Tolmezzo, in piazza il racconto di una deportazione: Raffaella Cargnelutti presenta il libro dedicato al padre Giulio

Domenica 14 giugno a Tolmezzo l’incontro con l’autrice carnica: al centro la vicenda di Giulio Cargnelutti, arrestato nel 1944 e portato a Buchenwald.

12 giugno 2026 23:54
Tolmezzo, in piazza il racconto di una deportazione: Raffaella Cargnelutti presenta il libro dedicato al padre Giulio -
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Una storia familiare che appartiene anche alla memoria della Carnia torna nel luogo da cui tutto prese avvio. Domenica 14 giugno, alle 10.30, Piazza XX Settembre a Tolmezzo ospiterà l’incontro con Raffaella Cargnelutti, chiamata a presentare il volume “Alla gentilezza di chi la raccoglie. Dall'inferno di Buchenwald una storia vera”.

L’appuntamento rientra nel programma di Tolmezzo Vie dei Libri e assume per la città un significato particolare: non è soltanto una presentazione letteraria, ma il ritorno pubblico di una vicenda che ha segnato una famiglia del territorio e, più in generale, la storia friulana del Novecento.

Una vicenda che parte da Tolmezzo

Il libro ricostruisce infatti il destino di Giulio Cargnelutti, fermato dalle SS a Tolmezzo il 20 luglio 1944 e poi deportato nel campo di concentramento di Buchenwald. Aveva 32 anni e lasciò a casa la moglie Eugenia, allora giovane sposa.

Da quel distacco forzato nasce il nucleo più toccante del racconto. Durante il trasferimento verso la Germania, Giulio riuscì a scrivere una lettera indirizzata alla moglie e la gettò dal treno in corsa, affidandola a una frase rimasta nel tempo come simbolo di speranza: “Alla gentilezza di chi la raccoglie”.

Le lettere e la solidarietà della Carnia

Quel messaggio non restò isolato. A raccogliere e far arrivare molte di quelle comunicazioni furono donne della Carnia, protagoniste di una rete discreta ma decisiva, capace di far giungere notizie alle famiglie dei deportati.

È anche da questo patrimonio di lettere custodite negli anni che prende forma il volume di Raffaella Cargnelutti. L’autrice intreccia il piano intimo della memoria domestica con quello più ampio della deportazione, restituendo al lettore una testimonianza concreta, radicata nei luoghi e nelle persone.

Il taccuino dal lager e il ritorno alla vita

Tra i materiali più preziosi legati alla vicenda di Giulio Cargnelutti c’è anche un taccuino di disegni realizzato durante la prigionia. Sono pagine nate con mezzi di fortuna, che documentano dall’interno la realtà del lager e la resistenza umana in condizioni estreme.

Dopo nove mesi, Giulio riuscì a tornare da Buchenwald. La sua vita proseguì poi nel segno dell’arte e della scultura, senza cancellare il peso dell’esperienza vissuta. Grazie al lavoro della figlia, quel percorso personale è diventato una testimonianza condivisa, capace di parlare anche alle nuove generazioni.

Per Tolmezzo, accogliere questa presentazione significa rileggere un frammento della propria storia attraverso una voce che arriva dal territorio. Dopo le recenti tappe in importanti contesti culturali, il libro approda così nel cuore della Carnia, dove quella memoria continua a trovare ascolto e senso.

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