Vicino/Lontano scalda i motori a Udine: memoria del sisma, Gaza, cinema e progetti inclusivi
Dal 30 aprile al 5 maggio un percorso di anteprime accompagna la città verso il festival 2026, tra incontri, film, mostre e installazioni.
Udine si prepara alla nuova edizione di Vicino/Lontano con una serie di appuntamenti diffusi che anticipano il festival previsto dal 7 al 10 maggio 2026. Il percorso di avvicinamento mette insieme linguaggi diversi e temi fortemente intrecciati con il presente, seguendo il filo del "respiro", parola scelta come asse della ventiduesima edizione dalle curatrici Paola Colombo, Franca Rigoni e Álen Loreti.
Il calendario delle anteprime si sviluppa tra spazi culturali della città e luoghi del territorio, alternando letteratura, teatro, cinema, arti visive e iniziative sociali. Ne esce un programma che tiene insieme memoria collettiva, attenzione ai conflitti contemporanei e riflessioni sull'accessibilità, con appuntamenti distribuiti dal 30 aprile al 5 maggio.
Si parte con la mostra di Giorgio Griffa
Ad aprire il programma sarà giovedì 30 aprile, alle 18, la Stamperia d'arte Albicocco, dove verrà inaugurata "Ritmi e pause", personale di Giorgio Griffa curata da Luca Pietro Nicoletti. L'esposizione resterà visitabile fino al 12 luglio e rappresenta il primo tassello del cammino che porterà al festival.
Nel fine settimana, domenica 3 maggio alle 16, l'attenzione si sposterà a Colloredo di Monte Albano, all'azienda agricola Giuseppe Maggiori. Qui è in programma "Pesci fuor d'acqua", mostra-mercato di lavori su alluminio nati dal laboratorio dell'artista Cattivo Frank con i tirocinanti del progetto di agricoltura sociale Primo Passo, coordinato da Igor Peres. Il ricavato sarà destinato al sostegno del progetto.
Il 4 maggio in San Francesco tra terremoto del '76 e Gaza
La giornata di lunedì 4 maggio concentrerà due tra i momenti più attesi, entrambi nella chiesa di San Francesco. Alle 18 è fissata la prima presentazione assoluta di "L'estate indiana del '76", il nuovo libro-memoir di Angelo Floramo pubblicato da Bottega Errante.
In dialogo con la giornalista Maria Luisa Colledani, Floramo tornerà al terremoto del 1976 attraverso il punto di vista del bambino che era allora. Un racconto che si inserisce nel più ampio percorso di memoria legato ai cinquant'anni dal sisma, ricorrenza particolarmente sentita in Friuli.
La stessa sera, alle 21, sempre in San Francesco, spazio a "Specchi. Gaza e noi", dialogo teatrale in forma di studio scritto e interpretato da Paola Caridi e Tomaso Montanari, con la partecipazione di Nabil Bey Salameh e la produzione della Fondazione Giangiacomo Feltrinelli. L'appuntamento affronta il dramma di Gaza intrecciando parola scenica, musica e poesia.
Al termine dell'incontro sarà esposto anche un grande sudario collettivo realizzato a Tolmezzo dal gruppo Carnia per la Pace. Il telo bianco, di 25 metri per 7, riporta i nomi scritti a mano di 18.457 bambine e bambini uccisi a Gaza dai bombardamenti e dai droni israeliani. L'opera nasce dall'"Elegia per i sudari di Gaza" letta da Paola Caridi a Vicino/Lontano 2025 e continua il suo percorso come memoriale itinerante.
Il 5 maggio al Visionario doppio appuntamento con il cinema
Martedì 5 maggio il programma si trasferirà al Cinema Visionario, in Sala Astra, per due proiezioni organizzate insieme al CEC-Centro Espressioni Cinematografiche. Alle 18 verrà proposto "Il tempo della montagna. ArchitetturAlpinA in dieci storie", film firmato da Francesca Molteni e Davide Fois che racconta dieci progetti capaci di mettere in relazione architettura e comunità alpine.
Alla proiezione interverranno gli architetti Federico Mentil, Marco Ragonese e Francesca Rizzani, presidente dell'Ordine degli Architetti della Provincia di Udine. Alle 20, invece, è in cartellone l'anteprima del documentario "Quello che resta. Tre riti nelle montagne del Friuli" di Marco D'Agostini, presente in sala insieme all'antropologa Marta Pascolini. Il lavoro attraversa le comunità di Rodda, Erto e Cercivento, accomunate dalla persistenza di pratiche rituali condivise. Per entrambe le proiezioni l'ingresso sarà libero.
Un'installazione per rendere il festival più accessibile
Sempre martedì 5 maggio, alle 18, alla Galleria Fotografica Tina Modotti sarà inaugurato il "Sensory Shelter - Rifugio sensoriale", installazione che resterà a disposizione del pubblico per l'intera settimana del festival. Il progetto nasce nell'ambito di BeSenshome dell'Università di Trieste.
Si tratta di una proposta costruita a partire da una ricerca sull'abitare neurodivergente, con l'obiettivo di rendere più accessibile l'esperienza del festival e di riconoscere la varietà delle percezioni e dei bisogni del pubblico. Un segnale preciso del taglio che Vicino/Lontano intende dare anche alle sue anteprime, affiancando alla riflessione culturale una concreta attenzione alle persone e ai territori.