Electrolux, a Porcia il Pd al presidio: "Prima fermare gli esuberi, poi il confronto con Roma"
Davanti allo stabilimento pordenonese Debora Serracchiani chiede un intervento diretto del Governo e respinge l’ipotesi di partire dagli ammortizzatori sociali.
La vertenza Electrolux torna al centro del dibattito politico friulano partendo ancora una volta da Porcia, dove davanti ai cancelli dello stabilimento si è tenuto il presidio dei lavoratori contro i tagli annunciati dall’azienda. In mattinata anche il Partito democratico ha portato la propria posizione sul posto, con la deputata Debora Serracchiani insieme al consigliere regionale Nicola Conficoni e al segretario provinciale Fausto Tomasello.
Il messaggio lanciato dal fronte dem è netto: prima va bloccato il piano industriale presentato dalla proprietà, poi si potrà aprire un confronto vero sul futuro del sito e dell’occupazione. Per Serracchiani la discussione non deve essere spostata subito sugli strumenti di gestione degli esuberi, perché significherebbe accettare come inevitabile una riduzione del lavoro nel polo produttivo di Porcia.
Il nodo politico: richiesta di intervento a Palazzo Chigi
Secondo la deputata, la crisi deve essere affrontata dal Governo con un’assunzione diretta di responsabilità. Da qui la sollecitazione a Giorgia Meloni perché segua la vicenda senza delegarla a un piano tecnico o a una semplice trattativa sulle ricadute sociali.
Serracchiani ha sostenuto che le difficoltà dei mercati internazionali non possono tradursi automaticamente in un costo pagato dai dipendenti. Nel suo intervento ha richiamato anche alcuni problemi più ampi che, a suo giudizio, pesano sulla tenuta industriale: il prezzo dell’energia, la competizione europea e la necessità di regole più efficaci contro le delocalizzazioni.
Nella presa di posizione espressa a Porcia c’è anche un altro punto: un riassetto aziendale, ha osservato, non può essere letto solo in chiave di profitto, soprattutto quando si parla di gruppi che hanno beneficiato nel tempo di risorse pubbliche in Italia.
Il richiamo al precedente del 2014
Nel corso del presidio è stato ricordato anche il confronto aperto oltre dieci anni fa attorno a Electrolux. Serracchiani ha citato la vertenza del 2014, periodo in cui era presidente della Regione, per sottolineare come anche oggi serva un’iniziativa istituzionale forte e una linea condivisa nella difesa del lavoro.
Per l’ex governatrice, imboccare la strada degli ammortizzatori sociali come primo passaggio significherebbe avvicinarsi a un esito negativo invece che costruire una soluzione. Da qui la richiesta di tenere il focus sulla revoca del piano annunciato dall’azienda.
Il passaggio a Trieste e la mobilitazione sul territorio
La giornata davanti allo stabilimento si lega anche al percorso istituzionale avviato in Consiglio regionale. Conficoni ha ricordato il sostegno del Pd alla mozione unitaria approvata ieri sull’emergenza Electrolux, segnale di un dossier che a Trieste viene seguito con attenzione per le ricadute sull’area pordenonese.
Il consigliere regionale ha ribadito che la presenza del partito al presidio vuole tenere insieme i due livelli della vertenza: quello nelle istituzioni e quello accanto ai lavoratori. La protesta di Porcia, in questa fase, resta il punto più visibile di una preoccupazione che riguarda occupazione, tenuta industriale e prospettive produttive del territorio.
Nel piazzale davanti alla fabbrica, la richiesta rilanciata oggi è rimasta la stessa per tutta la mattinata: fermare i tagli annunciati e riportare il confronto su un terreno politico nazionale. Della delegazione presente facevano parte, oltre a Serracchiani, anche Nicola Conficoni e Fausto Tomasello.