Udine, al Bertoni il confronto su affido e adozione: Cabibbo rilancia aiuti e formazione per le famiglie
All’iniziativa ospitata in città il capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale ha richiamato la proposta di legge 82 e le misure a sostegno della genitorialità.
Il tema dell’accoglienza familiare è tornato al centro del dibattito pubblico a Udine, dove all’istituto Bertoni si è svolto un incontro dedicato ad affido e adozione. Nel corso dell’appuntamento, il capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale Andrea Cabibbo ha insistito sulla necessità di affiancare con strumenti concreti chi desidera diventare genitore attraverso questi percorsi.
L’occasione è stata la tavola rotonda intitolata “L'affido e l'adozione trovano C.a.s.a.”, organizzata insieme all’inaugurazione della mostra fotografica “L'arte di accogliere - storie di affido, adozione e speranza”. Un momento che, nel capoluogo friulano, ha riunito rappresentanti istituzionali e del territorio attorno a un tema che tocca famiglie, servizi e comunità.
Cabibbo ha richiamato il significato sociale dell’affido e dell’adozione, sottolineando come non si tratti di scelte che riguardano soltanto la sfera privata. Secondo il consigliere regionale, accogliere un bambino significa assumersi una responsabilità che chiede attenzione, continuità e una rete capace di sostenere davvero le famiglie nel tempo.
Il richiamo alla proposta di legge regionale
Nel suo intervento, l’esponente di Forza Italia ha posto l’accento sulla proposta di legge 82, presentata dai consiglieri Diego Bernardis e Mauro Di Bert. Il testo, ha ricordato, punta a introdurre percorsi di preparazione e accompagnamento per chi intende avvicinarsi all’adozione nazionale, ampliando strumenti già previsti in altri ambiti.
Tra i punti evidenziati c’è anche un contributo da mille euro destinato alle attività formative. Per Cabibbo, si tratta di un passaggio utile per rendere meno gravoso un iter spesso complesso, che richiede tempo, consapevolezza e un supporto qualificato fin dalle fasi iniziali.
Le misure regionali per maternità e genitorialità
Nel ragionamento sviluppato durante l’incontro udinese, Cabibbo ha collegato il tema delle adozioni a quello più ampio del sostegno alla maternità. Ha ricordato che, negli ultimi anni, la Regione Friuli Venezia Giulia ha destinato oltre due milioni di euro alle neo mamme in difficoltà, anche attraverso interventi sostenuti dal gruppo di Forza Italia.
Il riferimento è a misure pensate per alleggerire situazioni economiche delicate e accompagnare le donne durante la gravidanza e nei primi mesi successivi. Secondo il capogruppo, il ruolo delle istituzioni è proprio quello di non lasciare sole le famiglie nei passaggi più impegnativi.
Nel suo intervento ha citato anche altri strumenti regionali, dalla Dote famiglia ai contributi per il mutuo, indicando la necessità di costruire un sistema di aiuti che tenga insieme maternità, affido, adozione e sostegno alla genitorialità in senso più ampio.
Le presenze all’incontro di Udine
All’appuntamento ospitato al Bertoni hanno partecipato anche la ministra per la Famiglia Eugenia Maria Roccella, il vicepresidente della Regione Mario Anzil, l’arcivescovo di Udine monsignor Riccardo Lamba e l’assessore comunale Andrea Zini. Una presenza istituzionale ampia, che ha dato rilievo all’iniziativa organizzata in città.
La posizione espressa da Cabibbo è che chi sceglie la strada dell’adozione debba poter contare su un accompagnamento costante, compresi i tempi di attesa che spesso rendono il percorso lungo e faticoso. Il punto indicato come prioritario resta quello di garantire ai bambini la possibilità di crescere in un contesto familiare stabile, sereno e capace di offrire cura e affetto.