A Tramonti di Sotto una lapide per i cinque uomini che persero la vita aiutando il Friuli ferito dal sisma

Il paese ha dedicato una cerimonia ai quattro Vigili del fuoco elicotteristi e a Pio Francesco Perin, morti il 16 aprile 1977 durante i soccorsi

05 giugno 2026 00:55
A Tramonti di Sotto una lapide per i cinque uomini che persero la vita aiutando il Friuli ferito dal sisma -
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La memoria del terremoto del Friuli passa anche dai nomi di chi, nei mesi successivi alla tragedia, continuò a lavorare per sostenere le comunità più colpite. A Tramonti di Sotto è stata inaugurata una lapide dedicata a cinque soccorritori morti il 16 aprile 1977 mentre erano impegnati nelle attività di assistenza alla popolazione.

Il ricordo riguarda i Vigili del fuoco elicotteristi Antonio Alfano, Sabatino Bocchetto, Amato Celli e Antonino Pedone, insieme al civile Pio Francesco Perin. La targa scoperta in paese restituisce un volto preciso a una vicenda che appartiene alla storia del Friuli del dopo sisma.

Una cerimonia che lega il presente alla storia del territorio

L'iniziativa si inserisce nel percorso di commemorazioni che, a distanza di decenni, continuano a tenere viva la memoria di quanto accadde dopo il 1976. Anche a un anno dal terremoto, infatti, l'opera di sostegno nelle aree devastate non si era fermata e richiedeva ancora presenza, organizzazione e dedizione.

Per una comunità come quella di Tramonti di Sotto, il momento ha avuto un significato che va oltre il gesto simbolico. La lapide diventa un segno stabile, affidato al paese, per ricordare persone morte mentre stavano prestando servizio a favore del Friuli.

Tramonti di Sotto ricorda i cinque soccorritori morti dopo il terremoto del 1976
Tramonti di Sotto ricorda i cinque soccorritori morti dopo il terremoto del 1976

Le autorità presenti e il valore del ricordo

Alla commemorazione hanno partecipato il sindaco Gianpaolo Bidoli, il comandante dei Vigili del fuoco di Pordenone Giorgio Basile, il direttore regionale dei Vigili del fuoco Luigi Giudice, il presidente onorario dell'Associazione nazionale Vigili del fuoco Gioacchino Giomi e i familiari delle vittime. Presente anche l'assessore regionale alla Protezione civile Riccardo Riccardi.

Nel suo intervento, Riccardi ha ribadito che il Friuli conserva gratitudine verso chi ha perso la vita nel portare aiuto dopo il terremoto. Ha richiamato il senso di servizio e di solidarietà espresso da quei cinque uomini, indicandolo come un esempio che continua a parlare alle comunità e al sistema dei soccorsi.

Tramonti di Sotto ricorda i cinque soccorritori morti dopo il terremoto del 1976
Tramonti di Sotto ricorda i cinque soccorritori morti dopo il terremoto del 1976

Il legame tra i Vigili del fuoco e il modello Friuli

L'assessore ha anche sottolineato il ruolo centrale dei Vigili del fuoco nelle emergenze, ricordando il rapporto costruito nel tempo tra il Corpo nazionale e la Protezione civile regionale. Un legame che, nelle parole pronunciate durante la cerimonia, trova una delle sue radici proprio nell'esperienza maturata in Friuli dopo il sisma.

Quel patrimonio operativo e umano, è stato evidenziato, resta attuale anche oggi di fronte a scenari complessi e a eventi critici sempre più frequenti. In questo quadro rientra anche il lavoro quotidiano del comando provinciale di Pordenone, rappresentato a Tramonti di Sotto dal comandante Giorgio Basile.

Tramonti di Sotto ricorda i cinque soccorritori morti dopo il terremoto del 1976
Tramonti di Sotto ricorda i cinque soccorritori morti dopo il terremoto del 1976

Con la scoperta della lapide, Tramonti di Sotto affida alla memoria pubblica i nomi di Antonio Alfano, Sabatino Bocchetto, Amato Celli, Antonino Pedone e Pio Francesco Perin. Un tributo sobrio ma forte, che ricorda come la ricostruzione del Friuli sia passata anche attraverso il sacrificio di chi era arrivato per aiutare.

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