A Udine un mese di lezioni sulla transizione energetica: la scuola dell’Ateneo guarda anche all’Europa

Fino al 26 settembre la dodicesima edizione del percorso universitario sulle rinnovabili: una trentina di iscritti, con presenze anche da Bosnia ed Erzegovina, Polonia e Slovenia.

A cura di Web Team Web Team
21 settembre 2026 16:00
A Udine un mese di lezioni sulla transizione energetica: la scuola dell’Ateneo guarda anche all’Europa -
Condividi

Udine torna a ospitare un appuntamento che mette insieme formazione universitaria, ricerca e scenari energetici internazionali. Fino al 26 settembre prosegue la dodicesima edizione della Scuola di introduzione alle energie rinnovabili promossa dall’Università di Udine, iniziativa che quest’anno riunisce circa trenta partecipanti.

Per il capoluogo friulano si tratta di un’occasione che rafforza il legame tra l’Ateneo e i temi più attuali della trasformazione energetica. Accanto ai corsisti arrivati dal Friuli Venezia Giulia e da altre aree d’Italia, sono presenti anche dieci iscritti stranieri provenienti da Bosnia ed Erzegovina, Polonia e Slovenia.

L’edizione 2026 accentua così la propria dimensione internazionale, anche grazie al collegamento con il progetto europeo Across. La scuola è curata dal Dipartimento Politecnico di ingegneria e architettura dell’Università di Udine insieme con l’Università e il Centro internazionale di fisica teorica di Trieste e con la sezione triestina dell’Istituto nazionale di fisica nucleare.

Udine, scuola sulle energie rinnovabili fino al 26 settembre con 30 partecipanti

Un percorso che unisce tecnologie e scenari energetici

Il programma affronta le principali fonti rinnovabili, il loro funzionamento e le prospettive di sviluppo, senza limitarsi all’aspetto tecnico. Una parte rilevante del corso è infatti dedicata anche ai mercati dell’energia, letti nella loro dimensione locale e internazionale.

Nella giornata di apertura il confronto si è allargato ai nodi più discussi degli ultimi anni: transizione energetica, sicurezza degli approvvigionamenti e cooperazione tra Paesi. Temi che toccano da vicino anche il Friuli Venezia Giulia, regione collocata in un punto di passaggio strategico tra Italia e area centro-orientale europea.

Durante l’inaugurazione è intervenuta l’assessore regionale Alessia Rosolen, che ha richiamato il valore di competenze, formazione e sinergia tra istituzioni, ricerca e sistema produttivo. Nel suo intervento ha inoltre ricordato i rapporti costruiti dal Friuli Venezia Giulia con Slovenia e Croazia, inserendoli nel quadro più ampio del dialogo adriatico.

Udine, scuola sulle energie rinnovabili fino al 26 settembre con 30 partecipanti

Il Friuli Venezia Giulia nella partita dell’energia

Uno dei messaggi emersi dall’avvio della scuola riguarda proprio il ruolo che la regione può giocare nei nuovi equilibri energetici. Rosolen ha sottolineato la necessità di leggere il Friuli Venezia Giulia non come territorio marginale, ma come spazio di connessione nei rapporti europei e internazionali.

Tra gli esempi citati c’è il progetto North Adriatic Hydrogen Valley, indicato come modello di collaborazione che non riguarda soltanto la ricerca scientifica. Il riferimento è anche a infrastrutture, relazioni tra Paesi e percorsi formativi capaci di accompagnare l’innovazione sul piano industriale.

Nel dibattito inaugurale si è parlato pure di sicurezza energetica in senso ampio: non solo obiettivi climatici, ma anche costi, rotte di approvvigionamento e dipendenze dall’estero. In questo quadro, le rinnovabili vengono considerate uno strumento utile per rafforzare l’autonomia, pur dentro un sistema che resta interconnesso.

Le presenze all’apertura e gli interventi conclusivi della mattinata

Alla cerimonia di avvio hanno preso parte, tra gli altri, la direttrice della Scuola Marina Cobal, il rettore dell’Università di Udine Angelo Montanari, i direttori dei dipartimenti Alessandro Gasparetto e Alberto Marcone, l’assessore comunale di Udine Eleonora Meloni, il presidente del Consorzio Friuli Energia di Confindustria Udine Marco Bruseschi e i rappresentanti delle aziende partner.

La parte finale della mattinata inaugurale è stata affidata a due relazioni dedicate a questioni centrali della transizione energetica. Filippo Giorgi, del Centro internazionale di fisica teorica “Abdus Salam” di Trieste, ha affrontato il tema del cambiamento climatico con l’intervento “The new climate and the challenges ahead”.

A seguire, Alessandro Trovarelli dell’Università di Udine ha proposto una riflessione sul ruolo dell’idrogeno con la relazione “Decarbonising with hydrogen: promise vs reality”. Un passaggio che conferma l’impostazione della scuola: offrire strumenti di lettura concreti a chi si forma oggi su un settore destinato a incidere sempre di più anche sul futuro del territorio friulano.

Udine, scuola sulle energie rinnovabili fino al 26 settembre con 30 partecipanti

Per Udine, l’iniziativa rappresenta quindi non solo un appuntamento accademico, ma anche un momento di confronto su come ricerca, imprese e istituzioni possano preparare competenze utili per le sfide energetiche dei prossimi anni.

Segui Prima Friuli