Sexto ’Nplugged 2026, Sesto al Reghena si prepara a quattro serate tra ritorni cult ed esclusive
Dal 2 al 5 luglio in piazza Castello un cartellone che porta in Friuli I Cani, Apparat, Altın Gün e WU LYF insieme a dj set e progetti sul territorio.
L’estate musicale del Friuli occidentale mette già un punto fermo nel calendario del 2026: a Sesto al Reghena torna Sexto ’Nplugged con quattro appuntamenti consecutivi in piazza Castello, dal 2 al 5 luglio, e una proposta che unisce artisti internazionali, nomi italiani molto attesi e alcune date annunciate come esclusive di particolare richiamo.
Tra gli elementi che rendono più forte il programma ci sono soprattutto due presenze: i WU LYF, indicati come unica data estiva in Italia, e Apparat, atteso a Sesto per quella che viene presentata come unica tappa estiva nel Centro-Nord. Un richiamo destinato a portare pubblico anche oltre i confini provinciali, in uno dei festival più riconoscibili del Pordenonese.
La XXI edizione conferma la formula compatta che ha costruito negli anni l’identità della rassegna: quattro serate nello stesso spazio, una selezione artistica che attraversa elettronica, indie, psichedelia e contaminazioni globali, e un legame stretto con il contesto locale.
Il cartellone serata per serata
Si comincia giovedì 2 luglio con These New Puritans, gruppo dell’Essex guidato dai fratelli Jack e George Barnett, che porterà dal vivo anche il lavoro più recente, “Crooked Wing”, pubblicato nel 2025. Nella stessa serata arriveranno i WU LYF, nome di culto della scena di Manchester e tra gli appuntamenti più attesi dell’intero festival.
Venerdì 3 luglio sarà la volta de Il Mago del Gelato, collettivo milanese che mescola funk, jazz, afrobeat e suggestioni mediterranee. A seguire saliranno sul palco gli Altın Gün, band con base ad Amsterdam impegnata nel tour del quinto album “Garip”, uscito il 20 febbraio e costruito intorno a riletture contemporanee di brani di Neşet Ertaş.
Sabato 4 luglio spazio ai JoyCut in apertura, prima dell’arrivo di Apparat, figura centrale dell’elettronica europea e uno dei nomi di maggior peso del programma 2026. La chiusura, domenica 5 luglio, è affidata a I Cani, tra i progetti più riconoscibili della musica italiana degli ultimi anni.
Non solo live: dj set e altri appuntamenti
Il festival affianca ai concerti principali una serie di momenti collaterali. Venerdì 3 luglio, prima dei live, è previsto il set di Caterina, con una selezione musicale pensata in continuità con il clima sonoro della serata.
Sabato 4 luglio entrerà in scena Noemi Second Sequence, parte del progetto Second Sequence insieme ad ANZWART, con un percorso tra elettronica e ricerca. Dopo i concerti della stessa sera toccherà invece a BLU dei JoyCut, batterista, producer e dj già attivo anche in collaborazioni con Gianni Maroccolo, nella Biennale College Musica all’Arsenale di Venezia e in lavori per la danza.
Domenica 5 luglio ci sarà inoltre Foresta, cantautrice indipendente italo-brasiliana, che ha pubblicato sei singoli e propone un repertorio dove si incontrano sfumature jazzy, ritmi esotici e beat notturni.
Il rapporto con scuole, formazione e inclusione
Nel progetto del 2026 resta centrale anche il versante formativo. Proseguono infatti le collaborazioni con ABA-Accademia di Belle Arti di Udine ed Enaip Fvg, attraverso percorsi sviluppati con gli studenti.
Confermata pure la collaborazione con l’impresa sociale Laluna, inserita dagli organizzatori nel lavoro dedicato all’inclusione delle fasce più fragili. La vicepresidente dell’associazione, Shaula Stefanutto, ha spiegato che l’obiettivo è investire sulle persone e favorire una società più aperta.
Un appuntamento che rafforza il ruolo di Sesto al Reghena
Nella presentazione del festival, la sindaca Zaida Franceschetti ha richiamato il valore identitario della manifestazione per la comunità di Sesto al Reghena, sottolineando il dialogo tra musica contemporanea e cornice storica del paese. Il presidente dell’associazione Sexto ’Nplugged, Mauro Morassut, ha invece evidenziato il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia e la collaborazione con i Comuni di Sesto al Reghena, Montereale Valcellina e Pordenone.
Sulla stessa linea anche l’assessore regionale alla Cultura Mario Anzil, che ha rimarcato l’incontro tra qualità artistica e valore dei luoghi. Per il Friuli, e in particolare per l’area pordenonese, il festival continua così a rappresentare un appuntamento capace di tenere insieme richiamo esterno e radicamento locale, con un programma concentrato ma ambizioso che riporta piazza Castello al centro dell’estate culturale.