Arte tra i pini di Bibione: parte un nuovo percorso con cinque installazioni
A Bibione Pineda prende avvio “Granelli d’Arte”, progetto destinato ad ampliarsi fino a dodici opere entro il 2028 con autori italiani e internazionali.
La pineta di Bibione Pineda cambia volto e aggiunge una nuova proposta culturale all’area affacciata sul mare. Tra i sentieri compresi fra viale delle Mimose, viale degli Ontani e passeggiata dei Pini è stato avviato “Granelli d’Arte”, un itinerario all’aperto che debutta con cinque opere contemporanee inserite nel paesaggio.
L’iniziativa nasce con una prospettiva già definita: far crescere nel tempo la collezione fino a raggiungere dodici lavori entro il 2028. In quell’orizzonte è previsto anche un concorso internazionale rivolto ad artisti contemporanei, con l’obiettivo di consolidare questo spazio come tappa stabile dell’offerta culturale di Bibione.
A promuovere il progetto sono Bibione Mare SpA e l’associazione L.A.G.O., realtà del Pordenonese nata nell’area del lago di Barcis. Un legame che porta anche una presenza friulana dentro un’iniziativa pensata per dialogare con uno dei luoghi più riconoscibili del litorale.
Un percorso pensato per convivere con la pineta
Non si tratta di una semplice esposizione distribuita lungo un tratto verde, ma di un tracciato costruito per mettere in relazione opere, visitatori e ambiente naturale. L’idea è quella di accompagnare la fruizione artistica senza alterare l’equilibrio della pineta, mantenendo il contesto come parte integrante dell’esperienza.
Il direttore generale di Bibione Mare S.p.A., Elvio Sartori, ha indicato come centro del progetto l’incontro tra ricerca artistica, sostenibilità, turismo e benessere, insieme a una riflessione sui temi del nostro tempo. Nicolas Vavassori, per L.A.G.O., ha spiegato che l’inserimento delle opere è stato studiato con attenzione per non impattare su fauna e flora e per favorire un dialogo rispettoso con il luogo.
I temi scelti per la prima serie di opere
Il primo gruppo di installazioni affronta argomenti diversi ma legati da una lettura contemporanea: tecnologia, equilibri ambientali, energia femminile, relazioni tra i generi e vulnerabilità degli ecosistemi. Il risultato è un percorso che alterna materiali, forme e messaggi, con artisti provenienti da più Paesi.
Tra i lavori già visibili c’è “Golgota Digitale” dell’ucraino Oleksandr “Sasha” Shteyninher, realizzata da un solo monolite di larice. La scultura richiama il rapporto fra intelligenza artificiale, connessione continua e dimensione interiore, proponendo una riflessione sul peso della tecnologia nella vita quotidiana.
Dal Kazakistan arriva invece Ayala Ibragimova con “The Flesh of the World”, mosaico dedicato all’energia femminile come forza primordiale connessa alla terra, ai cicli naturali e alla memoria. La trasformazione della superficie, da più ordinata a più irregolare, accompagna il senso di continuità e mutamento che l’opera vuole esprimere.
L’artista italiana Angela Moro, di Cavasso Nuovo, firma “Incontro”, una scultura utilizzabile anche come panchina. La struttura è sostenuta da due figure, una maschile e una femminile, poste sullo stesso piano: il significato ruota attorno alla condivisione, al rispetto reciproco e a una parità concreta, senza gerarchie.
C’è poi “Hippocampus” di Paolo Del Mul, artista di Porcia, che porta nel progetto un riferimento diretto al mare. Il cavalluccio marino è costruito con legno flottante e ferro, utilizzando materiali restituiti dall’acqua, e richiama insieme recupero, trasformazione e fragilità dell’ambiente marino.
A completare il nucleo iniziale è “Bright Eyes” dell’olandese Jeanine Gerlofsma: una lepre ferma su una base in cemento mentre il livello del mare sale. L’immagine diventa un segno della precarietà della natura davanti ai cambiamenti climatici, mentre gli oggetti inglobati nella struttura rafforzano il tema dell’impronta umana sull’ambiente.
Il contributo del Pordenonese in un progetto dal respiro internazionale
Accanto alla dimensione turistica e ambientale di Bibione, il progetto mette in evidenza anche una collaborazione che coinvolge il territorio friulano. L.A.G.O., associazione che affonda le proprie radici nel Barcisiano, partecipa infatti alla costruzione di un’iniziativa che unisce artisti italiani e stranieri in un unico percorso espositivo.
Alla presentazione erano presenti gli autori delle opere insieme ai promotori dell’iniziativa. Il piano annunciato prevede ulteriori inserimenti nei prossimi anni, così da far diventare la pineta di Bibione Pineda un luogo sempre più riconoscibile anche per la proposta artistica, oltre che per il suo valore paesaggistico.
Per il Friuli occidentale, la presenza di artisti come Angela Moro e Paolo Del Mul e il coinvolgimento di L.A.G.O. rappresentano anche un segnale di continuità culturale con la costa vicina: un progetto nato fuori regione amministrativa, ma con un’impronta che parla chiaramente anche al nostro territorio.