Trasporti merci in Friuli Venezia Giulia, stop alla protesta rinviato: le imprese aspettano i decreti

A Buttrio le associazioni del settore scelgono di congelare il fermo previsto a fine maggio: intesa col Governo giudicata utile, ma la mobilitazione resta pronta

23 maggio 2026 16:03
Trasporti merci in Friuli Venezia Giulia, stop alla protesta rinviato: le imprese aspettano i decreti -
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Le aziende friulane dell’autotrasporto scelgono la linea dell’attesa, ma senza abbassare del tutto la guardia. Il fermo annunciato per i prossimi giorni è stato congelato dopo il confronto con il Governo, anche se la mobilitazione non viene considerata chiusa: molto dipenderà da come le misure promesse saranno tradotte nei provvedimenti operativi.

La decisione è maturata a Buttrio, dove il 23 maggio si è riunita l’Assemblea regionale dell’autotrasporto del Friuli Venezia Giulia promossa da Confartigianato Fvg, Fai e Cna. Le sigle che rappresentano una parte ampia delle imprese del comparto hanno preso atto dell’intesa raggiunta a livello nazionale tra Unatras e l’esecutivo, ritenendola un segnale importante ma ancora da verificare nei contenuti concreti.

Per questo il fermo previsto tra il 25 e il 29 maggio viene sospeso e non cancellato. Il punto centrale, emerso dal confronto tra gli operatori, è la necessità di leggere il decreto annunciato per i prossimi giorni e soprattutto di capire tempi e modalità dei successivi atti attuativi. Le aziende chiedono risposte rapide, in una fase in cui il peso dei rincari del carburante continua a farsi sentire sui bilanci.

Che cosa prevede l’accordo con l’esecutivo

Tra gli interventi annunciati figura un fondo straordinario da 200 milioni di euro per il credito d’imposta, somma che si aggiunge ai 100 milioni già indicati nel decreto di marzo. Sul tavolo c’è anche l’impegno a rendere più veloce il meccanismo di compensazione del rimborso trimestrale delle accise, con liquidazione entro 30 giorni dalla domanda presentata dalle imprese.

Nell’intesa rientra inoltre la possibilità di rateizzare i versamenti fiscali aziendali. Accanto alle misure economiche, il Governo ha indicato l’avvio immediato di un tavolo tecnico sulle questioni normative che da tempo pesano sul settore, oltre alla ricostituzione della Consulta generale dell’autotrasporto e della logistica, organismo considerato strategico per impostare una politica di medio periodo.

Il confronto di Buttrio e la posizione delle associazioni

L’assemblea friulana è arrivata il giorno dopo l’incontro romano tra Unatras e Governo. A illustrare ai presenti i contenuti dell’intesa sono stati il presidente di Confartigianato Fvg Graziano Tilatti, il presidente regionale di Confartigianato Trasporti Fvg Stefano Adami e il segretario di Fai Fvg Giulio Zilio.

Adami ha parlato di una valutazione positiva ma ancora prudente, spiegando che il giudizio definitivo dipenderà dalla verifica dei testi e dalla possibilità per le imprese di utilizzare davvero gli strumenti annunciati. Il tema, ha rimarcato, è quello della liquidità, sempre più ridotta nelle casse delle aziende.

Tilatti ha invece sottolineato il valore della compattezza mostrata dal comparto in questa fase, leggendo il risultato come la prova che una posizione comune può rafforzare il peso del settore. Allo stesso tempo ha richiamato la necessità di superare la logica degli interventi emergenziali e di arrivare a una politica strutturale che garantisca una remunerazione adeguata e prospettive di crescita.

Zilio ha messo l’accento sul piano istituzionale, definendo rilevante il livello del confronto avvenuto a Palazzo Chigi. Tra i passaggi da seguire con più attenzione, secondo il segretario di Fai Fvg, c’è proprio il ritorno della Consulta generale dell’autotrasporto, ritenuta uno degli snodi decisivi per la fase successiva all’emergenza.

Le richieste che restano aperte in regione

Dal confronto con gli imprenditori, descritto come partecipato, è emerso un consenso di massima sull’accordo raggiunto a livello nazionale, ma anche la volontà di non considerare chiusa la partita. Le associazioni segnalano che diverse criticità del comparto restano ancora sullo sfondo e dovranno essere riportate ai prossimi tavoli.

Nel contesto del Friuli Venezia Giulia il tema ha un peso evidente. A fine 2025 le imprese di autotrasporto censite in regione risultavano 1.025, mentre dieci anni prima erano oltre 1.400. Un calo che, è stato spiegato a margine dell’incontro, riflette sia le crisi attraversate dal settore nell’ultimo decennio sia un processo di concentrazione legato a richieste di mercato sempre più stringenti in termini di competitività e flessibilità.

Per il momento, dunque, la protesta viene messa in pausa e non archiviata. Il passaggio decisivo sarà l’arrivo dei testi normativi: solo allora le imprese friulane valuteranno se gli impegni assunti avranno davvero effetti immediati sulla tenuta di un comparto che continua a considerarsi sotto pressione.

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