Siccità e campi, nel Pordenonese il confronto si sposta su invasi e irrigazione di precisione
A La Magnolia una giornata tecnica del programma SISSAR 2026 con ERSA e Consorzi di bonifica: focus su riserve idriche, mais, soia e tecnologie in campo.
Nella pianura pordenonese il nodo acqua resta centrale per chi lavora in agricoltura, soprattutto in un’estate segnata da caldo persistente e piogge limitate. Da qui il confronto promosso a Pordenone nell’ambito di SISSAR 2026, con una giornata dedicata agli strumenti utili per difendere le colture e rendere più accurata la distribuzione idrica.
L’iniziativa si è svolta alla Società Agricola La Magnolia, realtà guidata dalla famiglia Zille, e ha riunito tecnici, agronomi e operatori del comparto. A sostenere l’appuntamento sono stati ERSA e l’Associazione dei Consorzi di Bonifica della Regione Friuli Venezia Giulia, con l’obiettivo di fare il punto su una delle questioni più sentite nelle campagne friulane.
Le riserve idriche e il peso delle infrastrutture
Uno dei passaggi più rilevanti emersi durante l’incontro riguarda la tenuta del sistema irriguo che serve il territorio. L’assessore regionale all’Agricoltura e all’Ambiente Mattia Tirelli ha richiamato il ruolo degli invasi montani, indicandoli come elemento decisivo per sostenere le necessità dei campi anche in una fase di ridotta disponibilità d’acqua.
Il quadro, naturalmente, non cancella le difficoltà. Temperature elevate e precipitazioni scarse continuano a incidere sulla crescita delle colture, ma la presenza di queste opere consente al comparto agricolo di affrontare la stagione con una base più solida. Nel ragionamento portato al tavolo tecnico, l’accento è stato posto anche sulla necessità di accompagnare le infrastrutture con soluzioni innovative capaci di limitare gli sprechi.
Dal monitoraggio ai fabbisogni di mais e soia
La giornata ha affrontato anche gli aspetti più operativi della gestione irrigua. Il progetto SISSAR 2026, orientato alla consulenza specialistica per le aziende agricole, ha offerto spunti su controllo dell’acqua disponibile, irrigazione dei seminativi e valutazione delle esigenze delle diverse colture.
Tra i temi tecnici approfonditi ci sono stati i fabbisogni di mais e soia e le metodiche nutrizionali collegate, in un contesto in cui ogni scelta in campo diventa più delicata quando l’andamento climatico riduce i margini di errore. L’idea emersa dal confronto è chiara: usare meno acqua possibile, ma con maggiore precisione.
Il sistema Cellina Meduna e l’effetto sul territorio
Sul valore della rete esistente è intervenuto anche Valter Colussi, presidente dell’Associazione dei Consorzi di Bonifica della Regione Friuli Venezia Giulia. Colussi ha ricordato come il sistema degli invasi montani, realizzato tra gli anni Cinquanta e Sessanta, rappresenti ancora oggi una scelta strategica per l’agricoltura locale.
Le piogge cadute tra maggio e i primi giorni di giugno hanno infatti permesso di accumulare riserve che ora consentono al Consorzio di Bonifica Cellina Meduna di assicurare l’irrigazione anche in una stagione avara di precipitazioni. Un elemento che, per il Pordenonese, ha un riflesso diretto sulla continuità produttiva delle aziende agricole.
Accanto all’utilità per i campi, durante l’incontro è stato richiamato anche l’effetto ambientale della disponibilità idrica: alimentazione delle falde e sostegno alla rete dei corsi d’acqua minori, aspetti considerati importanti per l’equilibrio del territorio e per la biodiversità.
La prova pratica in azienda
Alla parte di confronto tecnico è seguita una visita ai campi prova e alle attrezzature della Società Agricola La Magnolia. Un momento utile per osservare da vicino come le tecnologie irrigue possano essere applicate nella pratica quotidiana e come venga seguito il comportamento delle colture durante la stagione.
Da Pordenone arriva così un’indicazione precisa per tutto il comparto friulano: la risposta alla siccità passa insieme dalla solidità delle opere idriche costruite nel tempo e da una gestione sempre più puntuale dell’acqua disponibile, calibrata sulle esigenze reali delle coltivazioni.