Udine apre la strada in regione: il Distretto del Cibo entra nell’albo nazionale

La rete nata attorno al capoluogo friulano è la prima del Friuli Venezia Giulia ad arrivare nel registro del Ministero.

05 agosto 2026 14:35
Udine apre la strada in regione: il Distretto del Cibo entra nell’albo nazionale -
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Per il sistema agroalimentare friulano si apre una fase nuova: il Distretto del Cibo di Udine è stato inserito nel registro nazionale del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste. È il primo caso in Friuli Venezia Giulia, un passaggio che porta il territorio dentro la rete italiana dei distretti riconosciuti.

L’iscrizione arriva dopo il via libera regionale ottenuto a giugno e completa il percorso istituzionale avviato nei mesi scorsi. Da questo momento la struttura potrà misurarsi con strumenti dedicati e con opportunità di sostegno pubblico, comprese quelle legate a bandi ministeriali ed europei.

Per Udine e per l’area coinvolta non si tratta solo di un riconoscimento formale. Il distretto nasce infatti per collegare amministrazioni, mondo produttivo, università e rappresentanze economiche, con l’idea di rafforzare le filiere locali e costruire progetti condivisi su innovazione, sostenibilità e mercati di prossimità.

Una rete che parte da Udine e coinvolge 19 Comuni

Il perimetro del distretto è ampio e mette insieme 19 amministrazioni comunali: Udine, Basiliano, Buttrio, Campoformido, Codroipo, Cividale del Friuli, Mariano del Friuli, Mereto di Tomba, Mortegliano, Pasian di Prato, Povoletto, Pradamano, Reana del Rojale, Remanzacco, Pozzuolo del Friuli, Ruda, Stregna, Talmassons e Tavagnacco.

Accanto ai Comuni siedono soggetti centrali per l’economia del territorio: la Camera di Commercio di Pordenone-Udine, l’Università degli Studi di Udine, Udine Mercati, la Federazione provinciale Coldiretti Udine, Confagricoltura Udine, Confcooperative Alpe Adria e il Consorzio Tutela Vini Friuli Colli Orientali e Ramandolo. Alla rete hanno già aderito anche 13 aziende agricole.

Perché il riconoscimento conta per il Friuli

L’ingresso nell’elenco ministeriale consente al distretto di candidarsi alle misure previste per queste realtà e di programmare interventi che, per molte singole imprese, sarebbero più complessi da affrontare in autonomia. La logica è quella del progetto comune, non del singolo operatore isolato.

Il dato ha anche un peso simbolico per l’intera regione. Con Udine, infatti, il Friuli Venezia Giulia entra per la prima volta nella mappa nazionale dei distretti del cibo. Nell’aggiornamento ministeriale del 21 luglio le realtà riconosciute risultano essere 249 in tutta Italia.

Le regioni più rappresentate restano Toscana, Calabria, Sardegna, Campania e Lombardia. L’arrivo del distretto udinese colma quindi un’assenza fin qui evidente e colloca il comparto agroalimentare friulano in un quadro nazionale già consolidato altrove.

Distretto del Cibo di Udine nel registro nazionale: primo in Friuli Venezia Giulia

Dalla fase formale ai progetti operativi

Il percorso era partito a dicembre con la costituzione dell’associazione. In pochi mesi sono arrivati prima il riconoscimento della Regione e poi quello nazionale, completando così i passaggi necessari per rendere pienamente operativo il nuovo soggetto.

Il vicesindaco e assessore alle Attività produttive Alessandro Venanzi ha sottolineato che, con il via libera ministeriale, si chiude la fase burocratica e si apre quella delle iniziative concrete. Nella sua lettura, l’agroalimentare rappresenta una delle leve dell’economia friulana e il distretto può diventare il punto di raccordo tra enti pubblici, imprese, università e categorie.

Anche il presidente del Distretto del Cibo di Udine, Cristiano Shaurli, ha rimarcato la particolarità del progetto: non un organismo costruito attorno a un solo prodotto identitario, ma un sistema territoriale più largo, pensato per far lavorare insieme istituzioni, ricerca e mondo agricolo. La presentazione ufficiale del riconoscimento si è svolta a Udine con la partecipazione dell’assessore regionale alle risorse agroalimentari Stefano Zannier, dello stesso Venanzi e di Shaurli.

Per il Friuli si tratta ora di trasformare il riconoscimento in una piattaforma concreta di sviluppo, capace di dare continuità alle filiere locali e maggiore forza progettuale a un settore che resta strategico per il territorio.

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