Tagliamento, si muove il dossier sul basso corso: passo avanti per ponte di Latisana e opere alla foce

Dalla progettazione del collegamento con San Michele agli interventi idraulici nel tratto finale del fiume: aggiornato l’iter regionale.

15 ottobre 2026 17:04
Tagliamento, si muove il dossier sul basso corso: passo avanti per ponte di Latisana e opere alla foce -
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Il nodo del Tagliamento che interessa il Friuli più vicino al basso corso entra in una fase operativa su più fronti. Tra Latisana, l’area della foce e il tratto terminale del fiume, la Regione ha aggiornato lo stato dell’iter che riguarda sia le opere attese sul territorio sia il quadro tecnico-scientifico destinato a orientare le scelte future.

Il punto è emerso attraverso la risposta dell’assessore regionale alla Difesa dell’ambiente, Fabio Scoccimarro, a un’interrogazione presentata dal consigliere regionale Markus Maurmair. Al centro ci sono il percorso avviato dopo la mozione approvata dal Consiglio regionale e gli interventi pensati per la sicurezza idraulica del bacino.

Latisana al centro delle opere già avviate

Per l’area che guarda più da vicino al territorio friulano, il dato principale riguarda il ponte stradale tra Latisana e San Michele al Tagliamento. Le procedure di gara per la progettazione del rialzo risultano concluse, per un intervento indicato in oltre 40 milioni di euro.

Chiuse anche le gare relative ai lavori di rialzo e diaframmatura nel tratto terminale in sinistra idrografica. In parallelo, si avvia verso la conclusione anche la procedura per le opere di riduzione del rischio idraulico nel basso corso, dal valore complessivo di circa 9 milioni di euro.

Si tratta di passaggi che, per un’area esposta da anni al tema della tenuta del fiume, rappresentano un avanzamento concreto dentro un percorso rimasto a lungo al centro del confronto istituzionale.

Lo studio sul clima prima delle scelte definitive

Accanto alle opere, resta decisivo il lavoro tecnico che dovrà sostenere le decisioni successive. Maurmair richiama la relazione scientifica del professor Andrea Rinaldo, consegnata a gennaio al presidente della Regione Massimiliano Fedriga, nel ruolo di Commissario straordinario per il contrasto al dissesto idrogeologico.

Da quel contributo, secondo quanto riferito, è emersa l’esigenza di aggiornare le valutazioni idrologiche tenendo conto degli effetti dei cambiamenti climatici. Per questo è stato affidato all’Università degli Studi di Padova, attraverso il Centro Studi sull’Impatto dei Cambiamenti Climatici, uno studio dedicato alle precipitazioni estreme attese nel bacino del Tagliamento.

Questo approfondimento è in fase di consegna e dovrà costituire la base tecnica per il Documento di fattibilità delle alternative progettuali, il Docfap. Sarà questo lo strumento chiamato a confrontare scenari e soluzioni per la gestione del rischio lungo l’intero sistema fluviale.

Il ruolo dei Comuni rivieraschi nel percorso regionale

Nel tracciato indicato dalla mozione consiliare, il lavoro non viene presentato come una decisione costruita solo a livello centrale. Gli uffici regionali seguiranno infatti la redazione del Docfap con il coinvolgimento dei tecnici indicati dai Comuni che si affacciano sul fiume, sotto il coordinamento della struttura diretta da Massimo Canali.

È un passaggio che ha un peso anche per il Friuli, perché il confronto con i territori rivieraschi resta uno degli elementi chiave per accompagnare opere rilevanti e scelte che avranno effetti su più aree del bacino.

Nella valutazione finale diffusa da Maurmair, l’aggiornamento viene letto come un segnale positivo: da una parte il quadro scientifico che si sta completando, dall’altra l’avanzamento delle procedure per gli interventi nel basso corso. Due binari che ora dovranno tradursi in decisioni e cantieri attesi da tempo.

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