Settembre porta il Friuli nelle grotte: visite gratuite, mostra a Udine e incontro a Trieste
Per la prima Giornata internazionale dedicata al carsismo, la regione organizza aperture senza biglietto il 12 e 13 settembre e un programma diffuso.
Il patrimonio sotterraneo del Friuli Venezia Giulia diventa protagonista di un calendario che attraversa l’intera regione e mette al centro uno dei suoi tratti più identitari: il carsismo. Il momento più atteso dal pubblico cadrà nel fine settimana del 12 e 13 settembre, quando cinque grotte turistiche inserite nel Catasto speleologico regionale saranno visitabili gratuitamente.
L’iniziativa accompagna la prima edizione della Giornata internazionale delle grotte e del carsismo, fissata per il 13 settembre 2026. Per il Friuli Venezia Giulia non si tratta di una ricorrenza simbolica qualsiasi, ma di un appuntamento che intercetta un patrimonio naturale e scientifico molto radicato nel territorio.
Un fine settimana per avvicinare il pubblico al mondo sotterraneo
La novità di quest’anno è il sostegno regionale a “Grotte aperte”, proposta che per la prima volta viene accompagnata in modo diretto dall’amministrazione. Nelle due giornate di settembre i visitatori potranno entrare senza costo nelle cinque cavità turistiche presenti nel catasto regionale.
Accanto alle aperture, sono previsti materiali informativi e una serie di iniziative costruite con enti parco, riserve naturali, amministrazioni locali e associazioni speleologiche. Il programma sarà reso disponibile attraverso il sito del Catasto speleologico regionale.
Udine e Trieste dentro lo stesso percorso
Le attività non si esauriranno nelle visite del weekend. A Udine, dall’11 al 27 settembre, la Società Filologica Friulana ospiterà una mostra dedicata alla speleologia del Friuli Venezia Giulia, con pannelli, immagini, reperti e anche un’esperienza immersiva in realtà virtuale.
Trieste sarà invece sede, il 15 settembre, di un appuntamento di taglio storico e scientifico. Nella sala Luttazzi del Porto Vecchio è in programma un workshop per il centenario di “Duemila Grotte”, l’opera firmata da Luigi Vittorio Bertarelli ed Eugenio Boegan che viene considerata il primo catasto speleologico al mondo.
Perché il tema riguarda da vicino il Friuli Venezia Giulia
La regione ha un legame diretto con questo ambito: sul territorio risultano censite quasi 9.000 grotte, mentre nel massiccio del Canin si trova il più ampio complesso carsico italiano. A questo si aggiunge il ruolo degli acquiferi e delle sorgenti, fondamentali sia per la biodiversità sia per le risorse idriche.
La Giornata internazionale è stata istituita dall’Unesco nel 2025 su proposta dell’Unione internazionale di speleologia, con l’appoggio di oltre 150 organizzazioni nel mondo. Il senso dell’iniziativa è duplice: far conoscere questi ambienti e, allo stesso tempo, rafforzarne la tutela.
Nel presentare il programma, l’assessore regionale Fabio Scoccimarro ha richiamato il quadro normativo già adottato dal Friuli Venezia Giulia con la legge regionale 15 del 2016, che considera grotte, aree carsiche e acquiferi come parti di un unico sistema. È su questa linea che si muovono anche gli appuntamenti di settembre: aprire questi luoghi al pubblico senza separare divulgazione, ricerca e protezione di un patrimonio particolarmente delicato.