Territorio Fvg, il Pd frena sul nuovo Piano: in Commissione il confronto parte dai Comuni

Diego Moretti conferma il voto contrario dei dem e solleva dubbi su competenze, pianificazione locale e applicazione degli obiettivi regionali.

23 settembre 2026 19:17
Territorio Fvg, il Pd frena sul nuovo Piano: in Commissione il confronto parte dai Comuni -
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Il confronto sul nuovo Piano di governo del territorio del Friuli Venezia Giulia si concentra soprattutto su un punto politico e amministrativo: quanto spazio resterà ai Comuni nelle scelte che riguardano urbanistica, sviluppo e trasformazioni locali. È da qui che il Partito democratico ha motivato il proprio no durante l'esame del provvedimento in IV Commissione a Trieste.

A intervenire, al termine dei lavori di oggi 23 settembre 2026, è stato il capogruppo dem in Consiglio regionale Diego Moretti, che ha ribadito una linea già espressa dal partito anche in precedenza. Secondo il Pd, il testo non chiarisce a sufficienza il rapporto tra indirizzo regionale e autonomia della pianificazione comunale.

Il punto politico: rapporto tra Regione ed enti locali

La questione, per i dem, non riguarda solo l'impianto generale del Piano ma il metodo con cui si arriva a definire regole e priorità. Moretti contesta infatti un percorso che, a suo giudizio, non avrebbe dato un ruolo adeguato alle amministrazioni locali nella fase di costruzione del provvedimento.

Nel merito, il capogruppo del Pd ha posto l'accento sul livello intermedio delle decisioni e sulla necessità di evitare che il nuovo strumento finisca per incidere direttamente sui piani regolatori comunali senza una delimitazione chiara di competenze e responsabilità.

Le richieste di chiarimento portate in Commissione

Tra i temi messi sul tavolo ci sono le norme tecniche chiamate a rendere operativi gli obiettivi del Piano. Il nodo, in sostanza, è capire come gli indirizzi strategici della Regione verranno tradotti in atti concreti senza generare sovrapposizioni tra i diversi livelli della pianificazione.

Moretti ha chiesto anche come il documento recepisca la multifunzionalità dei Piani comunali, altro passaggio ritenuto centrale per definire il margine effettivo di azione dei municipi. Per il Pd, questo aspetto non può restare secondario in un provvedimento destinato a incidere in modo ampio sull'assetto del territorio regionale.

Rigenerazione urbana, turismo e aree produttive tra i temi aperti

Le osservazioni avanzate dal gruppo dem hanno toccato anche diversi ambiti applicativi del Piano. Nel confronto rientrano la rigenerazione urbana, la pianificazione dei territori a vocazione turistica, le attività agricole, gli interventi nelle zone forestali e le aree portuali.

Si tratta di materie che per il Friuli Venezia Giulia hanno un peso diretto, perché legano sviluppo economico, organizzazione del territorio e scelte amministrative locali. Proprio per questo, secondo il Pd, servono indicazioni più nette su chi decide cosa e con quali margini di autonomia per i Comuni.

Il dibattito resta dunque aperto in Commissione su un provvedimento che avrà effetti concreti su città, aree produttive e territori della regione. La posizione dei dem, per ora, resta di contrarietà, con la richiesta di una cornice più definita per il ruolo degli enti locali nelle future scelte urbanistiche.

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