Trieste avvia il tavolo stabile per il lavoro agricolo regolare

Firmata in Prefettura l’intesa che mette insieme istituzioni, Inps, associazioni di categoria e sindacati per prevenire sfruttamento e irregolarità nei campi.

A cura di Web Team Web Team
03 agosto 2026 17:44
Trieste avvia il tavolo stabile per il lavoro agricolo regolare -
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Dal capoluogo giuliano parte un nuovo passaggio nella costruzione di una filiera agricola più trasparente in Friuli Venezia Giulia. Con la firma del protocollo siglato il 3 agosto 2026, Trieste ha attivato la propria sezione provinciale della Rete del lavoro agricolo di qualità, il sistema pensato per contrastare impieghi irregolari e forme di sfruttamento nel comparto.

L’intesa nasce con un obiettivo pratico: mettere in collegamento soggetti pubblici, rappresentanze delle imprese e sindacati dentro una struttura stabile, capace di seguire non soltanto i controlli ma anche prevenzione, formazione e tutela dei lavoratori.

Una regia provinciale per il settore

Il coordinamento della nuova sezione territoriale farà capo alla Prefettura di Trieste. L’idea è dare continuità alle azioni già presenti, organizzandole però in modo più organico, così da rendere più efficace la risposta ai fenomeni di lavoro sommerso in agricoltura.

Nel commentare l’accordo, l’assessore regionale al Lavoro Alessia Rosolen ha indicato come prioritari i percorsi legati a sicurezza, qualificazione professionale e accompagnamento delle persone impiegate nel settore. Il protocollo, nelle intenzioni, dovrà tradurre questi punti in interventi concreti sul territorio.

I soggetti che entrano nella rete triestina

Alla firma hanno aderito Regione, Prefettura di Trieste, Inps, Inail, Ispettorato territoriale del lavoro, Confagricoltura, Coldiretti, Confederazione italiana agricoltori, Copagri, Fai-Cisl, Flai-Cgil e Uila-Uil. La composizione del tavolo riflette l’impostazione della Rete, costruita sull’apporto congiunto di istituzioni, mondo datoriale e organizzazioni dei lavoratori.

Il quadro delineato dall’accordo punta a rafforzare un modello di impresa agricola attento non solo alla produzione, ma anche alla correttezza dei rapporti di lavoro, alla qualità organizzativa e al rispetto delle regole.

Prevenzione, servizi e monitoraggio

Tra le linee operative indicate nel protocollo ci sono la promozione della legalità, il sostegno alle aziende considerate virtuose, un’attenzione specifica ai servizi logistici e ai trasporti, oltre a un controllo costante sull’attuazione delle misure previste.

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Il punto centrale è intervenire prima che emergano situazioni critiche, agendo sui fattori che possono favorire irregolarità e vulnerabilità nel lavoro agricolo. In questo quadro si inseriscono anche gli strumenti regionali già avviati, come il Programma Integra per l’inclusione sociale e lavorativa delle persone svantaggiate, insieme alle iniziative dedicate alla sicurezza negli ambienti di lavoro.

Il percorso regionale dopo Trieste

La firma avvenuta nel capoluogo non rappresenta un episodio isolato. Nelle prossime settimane lo stesso impianto sarà esteso anche ad altre aree del Friuli Venezia Giulia, con il coinvolgimento degli assessori regionali Stefano Zannier e Pierpaolo Roberti.

A seguire l’attuazione complessiva sarà la cabina di regia della Rete del lavoro agricolo di qualità istituita presso la Direzione generale dell’Inps. Sarà questo organismo a verificare l’andamento del progetto e il coordinamento tra i diversi attori impegnati sul territorio regionale.

Per Trieste si apre così una fase operativa che prova a saldare controlli, servizi e collaborazione istituzionale in un settore dove la regolarità del lavoro resta uno snodo decisivo per la tenuta delle imprese e per la tutela delle persone occupate.

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