Sicurezza sul lavoro, da Pordenone un confronto su formazione e responsabilità nelle imprese
Al campus universitario il convegno di Federmanager Fvg. Rosolen rilancia Carta di Lorenzo, scuola e prevenzione come diritto per chi lavora.
La sicurezza non può restare confinata a un elenco di adempimenti. È il messaggio emerso a Pordenone nel convegno promosso da Federmanager Friuli Venezia Giulia, che ha riportato al centro un tema cruciale per il territorio: trasformare la prevenzione in una pratica quotidiana, dentro le aziende ma anche nei percorsi formativi che precedono l’ingresso nel lavoro.
Nell’incontro ospitato al campus del polo universitario pordenonese, istituzioni, imprese e soggetti che operano nella tutela dei lavoratori si sono confrontati su un punto condiviso: rispettare le norme è indispensabile, ma non basta se non cresce una consapevolezza diffusa del rischio e del valore della protezione delle persone.
Il confronto partito da Pordenone
L’appuntamento, intitolato “Oltre le Regole: costruire una vera cultura della sicurezza in azienda e nella propria vita privata”, rientra in una campagna nazionale di sensibilizzazione di Federmanager rivolta in modo particolare al mondo delle piccole e medie imprese. Al tavolo del confronto hanno partecipato anche rappresentanti di Inail e Inps, insieme agli attori del sistema produttivo e istituzionale.
Il filo conduttore dell’iniziativa è stato chiaro: la tutela del lavoro va letta come un valore umano e sociale, non soltanto come materia tecnica. Un approccio che, nel tessuto economico friulano, assume un peso particolare proprio per la presenza diffusa di aziende di dimensioni contenute e per i cambiamenti che stanno investendo l’organizzazione del lavoro.
Rosolen: prevenzione da costruire insieme
Nel suo intervento, l’assessore regionale al Lavoro, istruzione e formazione Alessia Rosolen ha richiamato il percorso avviato dalla Regione Friuli Venezia Giulia già dal 2018, impostato su un’idea di fondo precisa: la cultura della sicurezza si consolida solo se coinvolge in modo stabile istituzioni, imprese, scuola, associazioni e mondo della formazione.
Rosolen ha indicato nella responsabilità condivisa il passaggio decisivo per evitare che il tema venga scaricato ogni volta su un singolo soggetto. La sicurezza, ha sottolineato, non è soltanto un obbligo da rispettare ma un diritto concreto di chi entra nel mondo del lavoro e deve poterlo fare in condizioni adeguate.
Il valore della Carta di Lorenzo
Tra i riferimenti centrali emersi a Pordenone c’è la Carta di Lorenzo, nata dopo la morte di Lorenzo Parelli nel 2022 durante uno stage in azienda e dal successivo impegno della famiglia sul terreno della sensibilizzazione. Per la Regione, quel passaggio ha rappresentato la scelta di trasformare un fatto drammatico in un percorso condiviso di prevenzione.
L’assessore ha ricordato anche il recente riconoscimento ottenuto alla Camera dei Deputati nell’ambito degli Stati generali della salute e sicurezza sul lavoro, considerato una conferma del lavoro sviluppato in Friuli Venezia Giulia e della rete di buone pratiche costruita in questi anni.
Scuola e certificazioni: la prossima tappa
Uno degli aspetti più rilevanti riguarda il rapporto tra istruzione e prevenzione. Rosolen ha ribadito che il Friuli Venezia Giulia è stata la prima Regione a inserire in modo organico la formazione sulla sicurezza nella normativa legata all’istruzione, coinvolgendo scuole, percorsi formativi e collaborazioni con le imprese.
Dal prossimo anno, inoltre, per gli studenti degli istituti tecnici e professionali arriverà un passaggio ulteriore: sarà possibile ottenere una certificazione specifica per attività con maggiore esposizione al rischio di infortunio, aggiuntiva rispetto alla formazione già prevista nei programmi scolastici.
Nel corso del convegno è stato richiamato anche il programma regionale triennale dedicato alla formazione sulla sicurezza, che coinvolge lavoratori, studenti, formatori e soggetti della rete territoriale. L’obiettivo è dare continuità alle iniziative e rafforzare nel tempo un metodo stabile, capace di adattarsi all’evoluzione del lavoro.
In chiusura, Rosolen ha posto l’attenzione sui dati degli infortuni, evidenziando la crescita dei casi in itinere e le criticità che interessano soprattutto le realtà produttive più piccole. Segnali che, secondo la Regione, impongono di aggiornare gli strumenti di prevenzione e di leggere i cambiamenti del lavoro con maggiore attenzione, anche nelle aree dove il rischio non riguarda più soltanto i comparti industriali tradizionali.