Udine porta in classe “Gocciolina”: il progetto Afds per parlare di dono del sangue ai più piccoli
Dopo i risultati raccolti nel Pordenonese, il fumetto educativo sarà utilizzato anche nelle scuole udinesi grazie all’intesa firmata a Spilimbergo.
Nelle scuole della provincia di Udine arriverà un nuovo strumento per raccontare ai bambini il valore della donazione di sangue e plasma. Si tratta del fumetto “Corri, Gocciolina!”, esperienza educativa già avviata con continuità nel territorio pordenonese e ora pronta a essere proposta anche negli istituti udinesi.
Il passaggio è stato formalizzato a Spilimbergo con l’accordo tra Afds Pordenone e Afds Udine, sottoscritto dai presidenti provinciali Mauro Verardo e Manuela Nardon. L’obiettivo è allargare al territorio udinese un percorso che ha già dato riscontri significativi tra classi e famiglie.
Un progetto che ora guarda alle scuole udinesi
Per Afds Udine l’intesa rappresenta un ampliamento delle attività di sensibilizzazione già portate avanti con gli studenti più grandi. Accanto al lavoro svolto ogni anno nelle scuole superiori, rivolto ai ragazzi vicini alla maggiore età e alla prima donazione, entra così un’iniziativa pensata per bambini e preadolescenti.
L’idea è semplice: avvicinare i più giovani a un tema complesso con un linguaggio adatto alla loro età, capace di unire racconto, curiosità e informazioni corrette. In questo modo il messaggio del dono può arrivare anche dentro le famiglie, partendo proprio dai più piccoli.
I risultati già ottenuti nel Friuli occidentale
Il fumetto era stato presentato per la prima volta nell’aprile del 2023 al Palazzo del Fumetto di Pordenone. Da allora il progetto ha coinvolto più di 4.000 alunni, entrando in 175 classi e in 40 scuole tra primarie e medie.
Nel corso degli incontri, oltre alla lettura della storia, i volontari e gli autori hanno spiegato ai ragazzi anche come nasce un fumetto, consegnando a ciascuno una copia del volume. All’attività didattica si è affiancata pure una parte espositiva, con sei mostre dedicate alle tavole e ai materiali preparatori realizzati nel biennio 2023-2024.
Prima dell’arrivo nel territorio udinese, il format aveva già trovato spazio anche fuori regione, con l’adesione di associazioni a Gela, Milano e Vicenza. Un segnale che conferma la capacità del progetto di adattarsi a contesti diversi mantenendo la stessa finalità educativa.
Chi c’è dietro “Corri, Gocciolina”
Il volume è nato su iniziativa di Afds Pordenone. Testi e storia portano la firma della giornalista Milena Bidinost, mentre i disegni sono del fumettista Matteo Corazza. Il racconto è stato pensato per spiegare in modo chiaro ai bambini il funzionamento del sangue e l’importanza della donazione, senza appesantire il messaggio.
Secondo Mauro Verardo, presidente di Afds Pordenone, questo è uno degli strumenti più riusciti messi a punto negli ultimi anni dall’associazione. L’intento è rendere accessibile anche dal punto di vista scientifico un argomento che riguarda la salute pubblica e, allo stesso tempo, aiutare a costruire nel tempo un nuovo ricambio generazionale tra i donatori.
Manuela Nardon, alla guida di Afds Udine, ha evidenziato come la cultura del dono continui a passare in modo importante dalle famiglie, ma richieda oggi un lavoro ancora più precoce e strutturato. Per questo il coinvolgimento dei bambini viene considerato un tassello utile accanto alle iniziative già dedicate agli studenti delle superiori.
Da personaggio del fumetto a simbolo dell’associazione
Nel tempo Gocciolina è diventata anche la mascotte ufficiale di Afds Pordenone. La sua immagine è stata utilizzata su materiali promozionali, manifesti e gadget, arrivando perfino a comparire sui bus del trasporto urbano.
Dal fumetto è nato inoltre lo spettacolo per ragazzi “Gocciolina! Spazza virus”, messo in scena dalla compagnia “I Commedianti per scherzo” di San Cassiano di Livenza con la regia di Franco Segato. La pubblicazione continua a essere distribuita anche durante eventi e iniziative pubbliche dedicate alla sensibilizzazione.
Per il territorio udinese, l’accordo siglato a Spilimbergo apre quindi a un percorso già testato, con numeri solidi e una formula che ha mostrato di funzionare. Adesso sarà la scuola a diventare il nuovo punto di partenza per far conoscere ai più piccoli il valore concreto del dono.