Ad Artegna il sisma del ’76 torna nel confronto sul futuro della sanità regionale

All’assemblea di Federmanager Fvg, Riccardi richiama la ricostruzione friulana come riferimento per riforme, competenze e responsabilità pubblica.

A cura di Web Team Web Team
13 giugno 2026 18:26
Ad Artegna il sisma del ’76 torna nel confronto sul futuro della sanità regionale -
Condividi

La memoria del terremoto del 1976, in Friuli, continua a parlare anche al presente. Ad Artegna, durante l’assemblea annuale di Federmanager Fvg, quel passaggio decisivo della storia regionale è stato richiamato come esempio concreto per discutere di sanità, organizzazione pubblica e qualità della classe dirigente.

Nel corso della tavola rotonda, l’assessore regionale alla Salute con delega alla Protezione civile, Riccardo Riccardi, ha collegato l’esperienza della ricostruzione alle scelte che oggi il Friuli Venezia Giulia è chiamato a compiere, soprattutto in un settore delicato come quello dei servizi sanitari.

Artegna scelta simbolica per rileggere il presente

La sede dell’incontro non è stata soltanto un contenitore. Artegna rappresenta uno dei luoghi in cui il dopo terremoto ha lasciato segni concreti e una memoria ancora viva, anche per il contributo arrivato dal mondo dei dirigenti italiani nei mesi dell’emergenza.

Fu infatti una raccolta promossa da Federmanager e Cida, la Confederazione nazionale dirigenti d’azienda, a mettere insieme 500 milioni di lire. Quelle risorse resero possibile la costruzione di dodici case in una fase immediata e particolarmente difficile. La sottoscrizione andò avanti anche in seguito, permettendo di arrivare a diciannove abitazioni complessive.

Il richiamo di Riccardi alle scelte non rinviabili

Nel suo intervento, Riccardi ha insistito soprattutto su un punto: la capacità di un territorio e di un Paese di affrontare passaggi complessi dipende dal livello della propria classe dirigente. Il riferimento al post sisma è servito per indicare un metodo basato su responsabilità, visione e disponibilità ad assumere decisioni anche impegnative.

Secondo l’assessore, quella lezione può essere utile oggi mentre la regione si confronta con il riassetto della sanità. L’idea espressa ad Artegna è che cercare soluzioni condivise nell’interesse generale non significhi inseguire sempre il consenso più facile, ma costruire risposte adeguate a una società che cambia sotto il profilo demografico e sociale.

Artegna, Riccardi: dal sisma 1976 un modello per riformare la sanità Fvg
Artegna, Riccardi: dal sisma 1976 un modello per riformare la sanità Fvg

Competenze e fabbisogni: il nodo del lavoro

Tra i temi emersi nel confronto c’è stato anche quello del capitale umano. Riccardi ha richiamato la necessità di ragionare sui fabbisogni professionali in modo concreto, leggendo i dati e valutando ciò che serve davvero ai diversi comparti produttivi e ai servizi.

In questo quadro è rientrato anche il tema delle migrazioni, che l’assessore ha indicato come materia da affrontare senza semplificazioni. Il punto, nel ragionamento proposto, è evitare letture ideologiche e concentrarsi invece sulle competenze richieste dal sistema regionale e sui modi per rispondere a tali esigenze.

La rete friulana costruita nel mondo

Un altro passaggio ha riguardato il peso che ebbero gli emigranti friulani nella stagione della ricostruzione. Riccardi ha ricordato come la presenza dei friulani all’estero, maturata nel tempo attraverso lavoro e credibilità personale, contribuì a creare una rete di rapporti capace di attivare forme importanti di solidarietà dopo il sisma.

Da qui il richiamo alla necessità di non considerare quella vicenda soltanto come una pagina di memoria civile. Per l’assessore, conoscere bene ciò che accadde allora aiuta a leggere con maggiore lucidità anche le sfide di oggi, dentro il percorso di iniziative che nel 2026 tornerà ad approfondire il terremoto e la ricostruzione friulana.

Gli interventi al tavolo di confronto

L’incontro è stato moderato dal presidente di Federmanager Fvg, Daniele Damele. Al dibattito hanno preso parte anche Giorgio Baiutti per l’Associazione Consiglieri Regionali del Friuli Venezia Giulia, il giornalista e consigliere nazionale dell’Ordine dei Giornalisti Cristiano Degano e Marina Pittini, presidente della Fondazione Pietro Pittini.

Ad Artegna, dunque, il richiamo al 1976 non si è fermato alla commemorazione. Il messaggio emerso dall’appuntamento guarda al presente del Friuli Venezia Giulia: usare l’esperienza della ricostruzione come riferimento culturale e amministrativo per affrontare riforme, servizi e bisogni delle comunità locali.

Segui Prima Friuli