Staranzano saluta il Festival dell’Acqua: domenica tra scienza, racconti e il teatro di Covatta
Ultimo giorno per la rassegna diffusa tra Staranzano, Sagrado e Gradisca d’Isonzo: da Marco Paolini a Barbara Schiavulli, fino allo spettacolo serale “Polimero”.
Il Festival dell’Acqua arriva al traguardo con una domenica costruita su più piani: il territorio, la ricerca, il clima, l’arte e una chiusura teatrale affidata a Giobbe Covatta. La quarta edizione della manifestazione, ospitata a Staranzano dal 18 al 24 maggio 2026 con il titolo “Under / Percorsi invisibili”, conclude il suo percorso coinvolgendo anche Sagrado e Gradisca d’Isonzo.
Per il pubblico del Friuli orientale, l’ultima giornata della rassegna si presenta come un itinerario che unisce luoghi diversi ma legati dallo stesso filo conduttore: l’acqua come risorsa, paesaggio, materia di studio e tema culturale. Nel programma compaiono nomi noti come Marco Paolini, Barbara Schiavulli e lo stesso Covatta, accanto a studiosi, artisti e realtà del territorio.
La chiusura serale passa da Gradisca
L’atto finale è previsto alle 21 al Nuovo Teatro Comunale di Gradisca d’Isonzo, dove andrà in scena “Polimero, un burattino di plastica”. Lo spettacolo vede Giobbe Covatta alla voce narrante e ai testi, con l’Orchestra Regionale Filarmonia Veneta, Niccolò Corsaro alla viola solista e Stefano Nanni, autore delle musiche originali e direttore.
Il lavoro ripensa in chiave ambientale la figura di Pinocchio: al centro c’è un giocattolo di plastica nato in fabbrica, immerso in un mondo segnato dall’inquinamento, che non desidera diventare umano ma biodegradabile. Per Covatta si tratta di un ritorno al Festival, dopo la partecipazione alla prima edizione.
Il mattino tra la Rosta e il litorale di Staranzano
La giornata comincerà alle 10 alla Rosta di Sagrado con una visita guidata all’impianto e al vicino Punto Multimediale, iniziativa organizzata con il supporto del Consorzio di Bonifica della Venezia Giulia. A chiudere questo primo appuntamento ci sarà l’Associazione Corale Audite Nova con il coro delle voci bianche.
Un’ora più tardi il programma si sposterà al Lido di Staranzano, dove “Incontri sulle rive – L’acqua e le storie” porterà al centro il rapporto tra comunità e bacini idrici. Marco Paolini dialogherà con Sara Segantin, attivista ambientale esperta di giustizia climatica, e con il geografo Francesco Visentin.
Nel corso dell’incontro troverà spazio anche il Contratto di Fiume dell’Isonzo, presentato con il contributo del consulente ambientale Marco Abordi e introdotto da Roberta Russi, assessora all’Ambiente del Comune di Staranzano. Il percorso viene indicato come un processo partecipato promosso dal Comune e sostenuto da 27 soggetti pubblici e privati del territorio.
Il pomeriggio: fondali, falde e residenze artistiche
Nel pomeriggio l’attenzione si sposterà in Sala Delbianco. Alle 15.30 OGS e Università di Trieste presenteranno con il professor Angelo Camerlenghi il progetto europeo “RESCUE”, dedicato all’esplorazione delle falde acquifere profonde a bassa salinità. Lo studio riguarda le riserve di acqua dolce presenti nei fondali dell’Alto Adriatico.
Il lavoro scientifico punta alla mappatura di falde terrestri e marine, con una prospettiva che guarda alla sicurezza idrica e alle possibili ricadute per gli usi potabili, agricoli e industriali. Un tema che, per un’area di confine tra costa, pianura e sistemi fluviali, tocca questioni concrete oltre all’interesse accademico.
Alle 17 sarà invece il momento di “Reviviscence. Le foreste marine bruciano: l’importanza della riforestazione”, con Elena Toti e Tommaso De Lorenzi di Shoreline Soc. Coop. insieme all’artista Miha Godec. L’appuntamento rappresenta la prima restituzione pubblica della sua residenza artistica presso Shoreline, co-prodotta dal Festival dell’Acqua e da Artevida (SLO).
Godec illustrerà i primi mesi di lavoro, nati dall’incrocio tra ricerca artistica e scientifica, con sperimentazioni biomimetiche e dispositivi tridimensionali per la crescita algale. Il confronto si inserisce nel filone del Festival che prova a mettere in relazione immaginazione ecologica e pratiche concrete.
Clima e geopolitica nello sguardo di Barbara Schiavulli
Alle 18.30, sempre in Sala Delbianco, il programma proporrà “Il viaggio di Radio Bullets in Groenlandia” con Barbara Schiavulli, giornalista di guerra e direttrice di Radio Bullets. L’incontro prenderà in esame una regione che negli ultimi anni è diventata centrale sia per gli effetti del cambiamento climatico sia per i nuovi interessi strategici internazionali.
Il racconto partirà dal ritiro dei ghiacci e dall’emersione di aree prima coperte, fenomeni che aprono la strada a pressioni economiche, militari e geopolitiche. Schiavulli, che da tre decenni segue guerre, crisi e confini, porterà così a Staranzano una lettura che lega il mutamento ambientale ai nuovi equilibri globali.
Mostre aperte fino alla fine della rassegna
Accanto agli incontri, resteranno visitabili fino a domenica sera anche le esposizioni allestite negli spazi comunali. In Municipio prosegue “Scapes_Under. Echoes from more than human worlds”, installazione che rielabora in forma artistica ricerche dedicate al sottosuolo.
Nello stesso percorso rientra anche “Haunted Waters – Acque contaminate. The Chemical Cocktail Bar”, progetto costruito come una raccolta di ampolle elaborate da diversi artisti e dedicate a campioni d’acqua contaminata provenienti da varie parti del mondo, insieme alle storie che le accompagnano.
In Sala Delbianco è infine esposta la “Collezione di acque. Piccolo atlante dei corsi d’acqua fra Trieste, Monfalcone e Gorizia” di Elena Clagnan, ulteriore tassello di una giornata conclusiva che tiene insieme il respiro internazionale del Festival e il legame con i paesaggi d’acqua del territorio friulano.