Fine vita, il voto del Veneto riaccende il confronto in Friuli Venezia Giulia: Bullian attacca la maggioranza
Dopo il via libera di Venezia, il consigliere regionale di Casa civica torna sul tema e sostiene che anche il Fvg avrebbe potuto intervenire.
Il passaggio della legge sul fine vita in Veneto riporta il tema al centro del dibattito politico anche in Friuli Venezia Giulia. A rilanciare la discussione è Enrico Bullian, consigliere regionale di Casa civica, che legge quanto accaduto oltre confine come un segnale politico diretto anche all'aula di Trieste.
Secondo Bullian, il Consiglio regionale del Fvg avrebbe potuto affrontare la questione senza fermarsi davanti alle contestazioni sollevate nei mesi scorsi. Nella sua valutazione, l'approvazione veneta smentirebbe la linea di chi aveva ritenuto impraticabile un intervento normativo sul piano regionale.
Il Veneto come riferimento nel confronto politico regionale
Nel suo intervento, il consigliere indica la scelta compiuta a Venezia come un precedente destinato a pesare anche nel dibattito friulano. Bullian parla apertamente di una lezione politica per il Friuli Venezia Giulia e attribuisce al voto veneto il merito di aver mostrato che il tema poteva essere discusso fino in fondo anche qui.
Il consigliere di Casa civica ha inoltre rivolto un riconoscimento al presidente del Veneto Luca Zaia, ritenendo importante la spinta arrivata verso una norma che definisce di civiltà. Nella sua lettura, decisivo è stato anche il sostegno arrivato da una parte del Centrodestra veneto insieme al contributo delle opposizioni di Centrosinistra.
Che cosa cambia secondo Bullian
Nel merito del provvedimento, Bullian sostiene che la nuova legge renderà più agevole il percorso per i cittadini che presenteranno richiesta e che rientrano nei requisiti previsti. Il punto, osserva, è rendere concretamente accessibile una possibilità che sul piano giuridico era già stata delineata.
Il riferimento resta alla sentenza della Corte Costituzionale del 2019, richiamata dal consigliere come base già esistente per affrontare la materia. Per questo, a suo giudizio, il Friuli Venezia Giulia non avrebbe dovuto restare fermo.
Le accuse rivolte alla maggioranza in Fvg
La presa di posizione di Bullian contiene anche un affondo politico verso la maggioranza regionale. Il consigliere contesta ai vertici del Friuli Venezia Giulia di essersi trincerati dietro rilievi di costituzionalità, una scelta che per lui ha prodotto un ritardo sia sul piano politico sia su quello legislativo.
Nelle sue parole c'è anche una critica più ampia all'impostazione della giunta e dell'area di governo regionale, accusate di restare legate a posizioni che considera arretrate. Bullian si dice convinto che questo orientamento sarà prima o poi superato.
Per il consigliere, il dato più significativo è un altro: il Veneto, amministrato dal Centrodestra, diventa un caso politico destinato a far discutere anche altrove. Ed è proprio questo elemento, nella sua lettura, a rendere più difficile per il Friuli Venezia Giulia continuare a rinviare un confronto che ora torna con forza nell'agenda regionale.