha spiegato come i social rappresentino per NU-VOLA una porta d’ingresso capace di mostrare ambienti, servizi ed esperienza ancora prima dell’arrivo del cliente. La partita più importante, però, resta quella della fiducia: il contatto online deve poi tradursi in un rapporto duraturo.
Cristian Lendaro ha portato invece l’esempio di Plan di Paluz, trattoria di famiglia nata nel 1991, raccontando come Instagram abbia accompagnato nel tempo la crescita e la visibilità del locale, aiutandolo a raggiungere un pubblico difficilmente intercettabile con i mezzi più tradizionali.
Per Natan Zucco, ogni strategia efficace comincia da una lettura profonda dell’azienda: valori, stile, pubblico e obiettivi vengono prima della scelta degli strumenti. Da qui anche un’altra considerazione condivisa durante l’incontro: un professionista può aiutare a costruire una comunicazione solida, ma i social non possono da soli risolvere criticità aziendali strutturali.
Il filo conduttore emerso dai diversi interventi è stato netto: ciò che un’impresa comunica online deve trovare conferma nell’esperienza reale del cliente. Se questo passaggio manca, anche la presenza digitale più curata perde efficacia.
Un confronto che guarda anche oltre il confine
Accanto ai panel, l’evento ha riservato spazio allo scambio diretto tra i partecipanti. Alcune domande sono state raccolte attraverso un’installazione pensata per favorire conversazioni più spontanee tra professionisti provenienti da ambiti differenti.
Non è mancata una parte più informale, con benefit, gadget preparati per l’occasione e un Business Giveaway finale fatto di servizi, consulenze ed esperienze messi a disposizione dalle realtà coinvolte.
Particolarmente significativa, in una città come Gorizia, l’attenzione alla dimensione transfrontaliera: gli interventi si sono tenuti in italiano con interpretazione simultanea in sloveno, così da rendere il confronto accessibile al pubblico dei due territori.
Nel percorso avviato da Projekt D, Business Identity si conferma così come un momento di incontro utile per chi lavora tra comunicazione, impresa e creatività. Il tema di partenza era Instagram, ma il confronto ha toccato questioni più ampie e molto concrete per il tessuto locale: identità, affidabilità, strategia e collaborazione tra mondi che oggi, per crescere, devono parlarsi davvero.