Mobilità tra Friuli Venezia Giulia e Slovenia, l’Europa osserva da vicino il modello Euradria

La tappa al Centro per l’impiego di Trieste apre una visita che coinvolge anche Udine, Gorizia e Nova Gorica sul fronte del lavoro oltreconfine.

21 maggio 2026 18:59
Mobilità tra Friuli Venezia Giulia e Slovenia, l’Europa osserva da vicino il modello Euradria -
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Il sistema regionale che segue lavoratori frontalieri e imprese attive tra Friuli Venezia Giulia e Slovenia è finito sotto la lente di Bruxelles. A Trieste, al Centro per l’impiego, si è svolto un confronto dedicato al progetto Euradria con la presenza di Helmut Lechner, funzionario della Commissione europea impegnato sui partenariati cross-border della Direzione generale Occupazione, Affari sociali e Inclusione.

Con lui si è confrontata l’assessore regionale al Lavoro Alessia Rosolen, in un appuntamento inserito nelle attività di verifica che l’Unione europea dedica ai progetti sostenuti dal programma Eaai-Eures, nato per favorire la mobilità lavorativa all’interno dello spazio europeo.

Al centro dell’incontro non c’è stato solo il bilancio delle attività già avviate, ma anche il funzionamento concreto dei servizi messi a disposizione per chi ogni giorno si muove oltre confine per lavorare o per cercare nuove opportunità professionali. Nel colloquio è stato illustrato anche il modello organizzativo con cui il Friuli Venezia Giulia coordina i servizi pubblici per l’impiego sul territorio, in raccordo con la rete Eures.

Una visita che tocca più aree del Friuli Venezia Giulia

La tappa triestina è solo una parte di un programma più ampio. Il rappresentante della Commissione europea proseguirà infatti con incontri e momenti operativi anche nei Centri per l’impiego di Udine e Gorizia, oltre agli appuntamenti previsti a Nova Gorica insieme ai partner sloveni coinvolti nel progetto.

Nel percorso sono presenti anche le organizzazioni sindacali del Csi-Consiglio sindacale interregionale Fvg-Slovenia. Cgil, Cisl e Uil fanno parte del partenariato Euradria, un elemento che conferma il carattere condiviso dell’iniziativa tra istituzioni, servizi per il lavoro e rappresentanze sociali.

Per il Friuli Venezia Giulia si tratta di un passaggio di rilievo anche sul piano istituzionale: quella organizzata in regione, infatti, è l’unica visita prevista dalla Commissione europea tra i sei partenariati transfrontalieri finanziati per il biennio 2026-28.

Rosolen: confermata la solidità del sistema regionale

Nel corso del confronto, Alessia Rosolen ha descritto il Friuli Venezia Giulia come un contesto avanzato sul terreno della cooperazione europea e dell’integrazione tra soggetti diversi: servizi pubblici per l’impiego, sindacati, imprese e istituzioni. In questa cornice, Euradria viene considerato dalla Regione uno strumento operativo per accompagnare sia i lavoratori sia le aziende in un mercato sempre più aperto e interconnesso.

L’assessore ha rimarcato anche il peso del nuovo sostegno europeo ottenuto dal progetto. Il fatto che il Friuli Venezia Giulia sia ancora capofila e resti l’unico partenariato italiano finanziato nel nuovo programma 2026-28, secondo Rosolen, rappresenta una conferma del lavoro sviluppato in questi anni e della capacità di costruire collaborazioni stabili.

Che cos’è Euradria e quali servizi offre

Euradria è un progetto cofinanziato dall’Unione europea nell’ambito del programma Easi-Eures dedicato alla cooperazione sulla mobilità intra-Ue. L’area in cui opera comprende il Friuli Venezia Giulia e le regioni slovene di Goriska, Obalno-kraska e Notranjsko-kraska.

L’obiettivo è fornire un supporto pratico a chi lavora o cerca lavoro nelle zone di confine, ma anche alle imprese che hanno bisogno di orientarsi in un mercato del lavoro che supera i limiti amministrativi nazionali. Gli strumenti utilizzati comprendono sportelli fisici e servizi digitali pensati per facilitare l’incontro tra domanda e offerta.

Guardando alla prossima fase, la Regione indica tra le priorità il rafforzamento della raccolta e dell’analisi dei dati, una comunicazione più efficace e l’introduzione di soluzioni innovative, compresi strumenti basati sull’intelligenza artificiale. Il nodo resta quello già oggi centrale per molte aree del Friuli Venezia Giulia: rendere più semplice e più chiaro l’accesso al lavoro in uno spazio transfrontaliero che, nei fatti, è sempre più integrato.

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