Trieste, dopo il cedimento del terrapieno si apre il caso del gelso: chiesti atti tecnici e confronto pubblico

La consigliera regionale Giulia Massolino annuncia un’interrogazione sulla scelta di abbattere l’albero sopra l’area tra via Giulia e via dello Scoglio.

03 agosto 2026 18:10
Trieste, dopo il cedimento del terrapieno si apre il caso del gelso: chiesti atti tecnici e confronto pubblico -
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Non c’è soltanto la messa in sicurezza del tratto tra via Giulia e via dello Scoglio al centro del dibattito aperto a Trieste dopo il cedimento del muro di contenimento. Nelle ultime ore l’attenzione si è spostata anche sul grande gelso che si trova sopra il terrapieno, destinato secondo quanto emerso a essere abbattuto.

Sul punto interviene la consigliera regionale Giulia Massolino, del Patto per l’Autonomia - Civica FVG, che annuncia un’interrogazione alla Giunta e chiede la pubblicazione della documentazione tecnica alla base della decisione. La richiesta riguarda anche la possibilità per residenti e associazioni ambientaliste di prendere visione degli atti.

Il nodo non è la sicurezza, ma il percorso seguito

Massolino non mette in discussione la necessità di intervenire sull’area interessata dal crollo. Il tema sollevato riguarda piuttosto il metodo con cui si arriverebbe a una scelta definitiva come il taglio dell’albero, che secondo la consigliera dovrebbe essere sostenuta da valutazioni chiare, verificabili e accessibili.

Nella sua posizione richiama il valore degli alberi maturi in città, considerati come una componente utile dell’equilibrio urbano: ombreggiamento, contributo all’assorbimento delle acque piovane, benefici sulla qualità dell’aria e funzione di adattamento rispetto agli effetti del riscaldamento climatico.

I punti su cui vengono chiesti chiarimenti

Tra gli elementi indicati da Massolino ci sono le distanze tra il gelso e le strutture murarie della zona. Secondo quanto riferito, il tronco si troverebbe a circa 70 centimetri dal muro su via Giulia e a circa un metro e mezzo da quello su via dello Scoglio, manufatti che risulterebbero rimasti apparentemente integri.

Il tratto che ha ceduto sarebbe invece collocato più lontano, a una distanza stimata tra i tre e i quattro metri dall’albero. La consigliera aggiunge inoltre che, dopo la frana, non sembrerebbero visibili radici affioranti. Osservazioni che, precisa, non hanno il valore di una perizia, ma che proprio per questo renderebbero necessario rendere note le relazioni tecniche predisposte dagli uffici competenti e dalla Protezione civile.

Tra le soluzioni che, a suo avviso, andrebbero almeno valutate prima di un abbattimento, vengono indicate opzioni come il consolidamento del versante oppure un ulteriore intervento di alleggerimento della chioma.

Accesso agli atti e possibilità di verifiche indipendenti

L’interrogazione annunciata punta a chiarire quale iter tecnico sia stato seguito e in che modo sia stata assunta la decisione. L’obiettivo dichiarato è consentire una consultazione della documentazione compatibilmente con le esigenze del cantiere e della sicurezza, così da permettere anche eventuali valutazioni indipendenti.

Nel ragionamento della consigliera entra anche il regolamento comunale del verde, che prevede tutele per gli esemplari di pregio e ammette l’abbattimento solo in presenza di specifiche condizioni supportate da un’istruttoria tecnica accurata. Secondo Massolino, questo passaggio non dovrebbe essere sacrificato neppure in un contesto urgente.

Il tema delle compensazioni se il taglio sarà inevitabile

Un altro aspetto posto all’attenzione della Regione riguarda le misure compensative. Se dalle verifiche dovesse emergere l’impossibilità di conservare il gelso, la richiesta è sapere quali interventi sostitutivi siano stati programmati dal punto di vista ambientale e del verde urbano.

La vicenda, oltre al caso specifico di Trieste, riporta al centro una questione che in Friuli Venezia Giulia torna spesso nel confronto pubblico: come bilanciare urgenze di sicurezza, manutenzioni e tutela del patrimonio verde. Su via Giulia e via dello Scoglio, ora, il prossimo passaggio atteso è quello della trasparenza sugli atti che hanno portato alla scelta annunciata.

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