Baja in Medio Friuli, Moretuzzo porta in Aula il tema dei ripristini dopo la gara
Il consigliere regionale chiede chiarimenti su controlli, interventi successivi alla corsa e utilizzo dei contributi pubblici destinati alla manifestazione.
Nel Medio Friuli torna al centro del dibattito politico l’impatto dell’Italian Baja sui territori attraversati dalla competizione. A sollevare il caso in Consiglio regionale è stato Massimo Moretuzzo, capogruppo del Patto per l'Autonomia-Civica FVG, dopo la risposta ottenuta a un’interrogazione dedicata alle verifiche sugli effetti della manifestazione e ai lavori di ripristino eseguiti al termine della gara.
Il punto, per il consigliere, riguarda il rapporto tra sostegno pubblico all’evento e conseguenze denunciate da chi vive nelle aree interessate dal passaggio dei mezzi. Secondo Moretuzzo, non basta richiamare il ruolo degli organizzatori se poi restano aperte contestazioni su strade rurali, terreni agricoli e tratti di viabilità locale.
Contributi regionali e richieste di chiarimento
Nell’intervento politico viene richiamato anche il tema delle risorse assegnate dalla Regione alla manifestazione motoristica. Per l’edizione 2026, ricorda Moretuzzo, il contributo concesso è stato di 30 mila euro, mentre durante l’attuale legislatura i fondi destinati all’Italian Baja e alla Baja di Primavera hanno sfiorato i 279 mila euro.
Da qui la richiesta di maggiore trasparenza: se l’evento riceve finanziamenti pubblici, sostiene il consigliere, deve essere possibile conoscere con precisione quali controlli siano stati svolti sugli effetti lasciati sul territorio e con quali esiti.
Le segnalazioni arrivate dalle aree attraversate
Al centro delle osservazioni riportate in Aula ci sono le lamentele che negli anni sarebbero arrivate da cittadini, agricoltori e associazioni. Le criticità indicate riguardano la viabilità campestre, le strade bianche, i campi coltivati e alcune porzioni di greto, oltre ai disagi legati a polvere e rumore.
Moretuzzo richiama in particolare l’ultima edizione della gara svoltasi nelle zone di riordino fondiario del Medio Friuli, con passaggi che hanno interessato anche aree sassose e ghiaiose lungo i torrenti Meduna e Cosa e il Tagliamento, contesti considerati delicati sotto il profilo ambientale.
Il nodo dei lavori dopo la competizione
Un altro aspetto contestato riguarda ciò che accade una volta conclusa la corsa. Secondo il capogruppo del Patto per l'Autonomia-Civica FVG, i ripristini non sempre sarebbero sufficienti a riportare strade e superfici interessate alle condizioni precedenti.
Nella sua presa di posizione, Moretuzzo sostiene che il peso degli interventi finisca in diversi casi per ricadere sui Comuni, sulla viabilità rurale e sulle aziende agricole, chiamate a fare i conti con costi e sistemazioni successive al passaggio della manifestazione.
La posizione espressa in Consiglio regionale
Commentando la risposta ricevuta oggi in Aula, Moretuzzo ha ribadito che la Regione, a suo giudizio, non può limitarsi a prendere le distanze quando emergono contestazioni sui danni. Il tema, ha osservato, riguarda direttamente la coerenza tra il sostegno economico all’evento e la tutela del territorio.
Per il consigliere servono quindi verifiche chiare, dati sui controlli effettuati e un quadro definito su chi debba farsi carico degli interventi necessari dopo la gara. La questione resta particolarmente sensibile per il Medio Friuli, dove il confronto tra promozione degli eventi sportivi, attività agricole e salvaguardia ambientale continua a dividere il dibattito locale.