Al Miela una rarità di Piccinni: il 17 settembre Trieste accoglie “Le donne vendicate”

30 la nuova produzione di Barocco Europeo porta in scena Piccinni con giovani vincitori del concorso di Sacile.el festival triestino arriva una nuova produzione firmata Barocco Europeo: in scena giovani voci emerse dal concorso internazionale di Sacile.

14 settembre 2026 21:19
Al Miela una rarità di Piccinni: il 17 settembre Trieste accoglie “Le donne vendicate” -
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Trieste inserisce nel cartellone settembrino un titolo poco frequentato del repertorio buffo del Settecento. Giovedì 17 settembre, alle 20.30, il Teatro Miela ospiterà il debutto di Le donne vendicate di Niccolò Piccinni, nuovo allestimento realizzato da Barocco Europeo insieme alla Società dei Concerti Trieste all’interno del Festival di Trieste - Il Faro della Musica.

Per il pubblico friulano c’è anche un elemento che lega direttamente la produzione al territorio: lo spettacolo prende forma dal Concorso Vocale Internazionale 2026 andato in scena a Sacile nello scorso giugno. Da lì arrivano tre dei protagonisti scelti per il cast, segnale di una filiera musicale regionale capace di portare giovani interpreti fino al palcoscenico triestino.

Dal concorso di Sacile al palcoscenico triestino

Nei ruoli principali ci saranno Evelina Liubonko, chiamata a interpretare Lindora, Silvia Porcellini nel personaggio di Aurelia e Giovanni Baraldi in quello di Ferramonte. A completare la compagnia è Roberto Manuel Zangari, inserito fuori concorso per il ruolo del Conte Bellezza.

La direzione musicale sarà affidata a Riccardo Doni alla guida del Cenacolo Musicale, mentre la regia porta la firma di Cesare Scarton. L’operazione punta così su un doppio binario: valorizzare voci giovani e insieme offrire una lettura scenica capace di dialogare con il pubblico di oggi.

Una commedia che ribalta i rapporti di forza

Il nucleo della vicenda ruota attorno ad Aurelia e Lindora, due donne che dopo essere state mortificate dal vanitoso Conte Bellezza decidono di reagire. Non aspettano l’intervento di qualcuno che le salvi, ma costruiscono da sole la propria rivincita, tra inganni, travestimenti e un duello solo apparente.

Ferramonte entra in questo gioco con un aiuto tutt’altro che impeccabile, mentre la trama procede fino a mettere all’angolo il Conte. È proprio questo ribaltamento a guidare la lettura dello spettacolo, che mette al centro autonomia femminile, seduzione e rapporti di potere.

Scarton evita una cornice museale o rigidamente filologica. L’azione viene collocata in un ambiente sospeso, con richiami contemporanei, costumi e proiezioni pensati per sostenere la drammaturgia più che per ricostruire un’epoca in modo illustrativo.

La scena segue la musica

Nell’impianto del progetto la partitura resta il motore dell’azione teatrale. Anche l’apparato visivo viene costruito in funzione del ritmo musicale, con l’uso della motion graphic come elemento scenografico dinamico, chiamato a seguire i movimenti dell’opera senza togliere spazio a canto e recitazione.

Fa parte dell’allestimento anche una nuova elaborazione dell’Ouverture, firmata da Stefano Ottogalli, allievo di Renato Miani al Conservatorio “Benedetto Marcello” di Venezia. L’intervento propone una rilettura della scrittura di Piccinni attraverso una sensibilità contemporanea.

Prima dello spettacolo incontro al bar del teatro

La serata inizierà prima dell’alzata del sipario. Alle 19.15, al Bar del Teatro Miela, è previsto infatti l’appuntamento a ingresso libero “Note d’artista”, inserito nel programma del festival che accompagna l’avvicinamento alla 95ª stagione concertistica della Società dei Concerti.

Per i biglietti restano attivi i canali Vivaticket, Ticket Point, la sede della Società dei Concerti Trieste e l’infopoint di Piazza Unità d’Italia ospitato da CiviBank, che durante la rassegna svolge anche funzione di biglietteria. La cassa del Teatro Miela aprirà inoltre la sera del concerto dalle 19.00 alle 20.15.

L’appuntamento del 17 settembre rientra nel programma 2026 del Festival di Trieste - Il Faro della Musica, promosso dalla Società dei Concerti Trieste con il Comune e con il coinvolgimento di realtà culturali cittadine come il Teatro Verdi, il Rossetti, il Conservatorio Tartini, la Scuola di Musica 55 e il Museo storico con il Parco del Castello di Miramare.

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