Sentieri, pellegrinaggi e cura della montagna: a Sappada il confronto sulla rete escursionistica friulana

Al Museo etnografico di Cima Sappada la Dolomiti Mountain School ha aperto il suo percorso sul territorio parlando di cammini, sicurezza e manutenzione.

27 maggio 2026 09:38
Sentieri, pellegrinaggi e cura della montagna: a Sappada il confronto sulla rete escursionistica friulana -
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La montagna come spazio da attraversare con rispetto, ma anche come legame concreto tra comunità diverse. È da questa idea che a Cima Sappada si è sviluppato l’incontro della Dolomiti Mountain School, ospitato sabato 23 maggio al Museo etnografico “Giuseppe Fontana” e dedicato ai percorsi in quota che mettono in relazione luoghi, persone e tradizioni.

L’appuntamento ha segnato il primo momento territoriale della decima edizione della rassegna e ha portato al centro un tema molto sentito anche in Friuli: il valore dei cammini, la conoscenza della rete sentieristica e la necessità di frequentare l’ambiente montano con preparazione adeguata.

Ad aprire la mattinata sono stati Pierpaolo Zanchetta del Servizio biodiversità della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia, il sindaco di Sappada Alessandro De Zordo e Gianpaolo Carbonetto, coordinatore della Dolomiti Mountain School. Il filo conduttore degli interventi è stato quello di una montagna che non è solo scenario naturale, ma anche patrimonio culturale e sociale.

Cammini che tengono insieme territori e identità

Tra i contributi proposti, Valerio Piller ha richiamato il significato del pellegrinaggio di Sappada verso Maria Luggau, presentandolo come un’esperienza che nasce dalla storia della comunità locale e che, con il tempo, è diventata occasione di incontro con altri territori.

Lo stesso Piller ha ricordato una partecipazione che supera i 500 presenti provenienti da diverse parti d’Italia, con il coinvolgimento anche delle vicine comunità di Sauris e Ampezzo. Un segnale, ha sottolineato, della capacità di un appuntamento tradizionale di restare vivo e di parlare anche fuori dai confini del paese.

Nel confronto si è parlato anche del Cammino di San Martino in Carnia, illustrato da Fides Banelli. Il percorso, articolato in sette tappe, attraversa la Carnia toccando gli edifici sacri dedicati al Santo ed è stato descritto come una proposta che unisce valorizzazione culturale, promozione del territorio e benessere legato al camminare.

Chiara Aviani di GAL di Montagna Leader ha invece portato l’esperienza del Cammino di San Cristoforo, soffermandosi sulla dimensione più personale del viaggio a piedi: la relazione con sé stessi, con gli altri e con i luoghi attraversati. In questo quadro, anche la fatica diventa parte di un percorso rigenerante.

Frequentare i percorsi con consapevolezza

Un altro passaggio importante dell’incontro ha riguardato il tema della preparazione di chi va in montagna. Massimo Laurencig, guida alpina e maestro di alpinismo, ha insistito sulla necessità di un approccio consapevole, in cui la sicurezza resta centrale insieme al rispetto per un ambiente delicato.

Nel suo intervento ha ricordato che chi entra in quota si muove dentro un ecosistema complesso e non in uno spazio neutro. Da qui l’invito a conoscere meglio itinerari, condizioni e comportamenti corretti prima di affrontare sentieri e percorsi d’alta montagna.

Il peso della manutenzione sulla rete del Friuli Venezia Giulia

Accanto alla riflessione culturale, è emerso con chiarezza anche il nodo pratico della manutenzione. Giovanni Duratti, presidente del Comitato Direttivo Regionale del CAI FVG, ha ricordato i numeri della rete regionale: 664 sentieri riconosciuti per circa 4.600 chilometri complessivi.

Una trama estesa, fondamentale per l’escursionismo e per la fruizione della montagna friulana, che si regge in larga parte sull’impegno dei volontari. Proprio per questo Duratti ha evidenziato il bisogno di nuove energie e di sostegni più solidi, così da garantire continuità alla cura dei percorsi nel tempo.

Il calendario dei prossimi incontri

Dopo la tappa sappadina, la decima edizione della Dolomiti Mountain School continuerà venerdì 19 giugno a Venzone, nella sala consiliare del Municipio, con un appuntamento dedicato agli insegnamenti del terremoto e alla difesa delle terre alte.

Il programma riprenderà poi dopo l’estate, venerdì 11 e sabato 12 settembre a Forni di Sopra, alla Ciasa dai Fornés, con un momento di bilancio sui dieci anni della rassegna e sulle sfide future della montagna. La chiusura è prevista venerdì 9 ottobre a Claut, con un incontro che guarderà al rapporto tra cultura del cibo e territori montani.

Per il Friuli montano, il confronto avviato a Sappada conferma un punto: parlare di sentieri non significa occuparsi solo di turismo o tempo libero, ma ragionare su comunità, presidio del territorio e futuro delle aree alte.

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