Udine ripensa i tragitti degli studenti: più tutele su strade e incroci vicino alle medie
Presentati i risultati del lavoro su Manzoni, Valussi e Fermi: nel mirino traffico, attraversamenti e collegamenti più sicuri dai quartieri agli istituti.
Per molti ragazzi udinesi il percorso verso la campanella è già un piccolo esercizio di autonomia. Il punto emerso dal lavoro promosso dal Comune con Arpa FVG e il supporto di Aiforia è che questa autonomia esiste, ma chiede condizioni migliori: meno conflitti con il traffico, attraversamenti più protetti e collegamenti più leggibili tra quartieri e scuole.
Lo studio, presentato oggi, ha preso in esame tre scuole secondarie di primo grado della città, la Manzoni, la Valussi e la Fermi, osservando abitudini di spostamento, criticità sulla rete urbana e aspettative di studenti e famiglie.
La base del progetto è stata costruita con sopralluoghi, mappature e questionari. Da qui è nata una fotografia utile non solo a descrivere come ci si muove oggi, ma anche a individuare dove intervenire in modo concreto nel breve e nel medio periodo.
Che cosa dicono studenti e famiglie
I questionari restituiscono un dato significativo: una quota importante di alunni raggiunge già l'istituto senza accompagnamento diretto degli adulti. A seconda della scuola, chi va da solo o con i compagni si colloca tra il 50% e il 66,7%, mentre la parte restante arriva con genitori o familiari.
Ancora più forte è la richiesta di poter contare su maggiore indipendenza. Alla domanda sulla possibilità di andare a scuola da soli, le risposte favorevoli, sommate tra chi dice "molto" e chi dice "abbastanza", arrivano a percentuali comprese tra circa due terzi e oltre quattro quinti degli studenti.
Tra chi già si muove in autonomia prevalgono gli spostamenti a piedi e l'uso del trasporto pubblico. Il cammino quotidiano verso scuola oscilla tra il 44,3% e il 51,9%, mentre i mezzi pubblici in alcuni casi raggiungono il 55,7%. La bicicletta resta molto meno utilizzata, con un massimo dell'11,1%, segnale che la rete ciclabile e la continuità dei percorsi vengono ancora percepite come deboli.
I punti critici nella viabilità urbana
Il nodo più evidente riguarda la sicurezza percepita lungo i tragitti. Nelle risposte raccolte nelle tre scuole prevale infatti una valutazione non positiva del rapporto con il traffico motorizzato. Le segnalazioni si concentrano soprattutto su velocità dei veicoli, scarso rispetto degli attraversamenti e qualità non sempre adeguata dei percorsi pedonali e ciclabili.
È su questo terreno che l'amministrazione comunale intende intervenire. Durante la presentazione, l'assessore alla Mobilità Ivano Marchiol ha richiamato la richiesta che arriva dai più giovani: avere spazio, fiducia e condizioni reali per muoversi con più sicurezza verso la scuola. Un'esigenza che oggi riguarda anche ragazzi che abitano a distanze compatibili con gli spostamenti a piedi o in bicicletta, ma che non sempre trovano una viabilità adatta.
Anche l'assessore all'Istruzione Federico Pirone ha insistito sul valore civico del progetto, legandolo all'ascolto dei ragazzi e alla possibilità di tradurre il loro punto di vista in scelte urbane. Raggiungere la scuola in modo sicuro, in questa lettura, non è soltanto un tema di traffico ma un passaggio concreto verso crescita e autonomia.
La proposta per Udine: collegamenti sicuri dai quartieri alle scuole
Il piano messo a punto individua una rete di corridoi casa-scuola più protetti, con attenzione particolare agli studenti che vivono tra 1,5 e 5 chilometri dagli istituti. L'idea è intervenire sia lungo gli assi principali utilizzati ogni giorno sia negli spazi immediatamente vicini agli ingressi scolastici.
Le linee d'azione sono tre. La prima riguarda gli attraversamenti, da rendere più visibili e più sicuri anche con rialzi. La seconda punta a rafforzare la ciclabilità attraverso corsie dedicate, strade urbane ben riconoscibili e percorsi continui. La terza si concentra sulla riduzione della velocità nelle aree prossime alle scuole.
Nel documento consegnato al Comune trovano spazio anche interventi puntuali per diminuire le interferenze tra auto, pedoni e biciclette davanti agli istituti. L'obiettivo dichiarato è arrivare a soluzioni realizzabili, capaci di migliorare non solo il tragitto degli studenti ma anche la qualità della mobilità nei quartieri interessati.
La ricaduta attesa va oltre l'orario di entrata e uscita da scuola: meno traffico attorno agli edifici scolastici, minore pressione su strade e marciapiedi, benefici ambientali e un uso più ordinato dello spazio pubblico. Per Udine, il tema dei percorsi casa-scuola diventa così un banco di prova per ripensare pezzi di città partendo dai bisogni quotidiani dei più giovani.