Lavoro, in Friuli Venezia Giulia cresce la presenza femminile: il tasso sale al 65,7%

A Pordenone il punto sulle politiche regionali per parità e occupazione: aumentano lavoro stabile e partecipazione femminile al mercato.

04 novembre 2026 17:03
Lavoro, in Friuli Venezia Giulia cresce la presenza femminile: il tasso sale al 65,7% -
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Il dato più rilevante emerso a Pordenone riguarda la crescita del lavoro femminile in Friuli Venezia Giulia: nel secondo trimestre del 2026 il tasso di occupazione delle donne ha raggiunto il 65,7%, confermando un andamento in aumento rispetto agli ultimi anni.

Il tema è stato al centro del convegno dedicato a parità, lavoro e competitività ospitato nella Sala Degan della Biblioteca civica, appuntamento inserito nella European Gender Equality Week. A intervenire è stata l'assessore regionale Alessia Rosolen, che ha richiamato l'insieme delle misure attivate dalla Regione sul fronte del lavoro, della formazione e del sostegno alle famiglie.

Il dato regionale discusso a Pordenone

Secondo i numeri illustrati durante l'incontro, il Friuli Venezia Giulia è passato dal 59,5% del 2018 al 65,7% registrato nel secondo trimestre di quest'anno. Un livello che, è stato sottolineato, si colloca sopra sia alla media italiana sia a quella dell'area del Nordest.

Nel quadro regionale, la componente femminile ha inciso in modo importante sull'aumento complessivo degli occupati. È stato inoltre ricordato che il divario di genere ha toccato il livello più contenuto alla fine del 2025, mentre il tasso di attività delle donne si avvicina ormai al 70%.

Qualità del lavoro e conciliazione

Nel corso del confronto non si è parlato soltanto di numero di occupate. Una parte centrale del ragionamento ha riguardato infatti la qualità dell'impiego e la possibilità di conciliare tempi di lavoro e vita familiare, aspetti considerati decisivi per rendere più solida la partecipazione femminile al mercato del lavoro.

Tra gli indicatori citati da Rosolen c'è anche la riduzione del part-time involontario: dal 2018 le donne coinvolte sono scese da quasi 42mila a poco più di 29mila, con un calo superiore al 30%. Nello stesso periodo è cresciuto dell'11% il lavoro femminile a tempo pieno.

L'assessore ha spiegato che la Regione ha indirizzato gli incentivi alle imprese soprattutto verso le assunzioni di giovani e donne, affiancando a questi strumenti gli interventi su servizi educativi, doposcuola e sostegni pensati per accompagnare il primo anno di vita dei figli.

Il confronto con imprese e istituzioni

L'appuntamento pordenonese ha messo attorno allo stesso tavolo istituzioni e sistema produttivo per discutere di organizzazione del lavoro, certificazione della parità di genere e welfare aziendale. L'iniziativa è stata promossa dalla Consigliera regionale di Parità insieme alla Commissione regionale per le pari opportunità del Friuli Venezia Giulia.

Nel suo intervento Rosolen ha richiamato la necessità di superare politiche frammentate, puntando invece su una strategia più ampia capace di tenere insieme sviluppo economico, bisogni delle famiglie e trasformazioni sociali. In questa prospettiva, la conciliazione non viene più letta come una questione che riguarda soltanto le donne, ma come un tema che attraversa l'intero mondo del lavoro.

Durante l'incontro è stato ricordato anche il ruolo della legge regionale 14 del 2025 sull'innovazione sociale, indicata come il contenitore che unisce misure rivolte a persone, famiglie e imprese. Nello stesso percorso si colloca la certificazione della parità di genere, vista non come semplice adempimento formale ma come scelta concreta di responsabilità organizzativa e sociale.

Nel dibattito è stata infine evidenziata la funzione della Consigliera regionale di Parità Eleonora Lutterotti, riferimento nel collegare gli obiettivi europei, gli strumenti regionali e le decisioni adottate dalle aziende sui temi dell'uguaglianza e della tutela nei luoghi di lavoro.

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