A Venzone e Aquileia un oratorio per rileggere il sisma del ’76 tra voci, musica e poesia

Due appuntamenti a maggio riportano al centro la memoria del terremoto in Friuli con un progetto corale pensato anche per chi non ha vissuto quei giorni.

26 aprile 2026 16:33
A Venzone e Aquileia un oratorio per rileggere il sisma del ’76 tra voci, musica e poesia -
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La memoria del terremoto del 1976 torna a farsi ascoltare in due luoghi simbolici del Friuli attraverso un progetto artistico che unisce parola, musica e meditazione. L’oratorio Ti ai disegnât sul dret das mês mans, ideato e curato da Renato Stroili Gurisatti, sarà proposto sabato 3 maggio alle 20.45 nel Duomo di Venzone e venerdì 16 maggio, alla stessa ora, nella Basilica patriarcale di Aquileia.

Le due serate si inseriscono nel cammino che accompagna il territorio verso il cinquantesimo anniversario del sisma. L’intento non è fermarsi alla commemorazione formale, ma offrire un’occasione di riflessione condivisa su una ferita che ha segnato profondamente il Friuli e continua a parlare anche alle generazioni che non l’hanno vissuta direttamente.

L’ingresso sarà gratuito con prenotazione. La scelta di Venzone e Aquileia lega l’iniziativa a due spazi di forte valore storico e identitario, chiamati a ospitare un racconto che parte dalla tragedia del ’76 per allargarsi ai temi della ricostruzione interiore, del senso di comunità e della capacità di ritrovarsi dopo una frattura collettiva.

Un racconto corale che guarda oltre la commemorazione

L’oratorio costruisce il suo percorso attraverso Salmi, testi poetici e momenti di raccoglimento. Al centro ci sono il dolore, la perdita, la speranza e la ricerca di significato, affrontati in una forma che tiene insieme dimensione spirituale e riflessione civile.

In questo modo il terremoto non viene richiamato soltanto come evento storico, ma come punto da cui ripartire per interrogarsi sul presente. La memoria diventa così uno strumento vivo, capace di riattivare domande sull’identità del Friuli e sui valori che hanno accompagnato la sua rinascita.

Per il vicepresidente e assessore regionale alla Cultura Mario Anzil, l’iniziativa assume un valore culturale e civile rilevante perché riporta al centro una memoria collettiva che appartiene in modo profondo al Friuli Venezia Giulia e la rende accessibile anche ai più giovani.

Orchestra, cori e due voci recitanti per le date friulane

Le musiche originali portano la firma del compositore Gianmartino Durighello. La direzione è affidata al maestro Giuliano Medeossi, alla guida dell’Orchestra Giovanile Filarmonici Friulani. Sul fronte corale saranno coinvolti il Coro Polifonico di Ruda, diretto da Fabiana Noro, e il Piccolo Coro Artemìa di Torviscosa, diretto da Denis Monte.

Accanto all’esecuzione musicale ci sarà anche una voce recitante, diversa per ciascuna data. A Venzone il 3 maggio sarà protagonista Francesco Pannofino, noto al grande pubblico anche per il personaggio di René Ferretti in Boris e per il suo lavoro di doppiatore. Ad Aquileia, il 16 maggio, il percorso narrativo sarà invece affidato a Giovanni Nistri, nome di riferimento del teatro friulano con esperienze in produzioni italiane e internazionali.

I testi scelti per le letture comprendono poesie e riflessioni di Alfredo Battisti, Italo Calligaris, Pierluigi Cappello, Giovanni Fierro, Roberto Iacovissi, Maurizio Mattiuzza, Pier Paolo Pasolini, David Maria Turoldo e dello stesso Renato Stroili Gurisatti.

Chi promuove l’iniziativa

Ti ai disegnât sul dret das mês mans è promosso da SimulArte, Orchestra Giovanile Filarmonici Friulani e Comune di Aquileia. Il progetto si avvale inoltre del patrocinio del Comune di Venzone e del sostegno del Ministero della Cultura, della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, della Fondazione Aquileia, della Società Filologica Friulana e di PrimaCassa.

Le due date di maggio puntano così a trasformare il ricordo del sisma in un’esperienza culturale condivisa, capace di mettere in dialogo arte, storia e coscienza civile. In un territorio dove il 1976 resta una pagina decisiva, l’oratorio prova a restituire alla memoria una voce attuale, lontana dalla retorica e vicina alla sensibilità di oggi.

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