Trieste al centro della rete Ince: da Roma il richiamo al peso del Friuli Venezia Giulia in Europa
Nel convegno per i 30 anni del Segretariato esecutivo, rilanciato il ruolo della regione nei rapporti con Balcani occidentali, Ucraina e Moldova.
La sede triestina dell’Iniziativa Centro Europea torna al centro del confronto politico e istituzionale nel giorno del trentennale del Segretariato esecutivo. Da Roma, dove si è svolto il convegno dedicato all’anniversario, è arrivato un nuovo richiamo al valore che Trieste e il Friuli Venezia Giulia continuano ad avere nei rapporti tra l’Italia, l’Europa centrale e l’area balcanica.
A rilanciare questo profilo della regione è stato Andrea Cabibbo, capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale, presente all’incontro ospitato nella capitale. Nella sua valutazione, la ricorrenza non rappresenta soltanto una celebrazione formale, ma un passaggio utile a ribadire la funzione di un organismo internazionale che ha proprio a Trieste uno dei suoi punti di riferimento più significativi.
Una ricorrenza che riporta l’attenzione su Trieste
Il convegno, intitolato “L’Iniziativa Centro Europea - La concretezza di una suggestione”, è stato promosso dal senatore Maurizio Gasparri con il patrocinio del Senato. Al centro della giornata, il contributo dell’Ince al percorso di riavvicinamento tra diversi Paesi del continente e il tema, oggi particolarmente sensibile, dell’integrazione dei Balcani occidentali, dell’Ucraina e della Moldova.
Si tratta di questioni che, per posizione geografica e per storia, toccano da vicino anche il Friuli Venezia Giulia. Nella lettura proposta da Cabibbo, la regione mantiene una vocazione naturale a fare da collegamento tra mondi vicini ma spesso separati da tempi e priorità politiche differenti.
Il ruolo del Friuli Venezia Giulia nella cooperazione
Secondo l’esponente azzurro, il patrimonio di relazioni costruito attorno all’Ince resta un elemento da valorizzare. Trieste, ha osservato, non ospita soltanto il Segretariato esecutivo: per collocazione, tradizione e apertura internazionale rappresenta un luogo in cui istituzioni e Paesi diversi possono trovare occasioni di confronto stabile.
In questo quadro, il Friuli Venezia Giulia viene indicato come un territorio capace di collegare l’Italia con l’Europa centrale e con i Balcani, accompagnando percorsi di sviluppo condiviso e di maggiore equilibrio nell’area. Un ruolo che, nelle parole di Cabibbo, acquista ancora più peso in una fase segnata da temi come sicurezza, stabilità e allargamento dell’Unione europea.
Il confronto politico a Roma
Cabibbo ha richiamato anche il rilievo istituzionale dell’appuntamento romano, sottolineando la presenza del vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri Antonio Tajani e della capogruppo di Forza Italia al Senato Stefania Craxi. Una partecipazione che, secondo il consigliere regionale, conferma l’attenzione del Governo verso la cooperazione nell’area centro-europea e verso i processi di avvicinamento all’Europa dei Paesi coinvolti.
Nello stesso intervento, il capogruppo regionale di Forza Italia ha evidenziato come la presenza dell’Ince a Trieste debba essere considerata un’opportunità concreta per rafforzare il legame tra livello nazionale e territorio. In questa prospettiva, ha citato anche il lavoro del segretario generale Franco Dal Mas, indicando la regione come possibile protagonista nelle relazioni europee dei prossimi anni.
Il passaggio conclusivo guarda oltre l’anniversario. Per Cabibbo, investire sulla capacità del Friuli Venezia Giulia di essere punto d’incontro tra culture, istituzioni ed economie resta una scelta strategica. Ed è proprio da Trieste, sede storica di questo dialogo, che può continuare a svilupparsi un contributo regionale a un’Europa più collegata e capace di affrontare sfide comuni con strumenti condivisi.