Siccità e caldo, scontro in Consiglio regionale: Pellegrino accusa la Regione di non avere una strategia

La consigliera di Alleanza Verdi e Sinistra critica l’assestamento di bilancio e torna a chiedere interventi stabili per affrontare emergenza idrica e alte temperature.

A cura di Web Team Web Team
08 agosto 2026 20:19
Siccità e caldo, scontro in Consiglio regionale: Pellegrino accusa la Regione di non avere una strategia -
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Il nodo non è solo l’estate torrida, ma l’assenza di una risposta strutturata, secondo l’opposizione, davanti a una pressione climatica che coinvolge anche il Friuli Venezia Giulia. A riportare il tema al centro del dibattito politico regionale è Serena Pellegrino, consigliera di Alleanza Verdi e Sinistra, intervenuta dopo l’ultimo passaggio sull’assestamento di bilancio.

Nel suo intervento, Pellegrino contesta la scelta di non finanziare misure specifiche dedicate alla siccità e alla gestione delle ondate di calore. La presa di posizione arriva mentre la situazione idrica resta delicata e il livello del Po continua a essere indicato tra i segnali più evidenti di una fase critica che tocca anche il territorio friulano.

Il bilancio regionale finisce al centro della polemica

La consigliera punta soprattutto sull’esito degli emendamenti presentati in sede di assestamento. A suo giudizio, sono state lasciate fuori proposte che avrebbero potuto tradursi in interventi pratici, con risorse dedicate per affrontare effetti sempre più frequenti delle estati estreme.

Tra i punti richiamati c’è l’idea di realizzare oasi pubbliche di refrigerio, pensate come strumenti concreti per offrire sollievo nelle giornate più pesanti, in particolare nei contesti urbani. Per Pellegrino, misure di questo tipo avrebbero dovuto trovare spazio nella programmazione regionale.

Non solo allerte: la richiesta di misure stabili

Nella sua critica, l’esponente di Avs sostiene che applicazioni per cercare percorsi ombreggiati o i sistemi informativi di allerta non bastino a fronteggiare un quadro che considera ormai strutturale. Il punto, nella sua lettura, è passare da strumenti di segnalazione a scelte politiche capaci di incidere davvero.

La richiesta è quindi quella di un piano più ampio, che tenga insieme ambiente, salute pubblica e adattamento dei territori. Secondo Pellegrino, servono risposte che non si limitino a gestire i picchi di calore, ma che affrontino anche la vulnerabilità crescente di aree urbane e risorse idriche.

Il richiamo al cambiamento climatico

Nel suo ragionamento, la crisi attuale non viene letta come una parentesi eccezionale. Pellegrino la inserisce invece in un processo più lungo, legato al cambiamento climatico e al progressivo deterioramento degli equilibri ambientali.

La consigliera richiama anni di avvertimenti, rimasti secondo lei senza risposte adeguate, e collega l’aggravarsi della situazione anche alle trasformazioni imposte dall’uomo sul territorio, compresi consumo di suolo e riduzione delle aree verdi. Da qui nasce la critica a politiche che, sempre secondo la sua valutazione, continuano a rincorrere gli effetti senza intervenire in profondità sulle cause.

Il confronto politico resta aperto in Friuli Venezia Giulia

Il messaggio rivolto alla Regione è netto: per Pellegrino servono fondi mirati e una programmazione capace di mettere al centro le persone più esposte al caldo e la tutela degli ecosistemi. La siccità, nella sua analisi, non può più essere trattata come un’emergenza occasionale.

Il tema resta quindi destinato a pesare anche nel dibattito delle prossime settimane in Friuli Venezia Giulia, dove la gestione dell’acqua, l’adattamento climatico e gli interventi nei centri abitati stanno diventando sempre più un terreno di confronto politico oltre che una questione concreta per il territorio.

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