Tagliamento, nuovi incarichi per mettere in sicurezza il tratto di Latisana e la foce

Affidate tre procedure tecniche su basso corso, ponte tra Latisana e San Michele e area terminale del fiume. La Regione parla di passaggio decisivo.

04 novembre 2026 16:45
Tagliamento, nuovi incarichi per mettere in sicurezza il tratto di Latisana e la foce -
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Il nodo più delicato per la Bassa friulana torna al centro della pianificazione regionale: il Tagliamento, nel tratto che interessa Latisana, San Michele al Tagliamento e la foce, entra in una nuova fase con tre affidamenti tecnici destinati a preparare gli interventi contro il rischio idraulico.

La data scelta per fare il punto non è casuale. A sessant'anni dall'alluvione del 4 novembre 1966, che colpì duramente Latisana, la Regione ha collegato il ricordo di quella tragedia all'avanzamento delle procedure per opere ritenute strategiche lungo il fiume.

L'annuncio è arrivato dall'assessore regionale alla Difesa dell'ambiente Fabio Scoccimarro, che ha parlato di un cambio di passo dopo decenni di rinvii, pur ricordando che la protezione totale dagli eventi estremi non esiste e che l'obiettivo realistico resta la riduzione del pericolo per persone, attività economiche e territorio.

Tre passaggi chiave per il basso corso

I decreti firmati tra ottobre e i primi giorni di novembre dalla struttura del Commissario di Governo contro il dissesto idrogeologico del Friuli Venezia Giulia riguardano tre procedure considerate centrali per il tratto finale del Tagliamento.

La prima interessa le opere di mitigazione del rischio idraulico nel basso corso del fiume. L'incarico comprende la redazione del Documento di fattibilità delle alternative progettuali, il supporto al Rup per il Dip e, in forma opzionale, anche il progetto di fattibilità tecnico-economica del primo lotto. L'aggiudicazione, datata 2 novembre 2026, è andata al raggruppamento guidato da Technital Spa di Verona, con la partecipazione di Ingegneria 2P & Associati Srl, Studio Causero & Spadetto Associati, Idrostudi Srl, Majone & Partners Srl e dell'ingegner Matteo Nicolini. I tempi previsti sono di 420 giorni, ai quali si aggiungono 150 giorni per l'eventuale fase successiva.

Il secondo incarico riguarda un'opera molto attesa nell'area tra Friuli e Veneto: il rialzo del ponte stradale sul Tagliamento fra Latisana e San Michele al Tagliamento. In questo caso sono richiesti Pfte, relazione geologica, coordinamento della sicurezza in progettazione e indagini geognostiche. Il decreto di aggiudicazione è del 12 ottobre 2026 e individua come capofila F&M Ingegneria Spa di Mirano, con F&M Infrastrutture Srl e Ip Ingegneria Srl. La durata prevista delle prestazioni è di 270 giorni.

Il terzo affidamento punta invece al tratto terminale in sinistra idrografica, con attività che comprendono rialzo e diaframmatura, Docfap, Pfte per appalto integrato, rilievi, modellazione idrologica e idraulica e indagini geognostiche. L'aggiudicazione, del 28 ottobre 2026, è stata assegnata al raggruppamento guidato dallo Studio Causero & Spadetto Associati di Udine insieme a Idrostudi Srl, Artes studio tecnico associato, Matteo Nicolini, Massimo Cainero e Umberto Stefanel. Il termine indicato è di 340 giorni.

Il ponte e gli argini nel quadro degli interventi

Nel disegno complessivo rientrano anche lavori già completati sugli argini, con opere di diaframmatura finanziate per oltre 11 milioni di euro. A questi si somma il progetto per il rialzo del ponte stradale tra Latisana e San Michele, per il quale il finanziamento supera i 40 milioni di euro.

La Regione inserisce queste procedure in un percorso più ampio che coinvolge anche il medio corso del Tagliamento, da Dignano a Madrisio, dove sono in esame le opere di laminazione in alveo. Per il basso corso, però, il focus resta sull'impatto diretto per i centri abitati e per un'area che storicamente convive con il tema delle piene.

Lo studio sul clima e le piogge estreme

Accanto agli affidamenti tecnici, l'assessore ha richiamato il contributo scientifico del professore emerito Andrea Rinaldo, indicato come figura di riferimento internazionale per le valutazioni necessarie a evitare sottostime dei fenomeni naturali.

In questi giorni è prevista anche la consegna della prima fase dell'accordo affidato all'Università di Padova, Dipartimento ICEA, dedicato alla valutazione dei cambiamenti attesi nelle precipitazioni estreme nel bacino del Tagliamento con chiusura a Dignano. Gli elaborati comprendono analisi delle piogge storiche, stime delle intensità estreme su diverse durate e tempi di ritorno, mappe ad alta risoluzione e confronti tra quadro storico e scenari futuri, fino agli orizzonti del 2050 e del 2099.

Per la Regione, il punto è adeguare la progettazione a uno scenario climatico mutato, nel quale gli eventi intensi possono assumere caratteristiche diverse rispetto al passato. Da qui la scelta di affiancare alla parte amministrativa un approfondimento tecnico-scientifico più ampio.

Scoccimarro ha infine sostenuto che il confronto sul Tagliamento debba uscire dalle contrapposizioni locali e politiche, perché il problema riguarda un intero territorio. Per l'area di Latisana e della foce, gli affidamenti segnano soprattutto l'avvio di una fase operativa attesa da anni, da cui dipenderanno le prossime scelte concrete sulla sicurezza del fiume.

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