Sagra de le Raze, richiamo del Garante sulla campagna: stop a immagini ambigue per i più piccoli
Nel mirino le immagini della campagna 2026 rivolte anche ai bambini.a la promozione dell’edizione 2026: il Garante regionale invita Comune e Pro Loco a scegliere messaggi più aderenti alla realtà.
La discussione sulla comunicazione della Sagra de le Raze arriva fino al Garante regionale dei diritti della persona del Friuli Venezia Giulia, che ha preso posizione chiedendo per il futuro una promozione più chiara e meno equivocabile, soprattutto quando il pubblico coinvolto comprende anche i bambini.
Il tema nasce a Staranzano attorno alla campagna dell’edizione 2026 della manifestazione, finita al centro di una segnalazione presentata da Irene Giurovich, portavoce regionale del Partito Animalista Italiano FVG, insieme al coordinamento regionale guidato da Fabio Rabak e all’associazione Animal Pride Defending presieduta da Patrizia Munarin.
Il punto sollevato sulla comunicazione della festa
Nel mirino ci sono alcune immagini promozionali che, secondo i firmatari dell’esposto, proponevano una rappresentazione edulcorata degli animali simbolo della sagra. In particolare, le oche venivano mostrate in atteggiamenti festosi, mentre proprio quegli animali sono legati al piatto tipico proposto durante l’evento.
La contestazione non riguarda quindi lo svolgimento della sagra in sé, ma il modo in cui è stata raccontata al pubblico attraverso illustrazioni e messaggi ritenuti non adeguati, in particolare per la fascia più giovane.
La risposta firmata da Enrico Sbriglia
Nel riscontro formale, Enrico Sbriglia ha espresso la disponibilità a farsi tramite con la Pro Loco e con il Comune di Staranzano per rappresentare l’esigenza di adottare in futuro forme pubblicitarie più autentiche. Un passaggio che le associazioni interpretano come un riconoscimento istituzionale della questione sollevata.
Il Garante si sofferma poi su un aspetto specifico: la scelta di immagini capaci di attirare i minori. Nel documento viene evidenziato che sarebbe opportuno evitare raffigurazioni in cui gli animali della sagra appaiono contenti di essere cucinati o addirittura trasformati in personaggi che preparano se stessi.
Il nodo dei messaggi rivolti ai minori
Secondo quanto osservato dal Garante, una simile impostazione non restituisce un quadro aderente alla realtà. Da qui il richiamo a un criterio generale: anche in assenza di un intento volutamente ingannevole, la pubblicità non dovrebbe trasmettere contenuti fuorvianti, a maggior ragione se destinati ai bambini.
È proprio su questo terreno che si concentra la segnalazione presentata dalle associazioni, convinte che quel tipo di rappresentazione possa alterare la percezione del rapporto tra l’animale raffigurato e il consumo alimentare collegato alla manifestazione.
Le reazioni dopo il riscontro regionale
Giurovich, Rabak e Munarin hanno accolto positivamente la risposta arrivata dagli uffici regionali, sottolineando due passaggi che ritengono centrali: la necessità di una comunicazione più aderente ai fatti e l’invito a non usare figure giudicate ingannevoli nei confronti dei più piccoli.
Nella loro valutazione, trasformare animali senzienti in personaggi sorridenti pronti a essere cucinati propone un messaggio da evitare. Per questo annunciano che seguiranno i prossimi sviluppi del confronto con l’amministrazione comunale e con la Pro Loco di Staranzano.
Il documento del Garante porta la data del 16 settembre 2026 e riguarda direttamente la promozione dell’ultima edizione della Sagra de le Raze, riaprendo in ambito locale un dibattito che intreccia pubblicità, sensibilità verso i minori e rappresentazione degli animali nelle feste tradizionali.