Pordenonese nel mirino dei truffatori: 35 chiamate sospette in un pomeriggio, Azzano il comune più colpito
Martedì 26 maggio decine di contatti rivolti soprattutto ad anziani tra Azzano Decimo, Pordenone e Casarsa. Nessun raggiro andato a buon fine.
La notizia più importante, questa volta, è che nessuno ci è cascato. Nel Pordenonese martedì 26 maggio 2026 si è registrata una serie fitta di telefonate sospette rivolte in particolare a persone anziane: in poche ore gli episodi accertati sono stati 35, ma il tentativo di raggiro non ha prodotto consegne di denaro o preziosi.
Le segnalazioni hanno interessato soprattutto Azzano Decimo, con numeri più alti rispetto agli altri comuni coinvolti, ma chiamate analoghe sono arrivate anche a Pordenone e a Casarsa. Un quadro che indica un’azione concentrata nello stesso arco di tempo e costruita per colpire più famiglie della stessa area.
Come si è mosso il raggiro
Le telefonate hanno iniziato a susseguirsi attorno a mezzogiorno. Dall’altra parte della linea, i malintenzionati si sarebbero presentati come appartenenti alle forze dell’ordine, richiamando nomi istituzionali come Arma dei Carabinieri o Guardia di Finanza per rendere più credibile il racconto.
Lo schema, già noto, puntava a creare agitazione immediata. Alle vittime veniva riferita una storia inventata che parlava di una targa clonata e di una presunta rapina in gioielleria, con la richiesta di recarsi rapidamente in caserma o in ufficio per chiarire la propria posizione.
Il meccanismo, secondo quanto emerso, aveva uno scopo preciso: indurre uno dei due coniugi ad allontanarsi dall’abitazione, lasciando l’altra persona sola e quindi più esposta a successive pressioni per consegnare contanti, gioielli o altri beni di valore.
Azzano Decimo in testa per numero di casi
Il comune più bersagliato è stato Azzano Decimo, dove sono stati censiti 21 episodi. A Pordenone le telefonate segnalate sono state 11, mentre a Casarsa i tentativi rilevati sono stati 3.
La distribuzione dei casi mostra una scelta mirata del territorio. Non un episodio isolato, dunque, ma una raffica di contatti ravvicinati che ha fatto scattare subito l’attenzione di chi ha ricevuto la chiamata.
La reazione degli anziani ha fermato tutto
L’aspetto decisivo della giornata è stata la risposta delle persone contattate. In più situazioni gli interlocutori hanno capito che il racconto non reggeva, hanno interrotto la conversazione e si sono rivolti al 112 per verificare quanto stava accadendo.
È questo passaggio ad aver impedito ai truffatori di completare il piano. Il fatto che nessuno abbia consegnato soldi o oggetti preziosi conferma quanto sia stata importante la prudenza di chi ha ricevuto la telefonata.
In questo risultato pesa anche il lavoro di sensibilizzazione portato avanti sul territorio, con incontri informativi dedicati soprattutto alla popolazione anziana in parrocchie, sale comunali e centri di aggregazione.
Non solo telefonate: segnalato anche l’oro falso
Nella stessa giornata, sempre ad Azzano Decimo, sono emersi anche tentativi riconducibili alla cosiddetta truffa dell’oro falso. In questo caso l’approccio sarebbe avvenuto lungo le strade, con persone che raccontavano di trovarsi in difficoltà e proponevano la vendita a basso prezzo di anelli o catenine presentati come preziosi.
Il vantaggio apparente nascondeva però l’inganno: gli oggetti offerti non avrebbero avuto alcun reale valore. Anche su questo fronte, fortunatamente, non risultano persone raggirate.
Il richiamo alla prudenza per tutto il territorio
Gli episodi registrati nel Pordenonese ricordano ancora una volta una regola semplice: chi chiama a nome di istituzioni o forze dell’ordine non chiede consegne di denaro, gioielli o valori a domicilio e non impone decisioni immediate sotto pressione.
Quando arrivano telefonate allarmanti, richieste urgenti o storie poco chiare, la scelta corretta è chiudere la conversazione e contattare direttamente il 112. Martedì il territorio ha risposto nel modo giusto: 35 tentativi in poche ore, nessuno andato a segno.