Trieste rilancia il Premio Mattador: scelti i tre soggetti che entrano nel percorso 2026
Dalla sala Alessi l’annuncio dei primi riconoscimenti della 17ª edizione. In corsa “Le Portatrici”, “La Colonia” e “Madda”, verso la finale di luglio a Venezia.
Il cammino del Premio Mattador 2026 entra nel vivo da Trieste, città a cui il riconoscimento resta profondamente legato. Nella sala Alessi del Circolo della Stampa sono stati resi noti i tre progetti selezionati per la Borsa di formazione dedicata al Miglior Soggetto, primo passaggio concreto verso l’atto conclusivo previsto il 17 luglio alle Sale Apollinee del Teatro La Fenice di Venezia.
Per il capoluogo giuliano si tratta di un momento centrale nella nuova edizione del premio intitolato a Matteo Caenazzo, perché proprio qui è arrivato il primo verdetto della giuria 2026. I lavori scelti sono “Le Portatrici”, firmato da Giovanna De Luca, 29 anni, di Mercato San Severino, ed Erica Benvenuti, 28 anni, di Foggia; “La Colonia” di Andrea Cantafio, 29 anni, di Soveria Mannelli; e “Madda” di Andrea Maddalena Bernardi, 27 anni, di Como.
Il percorso che parte dai tre soggetti selezionati
La selezione non rappresenta ancora il traguardo finale, ma l’ingresso in una fase di accompagnamento e sviluppo dei progetti. I vincitori seguiranno infatti il percorso della Borsa di formazione Mattador e, al termine del tutoraggio, l’elaborato che avrà mostrato l’evoluzione più convincente riceverà un riconoscimento conclusivo da 1.500 euro.
È una formula che negli anni ha dato al premio una fisionomia precisa: non soltanto una graduatoria, ma un lavoro di crescita attorno alle idee narrative. In questo senso, l’annuncio arrivato a Trieste segna l’avvio operativo di una delle sezioni più attese dell’edizione 2026.
Le storie premiate dalla giuria
Tra i soggetti scelti c’è “Le Portatrici”, ambientato a Timau nel 1915. Al centro ci sono Lucia e Rosalia, due adolescenti unite da un sentimento che la guerra finisce per travolgere, portandole fino al fronte nel ruolo di portatrici.
“La Colonia” porta invece il racconto nell’estate del 1942. Protagonista è Filippo, dodicenne riservato, che in una colonia estiva si trova a condividere l’esperienza con Cesare e Matilda, mentre il pericolo assume contorni doppi: storici e fantastici, tra fascisti e vampiri.
Il terzo titolo selezionato è “Madda”, storia di una ragazza di tredici anni che, dopo la morte della sorella, arriva in un campo estivo sulle Dolomiti. L’incontro con Anna, sua coetanea, diventa il punto da cui inizia un possibile percorso di elaborazione del dolore.
La mattinata triestina e i nomi della giuria
L’annuncio è stato ospitato dal Circolo della Stampa di Trieste. In apertura sono intervenuti il presidente del Circolo Pierluigi Sabatti e il presidente dell’associazione Mattador Pietro Caenazzo; ha portato il suo contributo anche il prorettore vicario dell’Università degli Studi di Trieste Mauro Tretiach. Sono arrivati inoltre i messaggi scritti del presidente della Regione Massimiliano Fedriga e del vicepresidente e assessore alla Cultura Mario Anzil.
A guidare la giuria di quest’anno è il regista Andrea De Sica. Con lui lavorano Habib Mestiri, Giuditta Tarantelli, Gianfilippo Pedote e Claudia De Angelis. Il coordinamento dell’incontro è stato affidato a Marcello Pedretti, responsabile Sviluppo Progetti Mattador, con interventi anche di Maria Cristina Pinzani per il Sistema Museale d’Ateneo dell’Università di Trieste e della direzione artistica del premio con Fabrizio Borin e Andrea Rocco.
Un premio nato a Trieste e cresciuto nel tempo
Mattador è dedicato al ricordo di Matteo Caenazzo, giovane talento triestino scomparso prematuramente. Dal 2009 il premio sostiene autori e autrici interessati al cinema e all’audiovisivo, costruendo negli anni una rete di tutor, lettori, professionisti e occasioni formative che ha consolidato il suo ruolo anche oltre i confini regionali.
I numeri diffusi dall’organizzazione raccontano questa crescita: quasi 3.000 partecipanti complessivi, decine di borse di formazione assegnate nelle varie sezioni, 12 cortometraggi e 3 lungometraggi realizzati, oltre a 18 volumi pubblicati. La cerimonia veneziana di luglio assegnerà poi tutti gli altri riconoscimenti dell’edizione 2026, dalla sceneggiatura per lungometraggio ai progetti di serie tv, fino alle sezioni dedicate al cortometraggio e alla sceneggiatura disegnata. Per Trieste, però, il primo segnale forte della nuova annata è già arrivato.